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Pochi i trentini che votano dall'estero, Marini: ''Qui sistema complicato e costoso, copiamo da Bolzano che ha introdotto il voto per corrispondenza''

Il consigliere ha presentato una mozione. "In Trentino vale solo il rimborso viaggio per chi si reca a votare nel proprio comune, con numeri bassi di affluenza. A Bolzano i numeri sono superiori e il voto è per posta"

Pubblicato il - 30 novembre 2018 - 17:01

TRENTO. La prima mozione della legislatura è del consigliere 5 Stelle Alex Marini che chiede alla giunta di impegnarsi sul fronte del diritto di voto, anche per i trentini all'estero. Nel 2013 erano 18.940 mentre nel 2018, per le ultime elezioni provinciali, 22.038. Di questi hanno esercitato il voto rispettivamente in 615 (3.24%) e in 490 (2.22%), facendo registrare una flessione sia in termini assoluti che di percentuale. 

 

"La questione mi sta particolarmente a cuore - spiega Marini - avendo vissuto lunghi periodi all'estero e conoscendo quanto sia difficile per un cittadino poter esercitare diritti costituzionalmente garantiti. Il paradosso è che spesso coloro che si recano all'estero per studio, lavoro o anche semplicemente per viaggiare e conoscere il mondo sono spesso quelli socialmente e civicamente più attivi ma propria questa virtù è quella che impedisce loro di partecipare attivamente alla vita politica in ragione di una legislazione e di una organizzazione delle procedure obsoleta e inefficace".

 

Come fare allora per permettere a queste persone di poter contribuire all'elezione dei propri rappresentanti? Copiano chi fa meglio di noi, perché la Provincia di Trento ha un meccanismo farraginoso e soprattutto costoso per il voto dei trentini all'estero. Anzitutto si riferisce soltanto ai trentini iscritti all'Aire, l'Anagrafe italiana dei residenti all'estero, a cui è necessario iscriversi e a cui si iscrivono solitamente i concittadini che dimorano abitualmente all'estero, che ci lavorano da una vita, che altrove pagano le tasse.

 

Rimangono fuori i tanti che si recano all'estero per periodi brevi, per studio, per affari, per motivi di di salute o semplicemente per fare un viaggio. Persone che forse più dei residenti di lungo corso all'estero avrebbero interesse a condizionare, con il voto, le scelte politiche nella terra in cui vivono, il Trentino. A Bolzano, ad esempio, il meccanismo è diverso e il voto è garantito a tutti quelli che per i più svariati motivi non si trovano nella provincia di Bolzano nel giorno dell'elezione. Basta una comunicazione al comune di residenza e il voto avviene per corrispondenza.

 

Il voto di chi è all'estero, in Trentino deve comunque essere effettuato di persona, nel seggio assegnato dal comune. La soluzione è il rimborso del viaggio, che nel 2013 ben 98.155 euro. Altri 96.718 sono stati spesi per inviare la cartolina, a cui hanno risposto in pochi. Facendo due conti, si scopre che ogni voto dei trentini all'estero costa quindi più di 300 euro. Tanti soldi e comunque pochi voti.

 

Dicevamo di Bolzano. Anche lì ci si rivolge agli iscritti all’Aire, che pur conservando il diritto di votare direttamente nel comune di iscrizione possono esercitare il voto per corrispondenza. Ma diritto di esprimere il proprio voto è garantito anche a coloro che si trovano temporaneamente fuori provincia, che possono scegliere di adottare la modalità del voto postale per esprimere la loro volontà politica.

 

Con questo metodo il numero degli elettori che decidono di esercitare questa opzione è in aumento e dimostra una maggiore funzionalità rispetto al sistema adottato in Trentino. Il rapporto fra elettori votanti della provincia di Trento e della provincia di Bolzano è infatti di 1 a 20: nel 2013 sono stati 7.993 i votanti (28,26%) e nel 2018 sono stati 10.442 (29,28%) 

 

E' per questo che il consigliere Alex Marini consiglia di seguire il modello dei cugini sudtirolesi, che con una legge apposita hanno introdotto queste nuove disposizioni, riuscendo così a garantire ai propri cittadini il diritto di voto garantito dalla Costituzione. La giunta, se la mozione sarà approvata, dovrà approfondire la questione con uno studio di fattibilità della proposta, allineando la 'vecchia' legge elettorale con la legge della Provincia di Bolzano. 

 

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