Orsi, storia del grottesco referendum firmato Fugatti e Zanotelli che chiedeva di arrivare a 15 esemplari e di quel che è successo dopo 5 anni di Lega al governo
In questi giorni la Lega di governo sta tornando nei gazebo per una raccolta firme che non si sa a cosa dovrebbe servire per sostenere Fugatti nella sua battaglia contro gli orsi. Invece che gestire il fenomeno e lavorare sulle politiche di convivenza, infatti, fa quello che faceva all'opposizione. Nel 2015 il referendum il numero dei plantigradi da una cinquantina di esemplari a 15. Oggi dai 120 chiede di arrivare a una cinquantina. Il risultato, con ogni probabilità, sarà lo stesso a dimostrazione del fatto che non sono i numeri il problema ma le politiche che si mettono (o non si mettono) in campo

TRENTO. Da qualche settimana la Lega che governa il Trentino da quasi 5 anni è tornata al vecchio amore, i gazebo e le raccolte firme. Il tema, in questo periodo, è ovviamente quello di dare sostegno alla battaglia del presidente Fugatti contro gli orsi. Cosa si chiede ai cittadini? Firma anche tu per avere ''meno orsi in Trentino''. E infatti è noto che Fugatti va in giro ripetendo che si dovrebbero eliminare, in un modo o nell'altro, almeno 70 orsi per ''riportare'', questo il verbo che viene utilizzato, la popolazione di plantigradi al suo ''numero massimo previsto che è una cinquantina'' (una bufala rilanciata ad arte dal presidente Fugatti visto che quello di una cinquantina di esemplari era il numero minimo che si sperava di raggiungere per assicurare un futuro alla specie come hanno chiarito praticamente tutti gli esperti esistenti).
Un numero scelto dal presidente Fugatti, tra l'altro, senza nessun criterio scientifico visto che quando ci fu l'aggressione a un uomo di Daniza nel 2014 gli orsi accertati erano proprio una cinquantina, quindi in ogni caso non sarebbe condizione di sicurezza assoluta (e il rischio zero in natura non esiste). La cosa che rende il tutto ancor più grottesco è tornare indietro di qualche anno, 8 per l'esattezza, e ritrovare alcuni degli stessi soggetti che da 5 anni hanno in mano la gestione della convivenza tra uomini e orsi e più in generale hanno in mano il Trentino, lanciare un referendum ''perché la presenza di orsi nel territorio di tutta la Provincia di Trento sia limitata rispetto alla situazione attuale". Avete capito bene. Era l'estate del 2015. Oggi la Lega chiede ai cittadini di firmare per riportare il numero di orsi a quella cinquantina che nel 2015 li spingeva a lanciare un referendum per chiedere di ridurli drasticamente.
Il promotore di questa sgangherata iniziativa, un referendum senza costrutto che anche in quel caso aveva il compito più di soffiare sul fuoco delle paure e di raccimolare così qualche voto che di ottenere qualcosa di concreto visto come è andata negli anni successivi, era Maurizio Fugatti e tra i firmatari c'erano l'attuale assessora all'ambiente Giulia Zanotelli (quindi colei che si occupa più o meno direttamente del tema da 5 anni), l'attuale consigliere provinciale Devid Moranduzzo e, tra gli altri anche Claudio Cia e Giacomo Bezzi.
Nel 2015 Fugatti, come al solito senza alcuna base scientifica a sostenere le sue argomentazioni, chiedeva di passare a 15 orsi (roba da estinzione della specie in pochi anni). Nel comunicato del consiglio provinciale del 28 luglio 2015 si legge: ''Il consigliere leghista (Fugatti ndr) ha sottolineato l'importanza politica di questo referendum, anche nei confronti della Giunta Rossi che, nel caso di un sì, potrebbe far valere il volere popolare nella trattativa avviata col Governo. Giacomo Bezzi (FI), che fa parte del comitato referendario, ha detto che questa iniziativa è in linea con le aspettative della gente trentina che ormai ha paura a frequentare i boschi''.
Per la cronaca il referendum risultò inammissibile (qui la pagina del consiglio provinciale). E per la cronaca chi nel 2015 così agiva e così parlava nel 2018 ha vinto le elezioni e ha governato per 5 anni ''dimenticando'' di fatto il tema e rinunciando a intraprendere una qualsiasi azione concreta di convivenza tra orsi e uomini (o anche qualsiasi tentativo di fare quello che si riproponevano di fare quando erano all'opposizione e si scagliavano contro la Giunta Rossi). L'attenzione si è risvegliata sempre e solo in casi di incidenti con delle persone per arrivare al dramma di Caldes in cui ha perso la vita Andrea Papi.
Il tempo passa e i provvedimenti da mettere in campo sarebbero tanti (sostituzione dei bidoni della spazzatura con bidoni antiorso, tanta, tantissima informazione ai residenti e turisti, dotare allevatori e agricoltori degli strumenti di difesa, evitare di avvicinare i plantigradi ai centri abitati con mangiatoie e altre fonti di cibo) eppure la politica provinciale di chi governa il Trentino è ferma al 2015. Quello sanno fare. Raccolte firme, numeri sparati a caso, chiacchiere e grida, adesso di nuovo dai gazebo o nelle piazze. E alla fine toccherà a qualche cattivone, serio e affidabile (tipo i magistrati o gli esperti o i tecnici) dover dire, ''guardate che quello che state facendo non serve a niente'' o ''è inammissibile''. Intanto si sarà perso altro tempo e i problemi (che esistono anche perché non li sta affrontando) saranno ancora peggiori.












