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Arriva il bonus bebè, ma con un vincolo di residenza. I sindacati: ''Propaganda, il pubblico deve diminuire le disuguaglianze, non crearne''

Il criterio, previsto nella manovra di assestamento di bilancio approvata dalla giunta, per chi vive in Trentino da 5 anni e in Italia da 10. Solidarietà internazionale, abolito l'obbligo di dedicarci lo 0,25% del bilancio provinciale. Itea: arrivano i punti da decurtare in caso di ''comportamenti scorretti''

Pubblicato il - 02 luglio 2019 - 19:23

TRENTO. Un assestamento di bilancio da 262 milioni di euro per il 2019 (323,9 milioni di euro nel triennio 2019-2021), con un focus sul ripristino dopo i danni provocati dalla tempesta Vaia dello scorso ottobre e sulla natalità ("Per contrastare l'emergenza nascite", spiega Fugatti). È quella approvata dalla giunta provinciale per il triennio 2019-2021, che ora dovrà passare il vaglio della Prima commissione (con le audizioni) e il voto in Aula. Le vere novità non riguardano tanto gli stanziamenti e le cifre a disposizione, ma sono contenute nella parte normativa prevista dalla manovra.

 

NORME

Una su tutte è quella che, nelle intenzioni dichiarate dall'assessore Achille Spinelli, dovrebbe portare anche "questo settore a sviluppare regole come ci sono per tutti gli altri settori". Il focus è sulla solidarietà internazionale: viene abolito l'obbligo di destinare lo 0,25% del bilancio provinciale per finanziare gli interventi in questo senso. Decisione che passa nelle mani dell'esecutivo: sarà infatti la giunta provinciale, in base alle risorse disponibili, a stabilire annualmente in sede di manovra di bilancio o di assestamento la quota da destinare a questi interventi, "come per tutti gli altri settori di spesa".

 

La giunta Fugatti volta poi pagina sulle politiche per la casa. In questo caso al centro del cambiamento interessa gli inquilini Itea o gli aspiranti tali. In primis viene introdotta una "carta dell'inquilino" che riconosce a ogni nucleo familiare occupante un alloggio Itea un punteggio iniziale di 30 punti che verrà decurtato in caso di "comportamenti scorretti" (sempre riconducibili al nucleo familiare). "Lo avevamo detto dall'inizio della legislatura che avremmo introdotto delle regole contro i comportamenti scorretti" spiega l'assessora Stefania Segnana.

 

L'azzeramento del punteggio determina la revoca dell'assegnazione dell'alloggio. "Se si arriva a zero punti si può perdere la casa. Ma è anche possibile recuperarne" assicura l'assessora. I dettagli dell'applicazione della novità saranno stabiliti in una delibera di giunta, anticipa.

 

"Se hai un appartamento trentino pagato dai trentini ti comporti bene. Le regole devono valere per tutti" afferma Fugatti.

 

Sono riviste inoltre anche le fattispecie che determinano la revoca dell'assegnazione, in particolare per "condanna per delitti di particolare gravità a danno dei familiari; esaurimento del credito della "carta dell'inquilino"; mancata occupazione dell'alloggio senza autorizzazione di Itea per un periodo di tempo di 60 giorni (anziché 90); uso improprio o illecito dell'alloggio".

 

 

Sempre per quanto riguarda le politiche abitative, è prevista la possibilità per Itea di mettere a disposizione sperimentalmente, anche a titolo gratuito,  alloggi rimasti inutilizzati per almeno cinque anni in ragione della loro disagiata collocazione geografica, in zone di montagna scarsamente abitate. L'obiettivo dichiarato, in questo senso, è quello di "favorire giovani e coppie e progetti di vita di nuclei familiari".

