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A22, l'Svp si accorda con Roma per lo sblocco della concessione ma Trento tituba. Rossi: “Fugatti fa gli interessi dei veneti”

Mentre il presidente della Regione Kompatscher lavora per portare la concessione dell'autostrada nelle mani solo degli enti pubblici, da parte della giunta provinciale trentina la sensazione è che si stia remando in direzione contraria. L'ex presidente Ugo Rossi: "Fugatti ostacola la comunanza di visione tra le province. Vuole fare gli interessi dei veneti. Così rischiamo di andare alla gara"

Di Davide Leveghi - 27 settembre 2020 - 20:29

TRENTO. La querelle sulla concessione dell'Autostrada del Brennero sembra non finire mai. Dopo l'approvazione di un emendamento da parte della commissione bilancio del Senato con cui lo scorso dicembre si prorogava il rinnovo della concessione fino al 30 giugno del 2020, passati i duri mesi del lockdown e le difficoltà della ripresa, ancora nulla pare essersi sbloccato sulla strada della liquidazione dei soci privati.

 

Se infatti il presidente della Regione Arno Kompatscher pare essersi accordato con il governo nella direzione auspicata di consegnare la gestione dell'arteria autostradale agli enti pubblici trentino-altoatesini (Regione, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano), il silenzio dimostrato da Trento pare porre non pochi interrogativi sulla mancanza di una visione condivisa tra le giunte altoatesina e trentina. A individuare, sottotraccia, il diverso cammino intrapreso da Piazza Dante è l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi, che, allarmato, evidenzia come la direttrice presa da Fugatti si sia discostata notevolmente da quella perseguita da Kompastcher.

 

Sono anni che stiamo lavorando per avere tutta la concessione dell'A22 – spiega il consigliere provinciale e leader del Patt - ciò significherebbe gestire direttamente un'autostrada che non è come le altre, e con cui, ad esempio, si finanzia il ferro del trasporto ferroviario. Affinché Province autonome e Regioni divengano uniche concessionarie, però, bisognerebbe liquidare i soci privati. E proprio qui sono sorte le difficoltà”.

 

Se Trento e Bolzano sarebbero infatti legittimamente interessate a ottenere tutte le quote, fuori regione il discorso è differente. “Nelle scorse settimane il presidente della Regione Kompatscher ha dialogato con l'Svp e con Conte per dar vita all'emendamento con cui si può iniziare lo sblocco della concessione agli enti locali. Sottotraccia, da mesi, i soci del sud, che hanno meno interessi a che la concessione vada alle Province autonome e alla Regione Trentino-Alto Adige, hanno trovato il sostegno di Fugatti. Il presidente della nostra provincia fa gli interessi dei veneti. Come? Dicendo apparentemente di sì a Kompatscher e al tempo stesso non facendo nulla nella direzione perseguita da anni dalla nostra Regione. Perché? Non è chiaro, forse crede sia un sacrificio finanziario troppo grande o forse semplicemente non ha il coraggio di dirlo”.

 

Di fronte alle titubanze di Trento, dunque, Stato e Europa assistono con sempre maggiore fastidio. Nella trattativa, così, si rischia di arrivare alla gara, perdendo l'occasione di prendere direttamente in gestione l'asse autostradale. “L'A22 è un'autostrada che fa eccezione nel panorama autostradale italiano – spiega Rossi – Bruxelles, da parte sua, non può però attendere ancora, dopo che per anni era stata convinta da noi che la concessione fosse la migliore soluzione. Siamo stati ai più alti livelli europei per spiegare l'importanza di una misura del genere, così si rischia di sprecare tutto il lavoro fatto”.

 

“Il problema maggiore sta quindi nella mancanza di chiarezza. La maggioranza regionale si fonda sulla comunanza di visione, ma di fronte a un atteggiamento del genere e alle parole del presidente della Lega trentina Savoi sul rapporto con l'Svp, c'è la dimostrazione di una frattura (ne abbiamo parlato in questo articolo, ndA). Per quanto riguarda l'autostrada sarebbe una frattura tra Trento e Bolzano dopo 60 anni di gestione congiunta. Perché dunque bisogna ostacolare la direzione intrapresa, senza per giunta dirlo chiaramente?”.

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