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Trento
21 giugno | 15:09

Casa Autonomia: "Alla Lega nazionale la partita dell'Autonomia differenziata a quella trentina la gestione dei grandi carnivori, stessi risultati?"

L'intervento di Casa Autonomia tra Autonomia differenziata e gestione dei grandi carnivori, Demagri e Dallapiccola: "La Lega trentina su orsi e lupi ha passato 6 anni a smantellare tutto e adesso rimettono, male, in piedi tutte le iniziative"

Casa Autonomia: Alla Lega nazionale la partita dell'Autonomia differenziata a quella trentina la gestione dei grandi

TRENTO. "Anche se l'Autonomia differenziata sembra più un 'manifesto' che una solida realtà normativa, Fratelli d'Italia sembra tiepido sul provvedimento nonostante ci sia un preciso accordo elettorale che tiene in piedi il governo nazionale". Queste le parole di Paola Demagri e Michele Dallapiccola, rispettivamente consigliera provinciale e segretario politico di Casa Autonomia. "E' un po' il metodo che sul territorio viene utilizzato per la gestione die grandi carnivori: dopo aver passato un'intera legislatura a smantellare tutti gli strumenti lasciati dalla Giunta Rossi, adesso rimettono, male, in piedi tutte le procedure".

 

Le opposizioni a livello nazionale hanno manifestato più di qualche perplessità, mentre il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha parlato di un bluff sull'autonomia in quanto la Lega aveva bisogno di uno scalpo perché alle ultime europee ha perso più di un terzo dei propri voti e con la candidatura di Vannacci si sposta direttamente all’estrema destra.

 

"La parte leghista del governo di Giorgia Meloni fa passare il via libera alla legge sull'Autonomia differenziata come un momento storico in cui, in Trentino, i vecchi autonomisti identitari, quelli che dovrebbero ergersi a paladini delle prerogative del pensiero autonomista, restano invece zitti zitti, agli ordini di Lega e Fratelli d'Italia locali: sono stretti alleati, anche qui a livello provinciale, in funzione delle nomine nell'esecutivo. Così accontentati, non solleveranno la minima critica".

 

A intervenire la compagnie autonomista della coalizione di centrosinistra. "Prese di posizione critiche, a tratti in maniera scontata, delle minoranze; esultanti, spesso a sproposito, i leghisti. Non sarà poi sfuggito l'atteggiamento tiepido di FdI. Ma l'Autonomia differenziata è un provvedimento che interessa soltanto alla Lega mentre Fratelli d'Italia è focalizzato sul presidenzialismo".

 

E qui si apre la prima considerazione critica verso un provvedimento "che, fosse realistico e applicabile, potrebbe contenere numerose buone novità", aggiungono Demagri e Dallapiccola. "Comunque, se consideriamo i rapporti di forza tra le due compagini di governo possiamo immaginare quanto poca cura e interesse manifesterà FdI nel portare avanti la partita, oltremodo complessa dei decreti attuativi. Perché al di là delle giuste preoccupazioni sulle disparità che potrebbero manifestarsi in corso d’opera, per poter procedere all'attuazione di questa norma è necessario individuare i Livelli essenziali di prestazione e questi devono poi venir riconosciuti insieme alle risorse idonee a poterli ridistribuire in maniera sufficientemente equa".

 

E sul terreno dell'equità tra nord e sud, "l'attuazione troverà le forche caudine dei parlamentari dell'Italia meridionale. Dal punto di vista politico, elettorale e di voto per il parlamento il meridione è sempre stato molto forte. Possiamo citare, per esempio, il fatto che cinque regioni del sud hanno avuto la forza storica di introitare il 45% dei quasi 10 miliardi che la Politica agricola comunitaria aveva messo a disposizione dell'Italia a ogni programmazione passata. Le altre 14 Regioni e due Province autonome si suddividevano in sedici il restante 55% delle risorse. Ci si deve immaginare quando si cominceranno a toccare argomenti come sanità e welfare. Tant'è che anche solo in questa fase di voto pare che Salvini ci abbia rimesso fin da subito del gran consenso in Calabria, proprio a causa della contrarietà dei parlamentari di destra di quella regione. Tutto fa pensare però che proseguiranno gli annunci, senza conseguenze e peggio, senza risultato. Buon per noi, buon per l'Autonomia trentina che alle sceneggiate della Lega ci ha fatto il callo".

 

E Casa Autonomia ricorda quanto accaduto il 21 giugno di 13 anni fa. "L’accordo di allora era con il governo del momento, quello di Berlusconi. Il ministro, lo stesso. Stesse scene, stessi annunci che il tempo finì per consegnare a un nulla di fatto. Bene dunque che ci sia un'opposizione forte che sottoporrà al referendum questo atto politico dato da digerire d’imperio agli italiani, altrettanto bene che sia consegnato al percorso legislativo con il solito atteggiamento leghista, che ormai conosciamo anche qui in Trentino. Basti osservare come è stata gestita dalla Lega trentina prima di opposizione e poi di governo, la partita dei Grandi carnivori".

 

Il parallelismo con la gestione di lupi e orsi, per Casa Autonomia, è immediato. "Dai banchi dell'opposizione avrebbero spaccato il mondo. Nella prima fase di governo hanno annunciato tutto e il contrario di tutto, senza portare a casa niente a fronte di una gestione che ha coltivato paure e purtroppo tragedie. A sei anni di distanza provano a ripartire rimettendo in piedie male, tutto quello che avevano smantellato quegli strumenti che avevano ereditato dalle persone coscienti e competenti che aveva lasciato il precedente esecutivo", concludono Demagri e Dallapiccola.

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