Orsi, Dallapiccola e Demagri: "Anni di promesse della Lega. Dopo la fandonia della rimozione di 70 orsi adesso si fa campagna elettorale sull'esemplare di Roncone"
I consiglieri provinciali di Casa Autonomia, Michele Dallapiccola e Paola Demagri: "La popolazione ha comprensibilmente paura, ma la politica ci deve mettere la faccia anche nel pieno dei problemi, non fare solo in campagna elettorale"

TRENTO. "La politica ci metta la faccia e non solo per campagna elettorale". Queste le parole di Michele Dallapiccola e Paola Demagri. Il consiglieri provinciali di Casa Autonomia intervengono dopo l'identificazione dell'orsa di Roncone. Le analisi genetiche hanno identificato l'esemplare in F36, un "animale non pericoloso" ai sensi del piano Pacobace. "Questa definizione tecnica non mitiga, però, la comprensibile paura della popolazione, che attende con ansia una soluzione del problema da parte della Provincia. Per ora invano".
La Provincia ha già dichiarato che l'orsa verrà catturata per posizionare il radiocollare mentre si valutano tutte le strade, compreso l'abbattimento. "Dopo averci fatto trangugiare la fandonia dell’esportazione di 70 orsi - spiegano Dallapiccola e Demagri - ora Fugatti prova a rifilarci quella dell’abbattimento di F36 in una perfetta esecuzione di un ormai noto iter fatto di problemi, roboanti promesse di risoluzione e successivo silenzio. Ma se la maggioranza leghista in 5 anni non ha avuto il coraggio e la forza di intervenire in vicende ben più tragiche, come può la popolazione credere che interverrà in questo? La vicenda dell’orso rimane il perfetto esempio dell’incapacità del governo provinciale nella gestione di tutto ciò che si era preso in carico nel 2018, dopo anni di aspre critiche nei confronti della passata maggioranza e innumerevoli promesse a oggi ancora non concretizzate".
Ma cosa si potrebbe fare? "Prendere provvedimenti straordinari rispetto a quanto previsto dal Pacobace richiede una procedura estremamente lunga", proseguono Dallapiccola e Demagri. "Realisticamente l’unica soluzione immediata è la prevenzione, tracciando gli esemplari cosiddetti problematici e informando i cittadini. Dunque l’orsa va radiocollarata e al radiocollare vanno cambiate le pile. E non è una barzelletta. A quello precedente si erano scaricate, lasciando l’animale in libertà senza sapere dove si trovasse e quindi senza la possibilità di tenere informata la popolazione. Inoltre sarebbe necessario potenziare la distribuzione di materiale informativo e l’organizzazione di riunioni ad hoc per aumentare la consapevolezza e la sicurezza dei residenti".
La formazione e l'informazione ricopre un ruolo ancora più importante. "E la politica si deve occupare di queste misure con grande attenzione. Nelle Giudicarie i sindaci hanno dato un forte segnale di insoddisfazione, un incontro congiunto per far pervenire alla Provincia il proprio grado di preoccupazione. Questo in totale controtendenza con la mozione che dalla Lega è stata fatta girare in tutti i Consigli comunali con preghiera di approvazione in accordo e sinergia alla Provincia. Ma la Provincia non ha bisogno del sostegno dei Comuni per sapere cosa deve fare. E anzi, nel momento in cui la Provincia dovesse essere condannata per il poco fatto in passato, un sostegno da parte di un'amministrazione comunale finisce in qualche maniera per giustificare e avallare quella posizione. Invece un sindaco, e qui quello di Sella Giudicarie è stato bravo, deve innanzitutto spronare piazza Dante a fare il suo dovere. Gli orsi infatti sono della Pat, non certo del Comune, e quindi è chiaro su chi grava quindi la responsabilità di risolvere la situazione".
I consiglieri di Casa Autonomia sollecitano la Provincia a investire nella prevenzione. "Non è facile ma fare politica per davvero, tenendo a mente il benessere dei propri elettori, significa anche questo: la politica ci deve mettere la faccia anche nel pieno dei problemi, non fare solo in campagna elettorale. E' brutto da fare perché significa dire alla popolazione che, almeno fin quando non si risolverà la questione, un po' della nostra libertà di andare a vivere nei boschi è andata persa, ma è necessario. Nel frattempo la presenza assidua di personale addetto alla custodia e alla sorveglianza delle foreste e della popolazione rimane ancora l'unico vero strumento che potrebbe dare ai cittadini un minimo di certezza. Avanti dunque con collare Gps tecnologia e monitoraggio intensivo. Meglio spendere soldi per sapere dove sono e quanti sono gli orsi, anziché convocare gente ai concerti giusto per far vedere che si è provato a valorizzare un'area costata milioni di euro e che adesso non riesce a gestire più nessuno", concludono Demagri e Dallapiccola.














