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Fumata nera per l’apertura del Brennero, Fugatti: “Noto una certa schizofrenia, da Vienna ci aspettiamo un approccio diverso”

L’Austria non cede, per ora i confini con l’Italia rimarranno chiusi. Fugatti: “Siamo preoccupati per la posizione assunta da Vienna sul confine del Brennero, una questione che meriterebbe un approccio diverso, anche a fronte della stabilizzazione dei contagi”

Di Tiziano Grottolo - 04 giugno 2020 - 19:51

TRENTO. Se l’obiettivo era quello di ammorbidire la posizione austriaca circa l’apertura del confine con l’Italia non si può certo dire che l’incontro di oggi, 4 giugno, fra il presidente della Pat Maurizio Fugatti e il console d’Austria a Milano Clemens Mantl, sia andato bene. Vienna infatti, non ha fatto concessioni in merito alla riapertura del confine del Brennero.

 

Anzi, è stato lo stesso Fugatti ad ammettere: “Siamo preoccupati perché facciamo fatica, considerata la situazione del contagio in Trentino e in Italia, a capire la posizione del Governo austriaco che ancora non permette una libera circolazione sul confine del Brennero. Questo – ha osservato – nonostante una situazione sanitaria completamente stabilizzata”.

 

Al momento ha riferito Fugatti: “Non vi è nessuna certezza che a breve ci sarà un’apertura del confine austriaco verso i territori confinanti ma nemmeno verso i territori italiani”. La questione della riapertura dei confini dunque, per il presidente della Pat, “meriterebbe un approccio diverso da parte del governo austriaco”. Fugatti ha poi rincarato la dose, rilevando una certa “schizofrenia da parte della Germania che chiede di entrare e l’Austria dall’altra parte che chiede di chiudere i confini”.

 

Il presidente della Pat ha replicato anche alle indiscrezioni trapelate su alcuni giornali nazionali, che vorrebbero Vienna pronta ad aprire alla circolazione con tutti gli statti confinanti eccetto l’Italia: “Si tratta di una notizia che abbiamo avuto leggendo le agenzie nazionali, nella discussione di oggi il console austriaco non ha parlato di questo, ma in questi giorni abbiamo sentito tutto il contrario di tutto. L’auspicio – ha aggiunto – è che si possa dialogare in modo costruttivo, dopodiché questo è un tema anche e soprattutto nazionale”.

 

Fugatti ha chiuso all’ipotesi di aperture differenziate fra le Regioni: “Anche le notizie delle ultime ore che sembrano prefigurare la volontà di aprire solo a Bolzano e ad altre non meglio precisate regioni ci lascia molti dubbi”. Da parte sua Mantl ha evidenziato come il suo Governo si sia impegnato a valutare settimana per settimana la situazione del contagio in Italia, non escludendo una possibile apertura a partire dal 15 giugno, ma nemmeno confermandola. 

 

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