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Coronavirus, in Alto Adige verso il 'lockdown duro'' con lo stop a tutta la scuola. Kompatscher: ''Troppo alta la pressione sugli ospedali, dobbiamo intervenire''

Anche alle elementari e alle medie sarà adottata la didattica a distanza. Saranno presi nuovi provvedimenti anche per le attività economiche. L'ulteriore decisione dopo il continuo aumentare dei contagi: "Dovremo intervenire ancora di più perché non bastano le misure adottate"

Pubblicato il - 10 novembre 2020 - 12:36

BOLZANO. L'Alto Adige è pronto ad adottare quello che è stato definito un “lockdown duro” per riuscire a fermare l'ondata di contagi che negli ultimi giorni ha visto registrare un positivo ogni due test. Il provvedimento che ha reso tutto il territorio provinciale “Zona Rossa”  (QUI L'ARTICOLO) non basta e questo pomeriggio in conferenza stampa Arno Kompatscher spiegherà quali altre azioni verranno ulteriormente adottate.

 

In un intervento questa mattina su Rai Radio1 all’interno di Radio anch’io condotto da Giorgio Zanchini (QUI L'AUDIO) il governatore Kompatscher ha spiegato che l'Alto Adige è “già passato volontariamente a zona rossa e sono attive le azioni previste dall'articolo 3 dell'ultimo Dpcm” ma il problema principale è l'altissimo tasso di ospedalizzazione e i tanti pazienti in terapia intensiva.

 

Secondo l'ultimo report dell'azienda sanitaria, sono 331 le persone in ospedale (+11 rispetto a ieri), 96 nelle strutture private (+5) e 41 i pazienti in terapia intensiva (+4). Ci sono 113 cittadini in isolamento nella struttura di Colle Isarco e Sarnes. Attualmente sono 8.144 le persone in quarantena. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Dovremo intervenire ancora di più – ha spiegato il governatore - non bastano le misure adottate e dovremmo mettere in atto nuove azioni su scuola e su ulteriori attività economiche”. Nulla a che vedere, però, con il lockdown della prima ondata.

 

“Non torneremo alla situazione della scorsa primavera – ha concluso Aldo Kompatscher – ma è arrivato il momento per un breve periodo, di due settimane, di chiudere anche tutte le attività scolastiche e di passare alla didattica a distanza per le scuole medie e elementari oltre a ridurre ancora le attività economiche”.

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