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Trento
21 maggio | 06:00

Crisi Fdi-Lega, il direttivo del carroccio chiede a Fugatti un "segnale importante". Salta la vice presidenza di Gerosa? Urzì: "Fantasie, i rapporti sono solidi"

Aria tesissima nel centrodestra, l'impugnazione a Roma della legge trentina potrebbe aprire alla crisi e al rimpasto di Giunta. Ma Fratelli d'Italia professa tranquillità: "Si discute sulle questioni ma siamo compatti. Nessun tradimento, il terzo mandato non era nel programma di governo. Il giudizio della Corte costituzionale dà eventualmente garanzie e legittimità al presidente stesso. Mozione di sfiducia di Cia? Infantile" 

TRENTO. Aria tesa in casa centrodestra e l'esperienza di Francesca Gerosa potrebbe essere ai titoli di coda. Il partito di Giorgia Meloni intanto chiarisce (questione tecnica) e professa tranquillità e fiducia ma i rapporti tra i due azionisti di maggioranza non sono facili dalle elezioni alle provinciali e l'ultima crisi a Roma tra Fratelli d'Italia e Lega innescata dall'impugnazione sul terzo mandato si inserisce in un equilibrio precario e potrebbe quella fatale sulla sorti nell'esecutivo della vice presidente.

 

La questione riguarderebbe il timing. Prima dell'imminente Festival dell'Economia con parata di ministri e esponenti meloniani e un clima ancora più aspro tra alleati oppure attendere l'evento e arrivare alle conclusioni? Nulla è scontato, compresa una tregua.

 

Il direttivo della Lega si è riunito nella serata di martedì 20 maggio: pieno appoggio a Fugatti per difendere l'Autonomia e amarezza per quello che viene percepito come un attacco ma anche la richiesta di un segnale importante

 

C'è la piena consapevolezza, spiegano i leghisti, di aver ricevuto "un preciso attacco alla nostra Autonomia da Roma, esprimiamo forte condanna per l’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri, voluta e sostenuta dai ministri di Fratelli d’Italia e Forza Italia". Da qui il pieno sostegno a Fugatti per un "più ampio mandato di adottare le iniziative che riterrà più opportune". Il direttivo ritiene comunque necessario "un segnale importante da parte del presidente per difendere anche il principio del terzo mandato".

 

Certo, c'è nervosismo. La scelta del governo non è piaciuta a Maurizio Fugatti, il presidente della Provincia ha parlato di "atto politico contro l'Autonomia". A livello nazionale si è cercato di abbassare la tensione "Nulla di personale, problema giuridico", le parole di Antonio Tajani (Forza Italia), mentre Francesco Lollobrigida (Fratelli d'Italia): "Questione politica". Il leader della Lega Matteo Salvini, pur il carroccio avendo espresso un voto contrario all'impugnazione, ha riferito di "Questione locale".

 

Ma l'impugnazione arriva a valle di una serie di colpi e di risposte, anche in Trentino, tra FdI e Lega. La candidatura a presidente di Gerosa e il rischio spaccatura, il patto tradito, la fuga in avanti di Cia (poi espulso dal partito di Meloni) e il successivo rimpasto di Giunta con la vice presidenza affidata a Fratelli d'Italia.

 

Qualche distinguo qui e lì fino alla votazione sul terzo mandato in piazza Dante: voto contrario in Aula ma Fratelli d'Italia è uscita ridimensionata, anzi dimezzata con le fuoriuscite di Carlo Daldoss e Christian Girardi. E insomma non è che le trattative per le Comunali siano andate benissimo nell'ultimo anno da Rovereto a Riva del Garda senza dimenticare la partita di Trento, dalla barzelletta Giacca all'epilogo: sconfitta e quella che sembrata un'insinuazione di poco impegno degli alleati. Così si arriva in estrema sintesi ai giorni nostri. I rapporti apparirebbero sfilacciati.

 

A rischio la presidenza? "Non c'è nulla. Ci sono diversità di vedute sulle questioni, si discute ma il rapporto è ottimo e solido. Anzi, Francesca Gerosa è molto impegnata, porta frizzantezza e carica all'esecutivo", le parole a il Dolomiti di Alessandro Urzì, coordinatore del Trentino Alto Adige. "La vice presidente è una preziosa componente della Giunta. Un rimpasto è pura fantasia".

 

Alle provinciali Fratelli d'Italia è andata bene ma non ha sfondato, mentre alle ultime comunali è stato l'ago della bilancio, con formule varie, in alcune vittorie, come Pergine Valsugana, Cles e Mori. "Il voto ha dimostrato la forza del partito, una forza che mettiamo a disposizione della coalizione. Siamo un perno in molti territori e il centrodestra è forte se compatto in tutte le componenti. L'unità è un valore e il terzo mandato non intacca un rapporto solido".

 

Il voto in Trentino sul terzo mandato è stato però contrario. "Non era un punto nel programma di Giunta. Nessun vincolo e non c'è stato un confronto sulla nostra posizione. Noi siamo leali ma non abbiamo tradito accordi che non sono stati concordati". Ora l'impugnativa del governo. "E' una decisione del Consiglio dei ministri e noi siamo allineati. Si discute ma poi il blocco è unitario. E' una questione tecnica e inoltre è la migliore garanzia per la solidità e per la stabilità di un eventuale terzo governo di Fugatti da presidente".

 

Come? "E' materia della Corte Costituzionale: l'unico arbitro che può valutare e giudicare la questione e il principio di legittimità. Il rischio è di andare a elezioni e vincere, poi un esponente dell'opposizione presenta un ricorso incidentale e la norma viene dichiarata illegittima: decade il Consiglio provinciale. Questo sarebbe un danno gravissimo per le comunità e per il Trentino, soprattutto per l'Autonomia. Per questo un giudizio costituzionale è una garanzia per Fugatti". 

 

Se la Corte Costituzionale in Campania ha bocciato la legge regionale (perché a statuto ordinario) per permettere a Vincenzo De Luca (Partito Democratico) una candidatura per il terzo mandato consecutivo, qui si è puntato sull'Autonomia e la delega in materia. Un precedente che avrebbe aperto la strada a tutte le Regioni a statuto speciale. Anche per questo la richiesta di chiarimento. E le polemiche. Intanto ci sarebbe una mozione di sfiducia nei confronti della vice presidente a firma Claudio Cia. Servono sette firme ma le opposizioni sarebbe piuttosto fredde perché la questione è ricondotta alla maggioranza.

 

Un'estromissione di Gerosa comporterebbe il passaggio alle minoranze di Fratelli d'Italia ma il governo Fugatti II manterrebbe comunque i numeri, anche con margine abbastanza rassicurante, per andare avanti. 

 

"Sono tre mesi che prepara il documento che accolgo con ilarità. E' corroso dall'astio perché è stato espulso dal partito, che ha usato come taxi, in quanto aggrappato alla poltrona e senza voler seguire la linea politica. Si mostra infantile e mi dispiace per questa degradazione del profilo politico per proporre iniziative dal taglio sempre personale. Questo comportamento mi lascia una profonda amarezza", conclude Urzì.  

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