Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, screening di massa in Alto Adige. "Se tanti partecipano, a febbraio torniamo alla normalità. L'impegno non richiede più di 3 minuti"

Tutto pronto in Alto Adige per la grande operazione di screening di massa sulla popolazione locale. Oltre 180 le strutture che ospiteranno i 350mila cittadini che si vogliono sottoporre al test, 1500 gli operatori coinvolti. L'assessore alla Salute Widmann: "Secondo le proiezioni, se tanti partecipano torniamo alla normalità a fine febbraio. E' un passo verso la libertà"

Di Davide Leveghi - 18 novembre 2020 - 15:07

TRENTO. “E’ la nostra grande possibilità per uscire da questa fase drammatica”, “un passo verso la libertà”, “l’unica chance per fermare l’infezione”. Il concetto viene ribadito più volte nella conferenza stampa di presentazione delle modalità di svolgimento e partecipazione al test organizzata dalla Provincia di Bolzano. A ripetere quanto lo screening di massa previsto per le giornate di venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 novembre sia decisivo sono i membri stessi della giunta, con il presidente della Provincia Arno Kompatscher in testa, il responsabile del progetto “Test rapidi in Alto Adige” Patrick Franzoni e il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer.

 

A prendere la parola per primo è proprio il Landeshauptamann. “Facendosi testare c’è il rischio di poter risultare positivi – esordisce – ma esserlo senza saperlo e magari infettare i propri cari è un rischio ancora maggiore. I tanti negativi potranno proseguire la propria vita nel rispetto delle norme di sicurezza, mentre per i positivi scatteranno i 10 giorni al termine dei quali, se asintomatici, potranno uscire senza necessità di alcun riscontro. Per questo abbiamo preparato i presupposti normativi”.

 

Lo screening gratuito è la nostra unica e grande possibilità per avere sotto controllo le infezioni – gli ha fatto eco l’assessore alla Salute Thomas Widmann – ormai in tutti i Comuni abbiamo dei positivi, infatti, ma solo così potremo capire quali strategie adottare. Sicuramente faremo altri screening”. Per rafforzare il concetto, Widmann ha mostrato dei grafici sulla validità dello screening di massa effettuato in Slovacchia e sugli effetti che tale operazione dovrebbe avere in Alto Adige.

 

 

“Come vedete la curva dei contagi in Slovacchia è scesa drasticamente – ha proseguito – così come questa proiezione fatta da Eurac ci mostra la possibilità di poter tornare alla libertà verso la fine di febbraio. Per fare questo però bisogna partecipare più numerosi possibile. Vogliamo evitare un lockdown eterno che avrebbe conseguenze catastrofiche sull’economia. Possiamo adottarne uno più breve e efficace, ma per questo è necessario spingere la curva del contagio verso il basso. Solo così potremo riaprire scuole e aziende, facendo un passo verso la libertà”.

 

 

A tracciare il quadro sulla grande macchina operativa messa in moto ci hanno poi pensato l’assessore alla Protezione civile Arnold Schuler, il responsabile del progetto Franzoni e il presidente del Consorzio dei Comuni Schatzer. “L’organizzazione dei test rapidi a tappeto è una grandissima sfida – ha affermato l’assessore competente – abbiamo stabilito tutti i protocolli e i procedimenti e siamo pronti per l’attuazione. Il prossimo passo sarà dichiarare lo stato di pre-allerta. Ora la palla passa alla popolazione”.

 

Esistono dunque delle maniere per evitare possibili assembramenti nei punti di testing?Sì – ha spiegato Schuler – c’è la possibilità di prenotarsi online, con alcuni Comuni che hanno messo a disposizione un tool sul proprio sito internet a cui accedere. Nella prima mezz’ora di funzionamento di questo strumento a Bressanone si sono registrati in più di 500 persone, mentre nelle prime 2 ore le adesioni in tutta la provincia hanno superato le 5000”.

 

“Ci saranno più di 1500 persone attive in tutta la provincia per questo progetto – gli ha fatto eco il presidente del Consorzio dei Comuni – la sfida più grande è sicuramente per i Comuni più grandi, come Bolzano, dove i test avverranno in 120 postazioni situate in 22 strutture. Il sistema di prenotazione digitale è già stato attivato in una trentina di Comuni, altri hanno deciso di adottare un’organizzazione per strade e zone”.

 

Seguendo una simulazione messa a disposizione dal Dipartimento di ingegneria dell’Università di Trento, la Provincia ha quindi approntato una macchina organizzativa estremamente complessa, che dovrà sottoporre all’antigene ben 350mila altoatesini. “Per i cittadini l’impegno non richiederà più di 2-3 minuti – ha spiegato Franzoni, responsabile del progetto – il personale amministrativo registra sul sito il risultato del test, effettuato dai sanitari e disponibile già dopo 15-30 minuti”.

 

Nel mentre, il bollettino quotidiano sulla situazione Coronavirus ha fatto emergere dei dati moderatamente incoraggianti, dove a fronte di un tasso di contagio che si mantiene ancora piuttosto alto (581 positivi), i numeri della pressione sul sistema sanitario hanno invece dato segno di flessione. Sono 353, infatti, pari a 6 in meno rispetto alla giornata di martedì 17 novembre, i pazienti ricoverati nei normali reparti ospedalieri, 128 nelle strutture private convenzionate e 39 coloro che devono ricorrere alle cure in terapie intensiva (5 in meno di martedì). D’altro canto, i decessi continuano a essere molti: sono 11 quelli resgistrati nelle ultime 24 ore.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
06 dicembre - 11:37
Rimane difficile anche la situazione negli ospedali del territorio con 98 i ricoveri in area medica, [...]
Cronaca
06 dicembre - 09:33
Nel mese di novembre sono stati 24 in tutto i contagi rilevati nelle strutture che fanno riferimento alla Federazione delle Scuole Materne. [...]
Cronaca
06 dicembre - 11:26
L'incidente è avvenuto poco prima delle 10. Sul posto la polizia locale per i rilievi
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato