Orsi, la maggioranza Fugatti chiede aiuto alle minoranze ma poi boccia quasi tutte le proposte. Dallapiccola: ''Preferiscono andare avanti come hanno fatto fino ad oggi?''
In Aula il presidente ha parlato per un'ora e venti di fatto ribadendo le solite cose, che lui aveva le mani legate e ora si pensa a eliminare 70 orsi. Una proposta questa altamente inattuabile e che comunque non risolverebbe nulla (nel 2014 con il caso Daniza c'erano 50 orsi in Trentino). Dallapiccola e le minoranze hanno avanzato 7 proposte (dai radiocollari innovativi a un servizio di custodia e informazioni nelle valli) ma sono state quasi tutte bocciate. Via libera a una risoluzione di Zeni che riprendeva una mozione del 2021 già approvata (ma insufficientemente attuata in questi due anni)

TRENTO. Praticamente tutte le proposte bocciate mentre in Aula non c'era consigliere e assessore di maggioranza che richiamasse le minoranze ad essere unite e compatte con le istituzioni in nome dei trentini e del Trentino. Una retorica insopportabile pronunciata da chi in passato ha costruito le proprie fortune politiche sui contrasti e le contrapposizioni (la Lega è maestra in questo e anche sulla vicenda orsi e lupi è stata cattiva maestra per tutti). In campo c'erano ben sette proposte per provare a ripartire, uniti, con una gestione di grandi carnivori in maniera più oculata e attenta. Per cambiare passo dopo 5 anni di nulla totale, di assenza di proposte, di assenza di iniziative, di assenza di misure.
Un vuoto amministrativo che ha portato il Trentino dov'è ora: attaccato ad ogni livello, con divisioni e lacerazioni interne nella comunità enormi, a raccontarsi davanti alle telecamere come il territorio di quelli che salvano gli altri e meritano rispetto ma che ora sono in balia di 100 orsi, chiusi in casa, terrorizzati, nel 2023, dalla presenza di fiere fameliche. Ebbene a fronte di un'unità richiesta alle minoranze, la maggioranza ha risposto bocciando tutte le proposte firmate da Michele Dallapiccola e sottoscritte dal resto delle opposizioni.
Sette proposte di buon senso e ben strutturate da uno che ha fatto l'assessore provinciale competente per 5 anni, prima di questa legislatura leghista, cercando di mettere in campo interventi e soluzioni, affrontando problemi e difficoltà, non sempre riuscendo a uscirne al meglio ma provando poi ad aggiustare il tiro seguendo un percorso che almeno esisteva (si pensi che il piano di comunicazione e informazione, uno dei pilastri per la gestione degli orsi certificato da ogni ente internazionale, è datato proprio 2016 ma ancora oggi non è stato attuato e il 2018 è stato l'anno record per investimenti per misure di ''difesa'' dai grandi carnivori).
La maggioranza le ha bocciate tutte (tranne l'ultima sulle casette delle api) ribadendo per ogni punto che si sta già facendo abbastanza e che quanto si sta mettendo in campo va bene. ''Non si risolve un problema con lo stesso pensiero usato per crearlo, diceva Einstein - spiega Michele Dallapiccola - eppure questa maggioranza pare proprio voler fare così. Si trattava di migliorie da apportare all'attuale modalità di gestione della presenza dei grandi carnivori sul territorio provinciale. Sette indirizzi politici che cercavano di intervenire sulla gestione dei grandi carnivori di qui in poi''. Quali sono?
- Riattivare il piano di comunicazione diretta e istituzionale girando anche di Comune in Comune a spiegare e informare la popolazione.
- Presentare il Rapporto Grandi Carnivori che da quando c'è l'assessora Zanotelli è diventato una sorta di optional: ogni anno la sua uscita è ritardata di qualche settimana e dal 2019 non viene nemmeno più presentato con una seduta pubblica. Per capirsi tutti i dati sui quali stiamo ragionando oggi sugli orsi sono riferiti al 2021 perché l'ultimo report è uscito un anno fa. Visto il caos che c'è forse si poteva accelerare invece che ritardare la pubblicazione di dati e informazioni tanto importanti, ma tant'è.
