Lupi e orsi, Rossi: ''Se l'autonomia non la usi poi te la levano. Fugatti sa che abbiamo una legge per catture e abbattimenti da concordare con l'Ispra?''
La legge era stata voluta dall'ex presidente della Provincia e la Corte costituzionale l'aveva approvata l'anno scorso. La Giunta leghista, invece, va avanti a colpi di sgangherate ordinanze e ormai da due anni non sta più gestendo il fenomeno con pessime conseguenze tutti i soggetti coinvolti nel progetto. Rossi: ''La legge permetterebbe di superare il 'no' ideologico di qualcuno ma coinvolgendo l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale seguendo un iter scientifico e accurato''

TRENTO. ''L'Autonomia se non la usi te la levano. Fugatti passa il tempo a lamentarsi, a dire le cose che secondo lui non vanno e poi fa ordinanze che vengono bloccate dal Tar al primo ricorso. Questa Giunta non sta facendo nulla da due anni in materia e dire che avrebbero una legge pronta all'uso che garantirebbe tutte le parti in causa: da un lato quelli che, giustamente, chiedono interventi pronti per affrontare il problema, garantire la loro sicurezza e quella del loro bestiame; dall'altro anche chi vuole tutelare questi animali e portare avanti questi importantissimi progetti di tutela''. A parlare è l'ex presidente della Provincia Ugo Rossi.
E' lui a cercare di dare l'ennesima sveglia alla maggioranza leghista in consiglio provinciale sul tema dei grandi carnivori. E lo fa con una risposta pratica, nel vuoto pneumatico di idee, proposte, iniziative, ricerche e studi avanzati in questi anni da Fugatti e dall'assessora competente Zanotelli che, semmai, si sono distinti per una scarsa conoscenza dell'argomento (come che ''ci avevano detto che gli orsi non avrebbero mai attaccato l'uomo'', detto da Fugatti pochi giorni fa o ancora che il ritorno dei lupi in Trentino sarebbe una ''storiella'' teoria complottara del presidente detta in Aula qualche anno fa) e per azioni controproducenti (l'aver abolito, come ha fatto Zanotelli appena insediata, la presentazione del rapporto grandi carnivori annuale, grande occasione di scambio e approfondimento sul tema).
In compenso sono riusciti a farsi scappare due volte M49, hanno permesso che avvenissero predazioni di animali da pascolo anche se i predatori erano radiocollarati, hanno assistito a due incidenti con conseguente aggressione di persone da parte di orsi reagendo con ordinanze prodotte sulla spinta emotiva del momento, una completamente bloccata dal Tar (quella sull'abbattimento di Jj4) e l'altra totalmente campata per aria (quella di prendere due orsi confidenti ad Andalo e Folgarida che, però, non si sa ancora chi sono e non si sa bene dove verranno messi perché al Casteller al momento c'è solo uno spazio libero e quindi Dj3 verrà spostata a Spormaggiore e la ''prigione'' di Trento verrà riqualificata per ospitare non si sa quanti orsi, perché e in che condizioni).
''In questo quadro davvero disarmante - spiega Rossi - ricordo al presidente Fugatti che lui ha una legge fatta da noi e confermata il 27 settembre 2019 anche dalla Corte Costituzionale, che permette di derogare alla normale gestione di orsi e lupi. Cosa vuol dire? Vuol dire che si possono autorizzare il prelievo, la cattura o l'uccisione, di esemplari particolarmente problematici se però, prima, si condivide la cosa con l'Ispra. Questo vuol dire progettare con serietà un percorso di gestione del fenomeno, perché non ci si ferma al 'no' ideologico di qualcuno e si possono ottenere deroghe prima impossibili da avere ma si coinvolge l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e quindi si segue un iter scientifico, accurato, attento alla valorizzazione di questi progetti''.
Insomma la logica potrebbe essere proprio quella di applicare la legge e di costruire con l'Ispra deroghe (anche al posto di eventuali sgangherate ordinanze) e un percorso gestionale da sottoporre poi al ministro dell'ambiente Costa. ''A quel punto il ministro dovrà rispondere - completa Rossi - e dovrà prendere una posizione. Altrimenti vale il silenzio assenso. Perché dobbiamo dirlo, anche vedere un ministro, ex generale dei carabinieri, che esulta perché l'orso si libera del radiocollare, come accaduto con M49, è qualcosa di assurdo. Il radiocollare non è uno strumento di tortura, è uno strumento a difesa e tutela dell'animale. In passato abbiamo avuto cuccioli troppo confidenti che sono stati salvati grazie al monitoraggio e al radiocollare. E' uno strumento importante per gestire il fenomeno, per studiarlo e abbassare il livello di conflitto tra uomo e animale''.
Non per niente l'amministrazione Fugatti non è stata in grado di utilizzare a dovere nemmeno questo visto che a M49, anche se mappato, è stato permesso di avvicinarsi a malghe e pascoli e di compiere delle predazioni che hanno fomentato la rabbia e la paura degli allevatori del posto. Poi, il colpo di teatro: l'orso è riuscito a liberarsi decretando l'ennesimo fallimento di una politica leghista basata sulle urla, sui lamenti e su provvedimenti mal costruiti, mal eseguibili e mal eseguiti. Siamo nel 2020 e le possibilità di gestire 150 animali su spazi enormi e contesti diversissimi sono infinite. Le proposte esistono, le idee anche (negli scorsi giorni abbiamo raccontato della mozione depositata dall'ex assessore Dallapiccola su proposta del pastore Albino e de ilDolomiti di creare dei 'guardiani dei greggi' come ne esistono già in Lombardia), le alternative alla clava e a primitivi ''uccidiamoli tutti'' o ''catturiamoli tutti'' sono infinite.
La natura ogni giorni ci ricorda quanto l'abbiamo portata al limite, con nubifragi eccezionali, fenomeni atmosferici prima rarissimi ora diventati la normalità, trombe d'aria nell'entroterra, ghiacciai che si sciolgono sempre più velocemente (solo per stare agli ultimi 5 giorni di notizie), il vero, grande tema, dei prossimi decenni sarà come preservare il più a lungo il pianeta per come lo conosciamo e il Trentino vuole fare la guerra a 150 animali che in un anno causano meno di 200.000 euro di danni totali? Forse è meglio cominciare a pensare a qualche soluzione alternativa. Non per garantire la sopravvivenza di orsi e lupi ma per garantire la sopravvivenza degli esseri umani.















