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Gli animalisti contro le ronde anti-lupo: “Spesi inutilmente soldi pubblici, una mossa studiata a tavolino per creare un clima di paura nei confronti di lupi ed orsi"

Dopo la decisione di sospendere le ronde anti-lupo, cancellate dopo pochi mesi di sperimentazione, ora arriva l’affondo degli animalisti: “Quei soldi era meglio spenderli in opere di prevenzione per proteggere gli animali d'allevamento”

Di Tiziano Grottolo - 26 luglio 2019 - 17:14

TRENTO. Porta la firma delle principali realtà animaliste del trentino: Enpa, Lac, Lav, Lipu, Pan-Eppaa e Wwf, il comunicato congiunto contro le ronde anti-lupo promosse dalla giunta leghista e, come scrivevamo qui, recentemente abolite.

 

“Come le bugie – attaccano gli ambientalisti – anche le ronde anti-lupo e anti-orso hanno le gambe corte, in questi mesi sono stati spesi inutilmente soldi pubblici che potevano essere utilizzati meglio, in opere di prevenzione per proteggere gli animali d'allevamento, e in buona informazione per i cittadini e per chi lavora in montagna”.

 

Infatti dopo soli pochi mesi di sperimentazione il provvedimento che avrebbe dovuto impegnare anche le pattuglie di polizia locale tra Canazei, Ala e Rumo per il lupo, mentre in Bondone avrebbero dovuto riferire di eventuali avvistamenti dell’orso, è stato cassato.

 

A darne comunicazione è stata la stessa assessora Zanotelli, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere autonomista Dallapiccola: "Il commissariato di governo ha evidenziato che le forze di polizia in questo momento devono concentrarsi sulle attività di controllo coordinato del territorio".

 

Ora le associazioni ambientaliste e animaliste ne rivendicano il risultato, parlando di un servizio “Inutile, attivato sull’onda di un isterismo locale montato ad arte. È chiaro – riprende la nota – che la vera ragione dietro all'istituzione delle ronde anti-lupo e anti-orso era meramente di propaganda politica, insomma una mossa per creare ad hoc tra i cittadini un clima di paura nei confronti di lupi ed orsi, in questo periodo sempre più nel mirino dell'amministrazione provinciale”.

 

Sempre secondo quanto riferito dalle associazioni le ronde non hanno portato nessun risultato, anzi, il provvedimento si incatena ad una serie di scelte sbagliate prese dalla Provincia: “Si tratta dell'ennesima decisione errata in tema di gestione degli equilibri naturali e della loro complessità – evidenziano gli animalisti – che si aggiunge a varie altre, come la soppressione della serata di presentazione del rapporto orso”. Per le associazioni un importante momento di informazione che si svolgeva annualmente al Muse.

 

Ma a far arrabbiare gli ambientalisti ci sono anche: “La soppressione di un progetto già finanziato dall'Unione Europea per la mitigazione dei conflitti tra portatori d'interesse e l'abolizione forzata del Comitato Faunistico, importante strumento tecnico al cui tavolo anche le associazioni potevano portare il loro pensiero ed il loro contributo”.

 

Per coloro che si battono in difesa degli animali non ci sono dubbi in questo momento la gestione dei grandi carnivori da parte della Provincia va bocciata su tutta la linea. Infatti, nel mirino finisce anche la decisione di istituire il comitato per la sicurezza: “Appare evidente come esso non si basi su riscontri scientifici ma sia strutturato su dati aleatori, su una indefinita e indefinibile insicurezza percepita, non si sa bene da chi e come. Ci auspicano – chiosano gli animalisti – che da questa amara lezione la Pat sappia trarre le dovute conseguenze, ascoltando la scienza invece che la pancia, per fare scelte lungimiranti nel rispetto dell'ambiente e della biodiversità, per il bene dell'intera comunità”.

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