- Attivare un servizio di custodia e informazioni nelle valli con funzioni di protezione e mantenimento della consapevolezza della popolazione riguardo alla presenza del plantigrado.
- Attivare un piano locale per la gestione del lupo.
- Ricerca per la realizzazione di radiocollari tecnologici innovativi (un percorso cominciato nel 2018 ed interrotto con l'arrivo dell'assessora Zanotelli) per avere dati più precisi e mitigare i rischi legati all'avvicinarsi degli orsi agli insediamenti e alle produzioni umane.
- Riattivare il monitoraggio intensivo degli orsi a cadenza annuale (la giunta Fugatti ha fissato il monitoraggio biennale)
- Attivare una misura di finanziamento permanente per le Bienenhäuser: per gli apicoltori anche hobbisti.
In aula si è assistito a una discussione fatta di accuse e, appunto, richiami retorici all'unità. ''Lo stesso presidente Fugatti - spiega Dallapiccola - nel suo lungo intervento in Aula, ha parlato di una serie di colpe, di responsabilità, di azioni che non avrebbe potuto intraprendere. La colpa era sempre di qualcun altro. Ed in effetti a nostro personale giudizio si è trattato di un discorso lungo un’ora e venti formato da una serie di excusatio non petita, senza uno straccio di proposta. O di impegno. A parte continuare a dire che ne vanno spostati 70''. Una fandonia, come certificato da ogni esperto in materia. ''Ne approfitto per ricordare che per farlo ci vorrebbero settanta ordinanze alle quali seguirebbero (almeno) 70 ricorsi e settanta relativi percorsi giudiziari''.
''Il fatto - prosegue Dallapiccola - è che questo esecutivo, come unica soluzione, propone una rimozione di massa. Quante persone ci credono davvero? Quante persone credono che questo progetto sia realizzabile in tempi compatibili con l'esigenza di sicurezza necessaria subito? Senza contare che le nostre proposte non escludono certo che il governo provinciale tenti comunque questa impresa. Allora, l'improvvisa disponibilità della giunta a dialogare in queste ore con la minoranza, assume un nuovo aspetto. Ora, e soltanto ora, Fugatti propone al Consiglio una mozione a suo sostegno. Lo fa adesso, dopo settimane di comparse in dibattiti televisivi assolutamente sopra le righe con un palmares di ricorsi, denunce e querele visto poche volte in passato. In questa fase di crisi, a discussione in fase di chiusura, la giunta arriva a chiedere aiuto. Tende la mano. Non sarà mai che chiede questo perché si sente “braccata”? E un sostegno bipartisan specialmente in sede legale in fase di difesa, quanto le potrebbe far comodo? Noi ci siamo, ma il Governo provinciale ci deve ascoltare. E le nostre mozioni per tutta risposta le ha praticante bocciate tutte''.
E' stata invece accolta una risoluzione del consigliere Zeni che impegna a dare piena attuazione ai contenuti di una mozione sul tema già approvata dall’aula nel 2021. Di fatto cose che da due anni avrebbero già dovuto fare ma che restano ancora in gran parte inattuate: rafforzare il finanziamento per gli strumenti di prevenzione per gli allevatori; a installare cassonetti antiorso; implementare una comunicazione che promuova una cultura della montagna; ad intervenire in maniera proporzionata al comportamento e basato sulla captivazione degli animali; a garantire una struttura tecnica adeguata al numero di carnivori presenti; a continuare il dialogo con lo Stato per consentire l’uso dello spray e infine di adottare in tempi rapidi linee guida sulla gestione del lupo dopo il confronto con Ispra.
Su richiesta dell’assessora Giulia Zanotelli i lavori sono stati sospesi per una riunione di maggioranza. Al rientro in aula il vicepresidente Mario Tonina ha rappresentato la disponibilità della maggioranza a riscrivere un testo di risoluzione sul quale convergere in maniera unitaria. Ha quindi chiesto di aggiornare i lavori a domani mattina per permettere l’elaborazione di un documento da condividere in apertura di seduta.