 

Infine una modifica interviene sui requisiti di accesso agli alloggi sociali e al contributo integrativo per l'affitto per il libero mercato: i requisiti divengono quelli dell'accesso a reddito di cittadinanza (non si applicano per il subentro e la permanenza nel contratto di locazione dell'alloggio sociale e per il mantenimento del beneficio del contributo integrativo affitto). Serviranno in sostanza dieci anni di residenza in Italia e cinque in Trentino. Un criterio quest'ultimo che varrà anche per l'accesso alle misure di sostegno alla natalità, ma non per usufruire delle riduzioni sulle rette dei nidi (più in basso).

 

Un intervento inserito dalla giunta in assestamento di bilancio riguarda poi i "contributi per i cittadini stranieri": "Per l'erogazione di contributi di carattere pubblico provinciali, i cittadini non appartenenti all'Unione europea, congiuntamente alla specifica domanda, devono presentare una dichiarazione sostitutiva attestante fatti, stati e qualità verificabili (ad esempio il possesso di un immobile) presso soggetti pubblici o privati italiani; qualora tali stati, fatti e qualità non siano verificabili presso soggetti italiani, dovranno essere documentati da un certificato rilasciato dallo Stato estero di provenienza".

 

La norma non si applica ai casi individuati dal decreto-legge 4 del 2019 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza) e non vale nemmeno per chi abbia status di rifugiato, qualora le convenzioni internazionali dispongano diversamente e per i cittadini provenienti da Paesi nei quali non è possibile acquisire la documentazione.

 

Sempre nella parte normativa della manovra (che, è bene ricordarlo, deve ora ottenere l'ok da parte della Prima commissione e del consiglio) è prevista una novità per il settore alimentare. In base alla legge attuale (la 13 del 2009) nell'ambito della ristorazione collettiva pubblica, gli enti e i soggetti privati in regime di convenzione utilizzano una percentuale minima di prodotti agricoli di qualità riconosciuta e certificata, biologici e a basso impatto ambientale. La proposta normativa vuole estendere tale obbligo anche ai casi in cui l'oggetto dell'affidamento o del finanziamento non sia esclusivamente la ristorazione collettiva, ma altri servizi o attività che comprendono anche la ristorazione (scolastici, formativi, socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari).

 

Gli ambiti interessati dalle nuove normative volute dall'esecutivo saranno il turismo (con il trasferimento di una quota del 50% del gettito dell'imposta di soggiorno per alloggi a uso turistico ai comuni e con l'introduzione della tipologia di esercizi alberghieri "condhotel"), la scuola (con la reintroduzione della figura del sovrintendente scolastico provinciale, una maggiore flessibilità e autonomia degli istituti nel potenziamento nello studio di inglese e tedesco per il Clil e la possibilità di accedere all'alta formazione professionale con un diploma professionale quadriennale e la frequenza di un corso per il potenziamento delle competenze).

 

Ancora, sono previste una procedura sperimentale per "accelerare le procedure per le opere pubbliche" (fino al 31 dicembre 2021 Piazza Dante potrà individuare opere la cui attività di progettazione tecnica sia affidata anche in parte a soggetti esterni all'amministrazione) e la possibilità per la Provincia di concorrere al finanziamento delle strutture di competenza comunale per le Olimpiadi 2026 ("Proveremo a inserire anche il nostro marchio ma bisognava partire prima, nel 2018" specifica Fugatti).

 

RISORSE

Per quanto riguarda le cifre dell'assestamento 2019-2021 le risorse disponibili sul 2019 sono 262 milioni, 53,3 lo sono per il 2020, 8,6 per il 2021.

 

"Per le opere pubbliche è prevista l'attualizzazione degli investimenti pubblici già programmati - spiega il presidente Maurizio Fugatti - Agli 1,4 miliardi già in itinere si aggiungono delle opere fondamentali quali la variante di Pinzolo per cui abbiamo stanziato circa 70 milioni di euro, il collegamento Mori-Passo San Giovanni (20-25 milioni, l'intervento sarà dall'uscita della galleria di Mori alla galleria Loppio-Busa che arriverà), la circonvallazione di Rovereto. Per quest'ultima un accordo con l'A22 prevede che si usino risorse di A22 che noi anticipiamo. In questo caso si parla di 80 milioni di euro. Inizieremo ora gli accordi con i territori, non ci dobbiamo arenare come è successo negli ultimi anni, la cosa va fatta".

