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Coronavirus, oltre 211mila persone si sono sottoposte al test. 2305 i positivi. Schuler: "Qualche problema nella trasmissione dei risultati"

Proseguono a gonfie vele le operazioni di screening della popolazione altoatesina. Sui 350mila test previsti, ne sono stati svolti oltre il 60%, pari a 211.957. I positivi sono 2305, pari all'1,1%. L'assessore Arnold Schler: "Grande affluenza"

Di Davide Leveghi - 21 novembre 2020 - 17:57

BOLZANO. Procede a gonfie vele l’attività di screening di massa organizzata dalla Provincia di Bolzano per frenare una curva dei contagi che ha messo le strutture ospedaliere altoatesine sotto pressione. Nella conferenza stampa indetta per fare il punto sulla situazione, i rappresentanti della giunta, dell’azienda sanitaria e della protezione civile hanno elogiato la grande macchina organizzativa e la partecipazione numerosa dei cittadini.

 

Nel secondo aggiornamento quotidiano (ore 16), sulle 350mila persone massime previste ne sono state testate 211.957, pari al 60,5% (e al 38,3% dell’intera popolazione residente). Su queste, quelle risultate positive sono state 2305, per una percentuale dell’1,1%. Il comprensorio sanitario con una maggiore percentuale di positivi continua a essere Merano, dove però rispetto all’1,5% registrato stamattina, l’indice contagi/tamponi si è abbassato all’1,3% (712 positivi su 54.060). Calano anche gli indici nei comprensori di Brunico, Bressanone (entrambi all’1,3%) e di Bolzano (0,9%).

 

L’alta percentuale registrata nella prima giornata è stata confermata, così come il basso numero di positivi – ha esordito l’assessore alla Protezione civile Arnold Schulerl’organizzazione ha funzionato, solo con la registrazione e la trasmissione dei dati abbiamo avuto qualche problema, risolto nella notte dai nostri tecnici. In alcuni casi, ci sono state persone che hanno indicato un indirizzo mail o un numero di telefono sbagliato. Colgo l’occasione per dire di scrivere in modo corretto questi dati, e nel caso non si abbia una mail di lasciare l’indirizzo di una persona di fiducia”.

 

Il buon funzionamento complessivo, ha spiegato Schuler, non è passato inosservato, in un grande progetto su cui molti al di fuori dell’Alto Adige hanno messo occhio. “Il sistema di prenotazione in particolare ha funzionato molto bene. Attivo in 30 Comuni, abbiamo avuto una richiesta del software da parte della cancelleria austriaca. Il livello d’attenzione e di interesse è alto, anche dal resto del Paese”.

 

Come specificato in conferenza, qualche problema si è però registrato nella registrazione e trasmissione dei dati. “Circa il 10% di chi ha effettuato il test questa mattina non aveva ancora il risultato – ha spiegato la direttrice tecnico-assistenziale dell’Azienda sanitaria Marianne Siller – piano piano anche loro stanno ricevendo l’esito. La soddisfazione è comunque tanta, perché ci troviamo al momento al 38,3% del totale della popolazione altoatesina che ha deciso di sottoporsi al test. Oltre 158mila lo hanno svolto nelle strutture predisposte nei 116 Comuni, mentre i restanti in farmacie, dai medici o nelle strutture private”.

 

La macchina organizzativa ha potuto funzionare grazie ai tanti, tra sanitari, personale amministrativo, personale della Protezione civile e volontari, che hanno dato la propria disponibilità. “Sono 1937 i sanitari che stanno lavorando nelle diverse strutture – ha continuato Siller – si erano proposti in 2814. A chi è rimasto fuori non possiamo che rinnovare il ringraziamento, così come ai sanitari impegnati nei test, al personale della Croce rossa, della Croce bianca, a quello delle case di riposo e così via”.

 

La macchina logistica ha permesso d’altronde di svolgere l’attività di testing al meglio. “E’ un aspetto fondamentale – ha spiegato il direttore dell’Agenzia provinciale per la Protezione civile Rudolf Pollinger – abbiamo dovuto distribuire più di un milione di guanti, centinaia di migliaia di mascherine, quasi 8000 camici e altrettante tute, materiale disinfettante per le superfici e per le mani, materiale per lo smaltimento dei rifiuti, e altro ancora. Per ora la logistica sta funzionando bene, ogni sera portiamo nei Comuni ciò che manca”.

 

Con un numero verde a disposizione, la Protezione civile dà inoltre assistenza a chiunque abbia necessità di informazioni. “L’informazione della popolazione è molto importante – conclude Pollinger – nella sola giornata di ieri abbiamo accettato 1750 chiamate, il 75% delle quali si riferiva al progetto. 115mila sono stati invece gli accessi sul sito online, a dimostrazione del grandissimo bisogno di informare la popolazione, non solo con informazioni dirette sul test ma anche generiche”.

 

A dare conto del funzionamento della macchina organizzativa, è poi intervenuto un sindaco, Christian Bianchi, primo cittadino di Laives, città che da parte sua era stata dichiarata Comune cluster sottoposto ancora prima del resto della provincia alle misure da “zona rossa”. “Sono state testate oltre 6500 persone, pari al 36% della popolazione – ha spiegato Bianchi – numeri importanti e in particolare in un Comune come il nostro, dove tuttora ci sono ancora 640 positivi. Grazie ai più di 300 volontari che affiancano il personale, solo con il loro aiuto e quello della popolazione possiamo tornare alla normalità. Il mio appello è però a non abbassare la guardia una volta svolto il test, per evitare che gli sforzi siano vani”.

 

A fianco delle operazioni di screening, nondimeno, la normale attività di monitoraggio ha fatto emergere anche oggi dei dati piuttosto alti. Sono 548 i nuovi positivi individuati su 2910 tamponi effettuati (tasso contagi/tamponi al 18,8%), con 16 decessi. Quest’ultimo numero porta così il bilancio delle vittime del Coronavirus a 462 morti da inizio epidemia, ben 167 da settembre. Il numero totale di casi positivi al Covid si attesta invece a 20.655.

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