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Coronavirus, Kompatscher prepara lockdown totale e test a tappeto in tutta la provincia. "Pronti 350mila antigenici per uscire da questa situazione critica"

Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha annunciato in conferenza stampa l'adozione nei prossimi giorni di misure ulteriori per frenare il contagio. Pronto il lockdown totale con chiusura della didattica in presenza anche dalle media in giù e contatti lavorativi ridotti all'osso. Ma l'annuncio più importante riguarda il testing su tutta la popolazione. "Pronti 350mila test antigenici. Faremo come a Monguelfo e Sesto per abbattere la circolazione del virus"

Di Davide Leveghi - 10 novembre 2020 - 17:58

BOLZANO. Era nell’aria da tutta la mattinata ed ora è ufficiale. In Alto Adige entrerà in vigore un lockdown duro. Ad annunciarlo, come previsto, è il presidente Arno Kompatscher, intervenuto in conferenza stampa per comunicare l’imminente nuova ordinanza con cui il territorio provinciale inasprirà le già vigenti restrizioni.

 

La situazione epidemiologica è critica – ha esordito - i dati sono ulteriormente peggiorati negli ultimi giorni. Più di una persona su due di quelle mai testate fino ad ora sono risultate positive, è un dato che non ha eguali in nessuna regione d’Italia. Con il governo e il comitato scientifico avevamo predisposto 77 terapie intensive, con un massimo che poteva essere portato a 100. Oltre la metà sono occupate. Ma la saturazione degli ospedali si nota ancora di più nei posti letto in area non critica. Sono 400 quelli occupati tra le strutture pubbliche e private, e ci stiamo avvicinando al limite. Il rischio è che non ci sia personale per accudire i pazienti”.

 

Con una situazione che Kompatscher ha definito proporzionalmente “peggiore che in primavera” (“con questi numeri in primavera il nostro sistema sanitario sarebbe andato in tilt”), la Provincia ha così deciso di intervenire ancora, riducendo ogni contatto permesso dalle già stringenti norme introdotte dall’ultima ordinanza. “Gli esperti ci dicono che le attuali misure potrebbero non bastare. Non possiamo rischiare che il sistema sanitario crolli. Per questo con la giunta stiamo discutendo per pubblicare giovedì una nuova ordinanza che avrà vigenza da sabato 14 novembre a sabato 28”.

 

Ma in cosa consistono le novità annunciate dal Landeshauptmann Kompatscher?Ridurremo ancora di più i contatti nel mondo del lavoro – spiega – con i sindacati e le associazioni dei datori decideremo quali attività possono fermarsi per queste due settimane. Nei cantieri si potranno solamente svolgere lavori da concludere o necessari mentre non saranno possibili nuovi interventi. Saranno possibile invece interventi emergenziali. Nel terziario non ci potrà essere contatto con i clienti”.

 

In ambito scolastico passeremo per le prossime due settimana alla didattica a distanza anche per le classi dalla seconda media in giù. Ridurremo i servizi della prima infanzia, le materne e le primarie, con lo scopo in questo caso di mantenere questo regime per una settimana, prima di poter, di fronte a dati epidemiologici migliori, rientrare dalla settimana del 16 novembre a una situazione da zona rossa”.

 

La misura più importante ha poi riguardato l’attività di testing massivo della popolazione. È questa la grande novità, indicata come “leva per poter uscire da questa situazione, isolando chi può farsi portatore del virus”. “Nel fine settimana prossimo faremo un test antigenico a tappeto in tutta la provincia – ha spiegato Kompatscher – è una cosa già sperimentata in Slovacchia e la vogliamo fare anche noi. Una cosa simile, con ottimi risultati, era stata fatta nei Comuni di Monguelfo e Sesto, accompagnando ai test la limitazione al minimo di tutte le attività, anche quelle scolastiche”.

 

Con l’aiuto della croce rossa, della croce bianca, della protezione civile e dei sindaci metteremo in pratica questo piano ambizioso e preparato da settimane di effettuare 350mila test antigenici, su un target dell’80% della popolazione già individuato. Solo così potremo tornare a un livello da zona rossa la settimana dopo, con l’ordinanza ancora in vigore, e poi uscire anche dalla zona rossa. Dobbiamo individuare dove si trova il virus e isolare chi infetta. Solo così riusciremo a uscirne”

 

Nella giornata di martedì 9 novembre, d’altronde, il dato sui nuovi positivi seppur con una flessione nella cifra dei contagiati (375) continua a mantenere un rapporto contagi/tamponi altissimo (20%). Ma a preoccupare maggiormente sono le persone ricoverate in ospedale, ben 331, con altri 96 pazienti ospitati dalle strutture private e 41 in terapia intensiva.

 

Questi numeri danno pertanto un’idea della gravità con cui l’Alto Adige è stato travolto dalla seconda ondata. Una seconda ondata che questa volta continua a portare con sé una striscia di morte, con ben 58 decessi da settembre (per un totale di 350 da inizio epidemia).  

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