 

Ci sono poi, dice sempre il governatore, "investimenti dei Comuni per 60 milioni di euro" e "la messa in sicurezza della strada statale 47 della Valsugana da Castelnuovo a Ospedaletto (60-70 milioni di euro). In totale tutti gli interventi richiedono un miliardo e 680 milioni di euro".

 

La natalità: "È previsto un doppio intervento di abbattimento delle rette dei nidi e di introduzione di un assegno di natalità per i nuovi nati - annuncia Fugatti - Il primo prevede l'azzeramento dell'onere a carico delle famiglie con Icef inferiore a 0,40. Vale a dire le famiglie sotto i 49.000 euro di reddito netto, parliamo del 90% delle famiglie trentine".

 

Da gennaio 2010 (fino al 31 dicembre 2024, corrisposto fino ai tre anni del bambino, il dettaglio è nelle slide di seguito) partirà inoltre il bonus bebè: un contributo di 1.200 euro per il primo figlio, che diverranno 1.440 nel caso di due bimbi sotto i tre anni e 2.400 dal terzo figlio. "Una prova drastica - dice Fugatti - Ciò non vuol dire che non si vogliono fare altre politiche per la conciliazione famiglia-lavoro, anzi, ma ora affrontiamo l'emergenza nascite. Tra cinque anni sapremo se ciò avrà avuto effetto. Ma non aspetteremo cinque anni per le politiche di conciliazione".

 

 

Un importante capitolo di spesa è poi dedicato al ripristino dei danni provocati dal maltempo. Con l'assestamento le risorse autorizzate in base al piano di investimenti ammessi a finanziamento da parte dello Stato arriva a 359 milioni di euro (fino al 2021, dettaglio nelle slide sopra riportate).

 

Tra i documenti approvati venerdì, con l'assestamento di bilancio, c'è inoltre il "Defp-Documento di economia e finanza provinciale 2020-2022", all'interno del quale vengono evidenziate le politiche da adottare a partire dal 2020 (analogamente al Def nazionale).

 

LE REAZIONI

Dopo la presentazione della manovra la levata di scudi dei sindacati è immediata e unitaria. Le critiche puntuali arrivano da tutti tre le sigle confederali, Cgil, Cisl e Uil. "I sindacati - fanno sapere dalle tre segreterie - analizzeranno nel dettaglio il ddl di assestamento approvato dalla giunta". Ma intanto confermano le critiche al bonus nascite e al meccanismo di riduzione delle tariffe dei nidi: "È iniquo e rischia di disincentivare il lavoro facendo solo risparmiare lo Stato".

 

Le tre sigle si rivolgono al presidente Fugatti con un appello: "Lasciamo da parte la propaganda - scrivono in una nota unitaria i segretari generali Franco Ianeselli (Cgil), Lorenzo Pomini (Cisl) e Walter Alotti (Uil) - Sediamoci intorno a un tavolo e verifichiamo insieme strade alternative per sostenere le famiglie".

Per le organizzazioni sindacali i problemi sono "almeno tre". Il primo riguarda la decorrenza del bonus nascita: "Verranno "premiati" solo i bambini nati a partire dall'1 gennaio 2020. Le famiglie con figli minori di tre anni nati prima di quella data non riceveranno nulla. La cosa è assurda perché i bambini e le loro famiglie dovrebbe essere uguali di fronte alle necessità di sostegno. Invece la giunta amplifica le disuguaglianze proprio grazie alle politiche pubbliche che dovrebbero essere usate per ridurle".

