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| 08 nov 2020 | 20:30

Coronavirus, l'Alto Adige è ''zona rossa''. Kompatscher firma l'ordinanza: didattica a distanza dalla seconda media e mascherina in classe

Dalla mezzanotte nuove misure per il contenimento del Covid-19. Estese a tutti i Comuni altoatesini le restrizioni già previste per i Comuni-Cluster, limiti a spostamenti e attività motorie. Ordinanza all'interno

BOLZANO. L'Alto Adige è zona rossa. Il governatore Arno Kompatscher ha firmato l'ordinanza che parte dalla mezzanotte di oggi, domenica 8 novembre. Il presidente ha inoltre informato il ministro Roberto Speranza della decisione presa.

 

Non ci sono più misure diversificate, ma i provvedimenti diventano uniformi in tutto il territorio altoatesino. Nonostante il tentativo di arginare la curva del contagio con un'ordinanza più generale e una più restrittiva ad hoc nelle aree più in difficoltà, i dati sono diventati sempre più preoccupanti.

 

Anche quest'oggi in Alto Adige sono stati comunicati 781 casi con l'analisi di 2.998 tamponi. Il rapporto contagi/tamponi è del 26,05%. Ci sono poi, purtroppo, quattro nuovi decessi.

 

A preoccupare è la pressione sugli ospedali e in particolare sulle terapie intensive dove nelle ultime 24 ore ci sono stati altri tre ricoveri. Sono quasi 30 persone in più quelle invece ricoverate negli ospedali dove si trovano, al momenti, 303 pazienti con Covid-19. Oltre 8 mila i cittadini che si trovano, invece, in isolamento.

 

Da lunedì e fino al 22 novembre si applicano quindi in tutto l'Alto Adige le regole valide nei Comuni-cluster: chiusi i negozi e servizi alla persone, aperte le attività alimentari (escluso però la domenica).

 

Gli spostamenti, all’interno del territorio provinciale e all'interno dei singoli Comuni, sono consentiti solo per motivi di lavoro, di studio, di salute e per altre documentabili esigenze di necessità. Tra queste ci sono gli acquisti in negozi non presenti sul territorio del proprio comune di residenza, la cura di parenti bisognosi di assistenza, e la visita al proprio partner o alla propria partner non convivente. Il tutto sempre e comunque documentato dall’apposita autocertificazione.

 

La nuova ordinanza provinciale consente di svolgere attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale (fanno eccezione atleti e squadre che partecipano a manifestazioni di livello nazionale e internazionale), mentre l’attività motoria è consentita in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno un metro tra le persone e con obbligo di indossare la mascherina.  

 

Il divieto di spostamento dal proprio domicilio è valido dalle 20 alle 5, con eccezione dei movimenti necessari per motivi di lavoro, salute o esigenze di necessità.

 

Ampio il ricorso alla didattica a distanza: la dad viene utilizzata dalla seconda media, mentre è ancora garantita la scuola in presenza per i servizi educativi per l’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado.

 

Dai 6 anni in poi è obbligatorio indossare la mascherina anche durante le ore di lezione. Per seconda e terza media, nonché per tutte le scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori), per la formazione professionale e per l’Università, la didattica a distanza coprirà il 100% delle ore di lezione. Fanno eccezione a questa regola le ragazze e i ragazzi con bisogni educativi speciali o che fanno parte di particolari progetti socio-educativi, nonché alcune attività pratiche e di laboratorio che non possono essere eseguite a distanza.

 

I mezzi del trasporto pubblico, la cui capacità sarà limitata al 50% dei posti a disposizione, potranno essere utilizzati esclusivamente per chi deve muoversi per motivi di lavoro, di studio o per esigenze di necessità. 

 

 

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