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Coronavirus, verso apertura degli impianti dopo le feste. Fugatti: ''Aspettiamo il confronto con i ministri''. I sindacati: ''La proposta della Pat non aiuterebbe nessuno''

La proposta è quella degli skipass solo a chi pernotta almeno 1 notte in una struttura oppure le persone che possiedono o mettono in affitto una seconda casa. Dura la Cgil, Stefano Montani: "Ennesima estemporanea uscita di Failoni, una proposta che almeno ha il pregio di far sorridere, magari amaramente, ma pur sempre sorridere. L'assessore in cerca di facile pubblicità la smetta di ragionare da albergatore e inizi a farlo da assessore"

Di Luca Andreazza - 30 novembre 2020 - 19:37

TRENTO. "E' stata formulata una proposta congiunta dalle Regioni dell'arco alpino che domani viene discussa con i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia". Così il presidente Maurizio Fugatti sull'apertura degli impianti. 

 

La proposta è quella degli skipass solo a chi pernotta almeno 1 notte in una struttura oppure le persone che possiedono o mettono in affitto una seconda casa (Qui articolo). Un cambio di direzione della Provincia dopo che in primavera e nella fase più acuta della prima ondata di Covid-19 si è scagliato proprio contro i turisti delle seconde case (Qui articolo).

 

Prosegue la trattativa con Roma, anche se i margini di manovra sembrano bassi. Già nei giorni scorsi il governo è stato definito rigido. "Le intenzioni sono abbastanza chiare - dice il presidente - cerchiamo di capire se si trova un punto di mediazioni sul quale confrontarsi. La proposta è quella di ragionare su un apertura parziale per chi pernotta, possiede o affitta una seconda casa. Questo consentirebbe una gestione più facile degli afflussi. Ci deve essere comunque una stabilizzazione dell'emergenza sanitaria". 

 

Si cerca di salvare il periodo di Natale e Capodanno, ma appare più probabile un'apertura dopo l'Epifania. L'Alto Adige si è esposto è esposto nelle scorse ore: "Adesso non ci sono i presupposti per aprire, si pensa al 7 gennaio". Anche il fronte in Austria scricchiola: i sindaci del Tirolo hanno interessato Vienna per ipotizzare un blocco (Qui articolo).

 

"Se non si dovesse aprire chiediamo la chiusura dei confini nazionali, così da evitare che si possa andare nei Paesi vicini. E poi la richiesta è quella di ristori certi in percentuale sul fatturato dell'anno scorso. Una misura che deve comprendere tutto il settore che ruota intorno alla neve. Serve poi una data certa, quella del 7 gennaio - aggiunge Fugatti - se ci fosse una stabilizzazione del contagio e le condizioni permettessero l'avvio degli impianti". 

 

Intanto il piano avanzato al governo non riscuote grande successo tra i sindacati. "Un'ennesima estemporanea uscita di Roberto Failoni - commenta Stefano Montani, segretario della Filt Cgil - una proposta che almeno ha il pregio di far sorridere, magari amaramente, ma pur sempre sorridere. L'assessore in cerca di facile pubblicità la smetta di ragionare da albergatore e inizi a farlo da assessore".

 

Non è ancora chiara inoltre la mobilità tra regioni. "Oltre gli spostamenti - conclude Montani - una proposta simile non aiuterebbe nessuno, tanto meno gli impiantisti e i lavoratori che rischierebbero, in caso di aggravarsi della situazione sanitaria, di essere ingiustamente accusati di essere coloro che aumentano la diffusione del contagio. Le società funiviarie hanno annusato l'aria e alcune hanno iniziato a richiedere l'apertura del Fondo di Solidarietà per i propri dipendenti perché ormai si parla già del periodo dopo le festività. A gennaio si ripartirà con meno turisti e si potranno testare i protocolli sulla sicurezza".

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