In secondo luogo, lamentano, "manca un sistema di coordinamento tra i contributi e le agevolazioni statali e quelle provinciali": "Il bonus nido Inps è stato introdotto dal governo Gentiloni ed è stato esteso per i prossimi tre anni dal governo Conte. Ma in assenza di un meccanismo di raccordo tra interventi nazionali e provinciali si rischia di fare un favore solo alle casse dello Stato, creando confusione nelle famiglie che hanno iscritto i propri bambini al nido".

Lo stesso rischio secondo i sindacati lo corrono i futuri beneficiari del contributi alla nascita introdotto dalla giunta Fugatti: "Se infatti - spiegano Ianeselli, Pomini e Alotti - per tre anni queste famiglie potranno godere del nuovo assegno di natalità provinciale variabile tra i 1.200 e i 2.400 euro l’anno, queste stesse famiglie rischiano contestualmente di vedersi ridotti o addirittura di perdere gli assegni familiari Inps: da una parte si dà e dall'altra parte si toglie con la beffa che, con le tasse dei contribuenti trentini, si fa risparmiare lo Stato".

 

"Per questo - aggiungono - abbiamo chiesto di studiare urgentemente una forma di coordinamento tra interventi statali e provinciali. Confidiamo che la giunta ascolti la nostra richiesta e provveda concretamente a risolvere la questione".

Poi il terzo nodo, la soglia Icef di 0,40 di riferimento per l'assegno di natalità e per la riduzione delle rette dei nidi: "Il meccanismo è senza appello: chi è sotto quella soglia riceverà tutto il contributo nascite e vedrà quasi azzerarsi la tariffa del nido, chi invece avrà anche un solo euro di reddito in più della soglia non prenderà nulla e dovrà pagare rette degli asili nido variabili tra i 290 e i 220 euro al mese, a seconda del Comune in cui si risiede". "In pratica - avvertono i sindacati - chi sta sopra quella soglia può arrivare a perdere anche 5.700 euro all'anno di benefici. Ciò rischia di creare un potente disincentivo a lavorare inducendo le famiglie a ridurre i propri redditi fino alla soglia Icef di 0,40".

 

Per Cgil, Cisl e Uil è infine "rebus sui requisiti di residenza": sono tre differenti per tre differenti tipi di misura a sostegno del reddito, sottolineano.

 

L'ultimo vincolo introdotto con l'assestamento di bilancio prevede infatti cinque anni di residenza continuativi in Trentino negli ultimi dieci e dieci di residenza in Italia, di cui gli ultimi due continuativi. Il requisito per la "quota a" vuole tre anni di residenza in provincia e dieci in Italia; quello per la "quota b" tre anni di residenza in Trentino.

 

Ianeselli: "Ci troviamo tre politiche con tre criteri diversi di residenza. Pare chiaro che qui ci sono intenti propagandistici. I provvedimenti vanno scritti bene. In questa manovra vediamo tanti provvedimenti scritti male che creeranno problemi nel momento in cui ci sarà la loro applicazione. Al di là del fatto che siamo contrari all'introduzione di vincoli ulteriori e più pesanti rispetto ai tre anni sulla residenza, qui abbiamo un cammino a ostacoli, una gimcana, per cui ogni politica ha il suo vincolo. Ci saranno dei ricorsi che verranno fatti e vedremo cosa uscirà alla fine".

 

Le paure (qui articolo) sono confermate? "Nel senso che per un euro si può passare da zero euro di tariffa dei nidi a 300 sostanzialmente. Questo per un euro in più o meno di reddito. Al di là della propaganda e dell'annuncio, del titolo, i provvedimenti devono essere costruiti con metodo. Le politiche pubbliche dovrebbero avere come obiettivo la diminuzione delle iniquità, non per produrle o aumentarle".

 

Alotti infine denuncia: "Requisiti accesso Itea, troppa confusione e poca trasparenza" e chiede un incontro sull'argomento con Fugatti o Segnana.

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