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| 28 nov 2020 | 18:34

Coronavirus, Failoni: ''Lavoriamo ai protocolli per aprire gli impianti. Campagna promozionale pronta, ma il governo ci deve dare indicazioni chiare''

Non sembra esserci grande preoccupazione sulla tenuta del sistema sanitario trentino. Fugatti: "Sarebbe troppo facile dire che non apriamo per evitare rotture di femori e gambe, ma dopo dobbiamo spiegarlo a quelle valli che sul turismo vivono" 

Coronavirus, Failoni: Lavoriamo ai protocolli per aprire gli impianti

TRENTO. "Lavoriamo all'apertura degli impianti e ai protocolli: non possiamo anticipare nulla ma ragioniamo per aggiornare le disposizioni". Così l'assessore Roberto Failoni, che aggiunge: "C'è anche una questione relativa alla tempistica: dobbiamo sapere cosa succede dopo il 3 dicembre. C'è grande preoccupazione e ansia nelle categorie, speriamo non diventi frustrazione".

 

L'indicazione del governo di bloccare l'avvio della stagione sembra chiara, ma le Regioni dell'arco alpino proseguono il pressing per cercare di salvare un periodo fulcro dell'inverno. "La politica nazionale ci deve dare linee chiare - prosegue l'assessore - definire soluzioni che possono essere applicate, come anche la chiusura dei confini e cifre certe per i ristori. Possiamo prevedere ulteriori inasprimenti dei protocolli per partire. Sarebbe inaccettabile che in Austria e Svizzera si possa sciare e qui invece nulla".  

 

Contestualmente ai 5 milioni per sostenere l'innevamento programmato, si era ipotizzato si iniziare l'inverno verso metà dicembre, successivamente è intervenuto il governo. "Serve una data certa per partire - - forse Roma non capisce l'importanza di questo settore per le Regioni dell'arco alpino, ma anche per le località degli appennini".

 

Intanto si preparano diversi piani. "La prossima settimana - evidenzia Failoni - parte la campagna promozionale che è diversa in base alle decisioni prese: i territori si preparano anche a iniziative legate alla montagna con inviti diversi se gli spostamenti da Regione a Regione sono consentiti".

 

Non sembra esserci grande preoccupazione sulla tenuta del sistema sanitario trentino. Un'eventuale apertura degli impianti e affluenza sulle piste potrebbero significare anche incidenti, quindi un ulteriore pressione e stress per gli ospedali. Oggi ci sono 446 pazienti di cui 42 in terapia intensiva.

 

"Il turismo pesa tanto sul Pil provinciale. Abbiamo sempre detto che apriamo gli impianti se la situazione sanitaria lo permette - commenta il presidente Maurizio Fugatti - questo significa anche che il livello di ospedalizzazione non è considerato a rischio. Sarebbe troppo facile dire che non apriamo per evitare rotture di femori e gambe, ma dopo dobbiamo spiegarlo a quelle valli che sul turismo vivono, così come la provincia. Dobbiamo tenere un equilibrio tra sicurezza sanitaria e la garanzia della continuità economica. La cosa va ponderata". 

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