La proposta del Pd per gestire i grandi carnivori, tra regole di buon senso, demagogia fugattiana e un po' di confusione
Il Partito democratico ha elaborato un documento dove alle buone pratiche (cambio bidoni, via centri di foraggiamento, aiuto allevatori etc) che sono quelle che Ispra, Europa, Italia da sempre chiedono al Trentino ma che negli ultimi anni sono state totalmente dimenticate si aggiungono alcuni concetti al limite del fugattismo: si parla di fissare ''un numero massimo di orsi e lupi compatibili con l'antropizzazione e la capacità del nostro territorio'' che vale quanto Fugatti che dice di voler eliminare 70 orsi. Si chiedono poi ulteriori competenze per il Trentino in materia quando è ormai chiaro che le competenze ci sono ma non vengono usate

TRENTO. Partendo dall'assunto che a fare meglio della Giunta Fugatti in materia di grandi carnivori ci riuscirebbe chiunque visto che basterebbe affidarsi a quanto prescritto dalle norme nazionali e alle varie direttive mettendo in campo le più basilari regole di convivenza per superare di gran lunga il nulla cosmico (e dannoso per il sistema) cui si è assistito in questi anni, oggi è arrivata una proposta di gestione degli orsi in Trentino del Pd che, però, conserva dei tratti demagogici piuttosto inquietanti. Leggere in un documento che vuol essere credibile che si vuole individuare ''un numero massimo di orsi e lupi compatibili con l'antropizzazione e la capacità del nostro territorio'' vale quanto Fugatti che dice eliminiamo 70 orsi, così per fare.
E' una posizione demagogica, perché le ''esigenze'' dell'antropizzazione cambiano, costantemente, e il numero di orsi e lupi non può essere stabilito in base alla compatibilità con questa. Chi decide fin dove arriva l'esigenza ''antropica'' e dove non arriva? Il concetto, è semmai, ribaltato (cosa che fa anche la direttiva Habitat) e deve partire dalla sopravvivenza della specie (per questo gli orsi li abbiamo voluti reintrodurre) quindi è su questo che si deve ragionare. Dire l'opposto è fare demagogia spiccia, è strizzare l'occhio all'elettore trasferendogli l'ennesima informazione sbagliata che confonde e che crea false aspettative. Anche perché poi come pensa il Pd di ''garantire'' il tetto previsto? Con abbattimenti e prelievi indiscriminati come vuol fare Fugatti? Cosa che, sappiamo, non si può fare per legge? Si vuole seguire il modello sloveno? Ma in Slovenia gli orsi non sono stati reintrodotti per evitarne la scomparsa, anzi. Insomma la questione sarebbe enormemente complicata.
Un altro errore tecnico del documento del Pd, che pubblichiamo integralmente qui sotto, lo fa emergere il consigliere provinciale, del Pd stesso, Luca Zeni che dice: ''Non comprendo il richiamo alla necessità di modifica della legge provinciale 9 del 2018, che disciplina la competenza provinciale in materia. Infatti delle due l’una: o è corretto quello che sostiene la Corte costituzionale, e quindi già ora quella legge consente alla Provincia di intervenire - come il centrosinistra sostiene da anni - secondo i criteri che indica e che sono rispettosi del quadro giuridico generale, ed il problema è di assunzione di responsabilità della giunta, o c’è un problema di competenza - come di fatto sostiene la destra - e allora non serve a nulla modificare la legge''.
Il documento del Pd, infatti, chiede di ''avviare un dialogo istituzionale con l'Ue e lo Stato Italiano per evolvere la direttiva Habitat e per ottenere maggiore autonomia di gestione da parte delle amministrazioni locali'' e poi ''implementare la legge provinciale 9/2018 attraverso un maggiore dettagliamento che identifichi in maniera chiara le casistiche in cui la Provincia può intervenire per la rimozione degli esemplari dannosi o pericolosi, individuando un numero massimo di orsi e lupi compatibili con l’antropizzazione e la capacità del nostro territorio''. Insomma c'è grossa confusione: la legge 9/2018 è già chiarissima. Il Trentino ha già piena autonomia di abbattimento di orsi e lupi ritenuti ''semplicemente'' problematici: addirittura grazie alla legge 9/2018 voluta da Rossi e Dallapiccola il presidente della Provincia ha la stessa competenza del ministro in materia e può disporre l'abbattimento semplicemente acquisendo il parere Ispra ma potenzialmente anche senza tenerne conto.
Ma c'è di più: può anche abbattere quasi in tempo reale, addirittura senza aspettare il parere Ispra in caso di ''pericolo'' forte dell'articolo 52 dello Statuto (Rossi Jj4 l'aveva fatta abbattere rapidissimamente perché ritenuta pericolosa). Insomma più di così cosa si deve fare? Che competenze maggiori potrebbe avere il Trentino che, semmai questo è il nocciolo del problema, in questi anni non è stato capace minimamente di esercitare la propria autonomia in materia? Autonomia, lo si dice sempre, è prima di tutto assunzione di responsabilità.
Il Trentino negli ultimi anni non si è assunto alcuna responsabilità nella gestione del fenomeno. Non ha fatto quel che Ispra, l'Europa, i tecnici chiedevano da anni, di mettere in campo le strategie tese a raggiungere un buon livello di convivenza tra grandi carnivori ed esseri umani (sostituzione dei bidoni, accompagnare gli allevatori a un cambio delle modalità di allevamento del bestiame dotandoli tutti di recinti elettrificati, cani da guardiania, trasmettendo la necessità di un controllo attivo, eliminando i centri di foraggio degli altri animali selvatici, mettendo in campo più forestali per i servizi di dissuasione e di intervento rapido ed immediato: tutto per evitare che i grandi carnivori diventino confidenti). E non si è assunto la responsabilità di intervenire con catture e abbattimenti quando lo riteneva necessario (su Jj4 il presidente Fugatti ha ripetuto che la ritenevano pericolosa però non ha agito come Rossi qualche anno prima con Kj5 ma ha aspettato dando colpe e responsabilità della sua inerzia a tribunali, animalisti, Stato e chi più ne ha più ne metta).
Insomma, la si può pensare come si vuole. Si può essere pro o contro, di destra o di sinistra ma la realtà dei fatti (e la cronaca purtroppo lo dimostra quasi quotidianamente) è che si è fatto troppo poco nel gestire la convivenza e non si è stati capaci di prendersi la responsabilità di adottare le leggi che già esistono se si voleva agire di conseguenza. Si cominci dal fare i compiti basilari. Il resto verrà di conseguenza.












