Contenuto sponsorizzato

Abbattimento lupi, ricorsi degli animalisti improcedibili: "Non c'è più urgenza" ma le motivazioni sono insufficienti e la Provincia deve pagare le spese legali

Nell'autunno scorso le associazioni animaliste avevano presentato due ricorsi in merito alle autorizzazioni al prelievo di quattro lupi nel Comune di Castelbello e sulle montagne di Fundres e sul regolamento di esecuzione e l'individuazione delle zone pascolive protette. Sono arrivare le sentenze del Tar

Pubblicato il - 19 febbraio 2024 - 19:16

BOLZANO. I ricorsi delle associazioni animaliste sono improcedibili ma le motivazioni di prelievo dei lupi sono insufficienti e la Provincia di Bolzano deve pagare le spese legali.

 

Oggi, lunedì 19 febbraio, sono arrivate le sentenze del Tribunale regionale di giustizia amministrativa sui ricorsi contro il prelievo di quattro lupi, il regolamento di esecuzione e l'individuazione delle zone pascolive protette. Le azioni sono improcedibili. 

 

Nell'autunno dell'anno scorso le associazioni animaliste avevano presentato due ricorsi al Tribunale regionale di giustizia amministrativa in merito alle autorizzazioni al prelievo di quattro lupi nel Comune di Castelbello e sulle montagne di Fundres.

 

Oggetto dei ricorsi non era solo il prelievo dei grandi carnivori, ma anche la questione della costituzionalità e della conformità al diritto comunitario della legge che ha introdotto il concetto di zone pascolive protette. Sono state esaminate anche la legittimità del relativo regolamento di esecuzione e del decreto d'individuazione delle singole zone pascolive protette.

 

Entrambi i ricorsi sono stati respinti in quanto improcedibili perché non sussistevano più i motivi di urgenza che avevano dato luogo all’adozione dei provvedimenti. Nell'autorizzazione firmata dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher, il termine per il prelievo dei lupi era stato fissato a 60 giorni, ormai scaduto a causa della sospensione giudiziaria del provvedimento.

 

Secondo i giudici del Tribunale regionale di giustizia amministrativa l’autonoma impugnazione del regolamento di esecuzione e del decreto di individuazione delle zone pascolive protette è inammissibile per insussistenza di un relativo interesse concreto. Tuttavia, il collegio giudicante non si è pronunciato sulla questione di legittimità costituzionale e rispondenza al diritto comunitario, ma i giudici hanno ritenuto che le motivazioni per il prelievo dei lupi fossero insufficienti - motivo per cui la Provincia dovrà sostenere le spese legali.

 

"La sentenza è comprensibile. La funzione delle aree pascolive protette come vera e propria area di protezione dei nostri animali da pascolo dai grandi predatori è, come si spera, una buona strategia - ma non può rimanere l'unica. Continueremo a lavorare con altre Regioni dell'Unione europea per declassare lo status di protezione del lupo a livello comunitario, in modo da poter adottare misure ragionevoli per proteggere i nostri animali da pascolo", commenta Luis Walcher, assessore provinciale all'Agricoltura e Foreste.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
20 aprile - 09:41
Dal 2010 e al 2023 il settore ha perso 764 negozi di cui 134 nel solo 2023. I consiglieri Michela Calzà e Alessio Manica chiedono [...]
Società
20 aprile - 06:01
La presidente di Upipa Michela Chiogna: "Quella che emerge è una risposta non ancora sufficiente. Contributo integrativo provinciale di due [...]
Cronaca
20 aprile - 09:22
Il giovane è stato dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e portato in carcere. Per lui anche un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato