''Tra cattura e abbattimento si sceglierà sempre l'uccisione e non si acquisirà più il parere dell'Ispra'', ecco la nuova legge Fugatti antiorsi (VIDEO)
TRENTO. Dal 2019 (anno in cui c'è stato l'ok della Corte Costituzionale) aveva una legge bella e pronta lasciatagli in eredità dal presidente Rossi, la legge provinciale 9 del 2018, che gli permetteva di agire direttamente, come fosse un ministro, con cattura o abbattimento degli esemplari pericolosi (previo parere dell'Ispra comunque non vincolante).
Oggi, per provare a battere un colpo e chiudere la legislatura, 5 anni di governo, con uno straccio di provvedimento, vista l'inerzia totale e i danni causati da questa inerzia, sono state presentate delle modifiche alla stessa legge di Rossi che, di fatto, non cambiano un granché se non inasprirla ed esporla a nuovi rischi di bocciatura rispetto alle normative vigenti (se poi tanto non la si usa come fatto in passato c'è ben poco da inasprire).
In sostanza sono due i punti focali: si decide di agire anche senza il parere dell'Ispra. A nostro parere un grave errore tecnico che incentiverà i ricorsi ed esporrà a rischi enormi chi amministra visto che poi, magari dopo aver già ammazzato un orso, con decreto di proprio pugno, in sede di istruttoria i risultati di Ispra potrebbero essere non concordanti con quelli che hanno portato alla decisione del presidente della Provincia con conseguenze non facili da superare in sede di contenzioso. Meglio, sicuramente, è avere già il parere dell'Ispra acquisito, tra l'altro parere sempre richiesto in sede giuridica dai vari Tar che si sono succeduti negli ultimi anni.
E l'altra ''rivoluzione'' copernicana è quella che in caso di scelta tra abbattimento e cattura si sceglierà sempre l'abbattimento. Insomma poco e, da quel che sembra, anche piuttosto male. Questa riforma finirà nell'assestamento di bilancio. E' stata approvata dalla Giunta Fugatti ma dovrà passare in commissione e poi consiglio. Già si possono ipotizzare immediati ricorsi.
Questa era la precedente legge firmata da Rossi se la si vuol confrontare con quanto detto oggi dall'assessora Zanotelli:
Al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale il Presidente della Provincia, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente, può, acquisito il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, autorizzare il prelievo, la cattura o l'uccisione, a condizione che non esista un'altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. La Giunta provinciale informa con tempestività il Consiglio provinciale in merito alle misure assunte. La Provincia autonoma di Trento assicura le informazioni necessarie all'adempimento degli obblighi di comunicazione dello Stato alla Commissione europea.














