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Trento
06 febbraio | 12:21

"Da destra a sinistra nessuno sembra aver letto il progetto sulla Valdastico di 10 anni fa", Rossi: "Anche sull'inceneritore si rischia di aver perso tanti anni"

La Giunta Fugatti preferisce la soluzione di Rovereto ma pur di realizzare la Valdastico si riprende l'uscita a Trento. L'ex presidente Ugo Rossi: "Ma c'è tanta confusione. Non abbiamo mai parlato di autostrada in Trentino. La soluzione migliore è una strada a scorrimento veloce"

TRENTO. A volte la Valdastico torna nell'agenda della politica. La novità degli ultimi giorni è il ritorno all'uscita a Trento, il progetto delineato (e sostanzialmente approvata) dalla Provincia di centrosinistra sotto la guida di Ugo Rossi. Più che un passo, quello della Lega, c'è un balzo all'indietro di 10 anni. La Giunta Fugatti, bis compreso, si è arenata davanti al muro di "No" sull'ipotesi di sbucare a Rovereto. Anni di ricorsi, votazioni nei Consigli comunali e manifestazioni: i territori si sono espressi con ferma contrarietà a quel piano.

 

E allora il carroccio parla di concretezza e pragmatismo. L'idea primaria è Rovereto sì ma prevale l'utilità (Qui articolo). La Valdastico s'ha da fare e allora si riallaccia il discorso di Trento. In sostanza si è tornati più o meno sulle posizioni della Giunta Rossi e del Patt con la proposta definita di un tracciato già delineato nella legislatura 2013-2018: un prolungamento dell'A31 da Piovene Rocchette fino a Trento Sud con una bretella di alleggerimento per la Valsugana prima dei laghi.

 

E tale scenario prevedeva un’ottimizzazione dei collegamenti tra la Strada statale 47 della Valsugana e Strada statale 12 del Brennero in provincia di Trento in prossimità di Mattarello/Trento Sud; un efficientamento dei collegamenti che percorrono la Valsugana in territorio Veneto; interventi sulla SS47 della Valsugana che risolvessero le criticità presenti nel territorio Veneto (QUI IL DETTAGLIO DELL'OPERA CON IL CONFRONTO CON ROVERETO SUD). Nel 2018 la Lega ha vinto le elezioni, il progetto è stato revisionato per puntare sulla città della Quercia. Anni e anni di stallo per ripassare dal via.

 

Una decisione che crea un certo nervosismo, anche nel centrosinistra. Il Comune è stato spettatore del cambio di rotta. "C'è un muro ideologico tra il 'Sì' e il 'No' ma il mio pensiero è che gli schieramenti politici non abbiano neppure letto i progetti di una decina di anni fa", commenta l'ex presidente Ugo Rossi. "Eppure ho lasciato i dossier con gli studi di fattibilità e le ricadute dell'opera a Fugatti, messo a conoscenza nel passaggio di consegne. Dal Comune di Trento a Confindustria, ci sono state interlocuzioni dettagliate e si dovevano prevedere i vari incontri pubblici per coinvolgere la popolazione".

 

Poi appunto si è tutto fermato per una decina di anni "ma il piano è chiaro", ricorda Rossi. "Il Veneto avrebbe portato l'autostrada A4 fino al confine, poi diventa competenza della Provincia. La soluzione migliore per il Trentino è di realizzare una strada a scorrimento veloce fino a Trento Sud. Questo perché se non c'è un ticket si può spostare il traffico dalla Valsugana, si può sfruttare la zona Interporto e si può evitare il tunnel a Tenna, quest'ultima un'opera complessa e impattante. E' chiaro che la costruzione della Valdastico avrebbe presentato delle criticità, tuttavia questa soluzione avrebbe pareggiato il conto con diversi benefici".

 

Insomma, nessuna ventilata autostrada sul territorio e un tentativo di trovare un equilibrio costi-benefici. "In questo senso era stato firmato anche il protocollo con la Regione Veneto e il governo, allora rappresentato dal ministro Graziano Delrio". In quota Partito Democratico. E in Trentino all'epoca c'era coincidenza politica tra Provincia (con rappresentanti del Pd) e Comune con il sindaco Alessandro Andreatta, espressione del Pd. Un quadro evidenziato anche da Fugatti.

 

A due anni dalle elezioni provinciali la scelta della Provincia di centrodestra può essere un modo per creare "dibattito" nel centrosinistra e qualche problema al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, in lizza per diventare il candidato presidente della coalizione opposta? "Sono anziano e fuori dai giochi per ipotizzare eventuali malizie", dice Rossi. "Sicuramente mi sembra che sia da entrambe le parti degli schieramenti scarsa conoscenza di quel progetto della Valdastico. Si prende una posizione più ideologica che di merito. Non mi sembra l'unico caso".

 

Quale? "Il centrodestra sembra perdere compattezza sull'inceneritore. Ricordo che è stata la mia Giunta a sottoscrivere un accordo con Bolzano. L'Alto Adige ci avrebbe supportato nella gestione dei rifiuti con un conferimento che sarebbe percentualmente salito negli anni per poi prevedere un accordo regionale mentre il Trentino avrebbe collaborato per altre questioni. Si è cercato di trovare sempre le migliori soluzioni possibili. Sarei certamente contento se si ritornasse verso quella soluzione, spiacerebbe per il tempo che è stato perso".

 

Un aspetto amareggia l'ex governatore. "Ormai si entra sempre meno nel merito delle questioni ma la presa di posizione è puramente ideologica. Un esempio è il referendum sulla giustizia. Ci si limita a 'Sì' o 'No' ma sono pochi gli esponenti politici realmente preparati sul tema", conclude Rossi.

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