Il governo non impugna la legge sugli orsi? Rossi: "Ennesima presa in giro di Fugatti. Nel 2017 ho valutato il pericolo di Kj2 e non avevo chiesto pareri all'Ispra"
Il presidente Fugatti si è detto soddisfatto che il governo non abbia impugnato la legge ma la prossima Giunta dovrà apportare delle modifiche. Non ci sono stati passi indietro ma neppure progressi, le procedure di intervento non variano: l'articolo 52 già prevede la possibilità di procedere in caso di pericolo

TRENTO. Più spot elettorale che un passo in avanti nella gestione dei grandi carnivori. L'ultima norma varata dalla Provincia a trazione leghista non è stata impugnata dal governo, ma va comunque rivista e nei fatti cambia poco o nulla rispetto alle attuali procedure. Non ci sono passi in indietro ma neppure progressi.
A fine luglio la Giunta Fugatti è intervenuta per modificare la legge numero 9/2018, quella lasciata in eredità dall'ex governatore Ugo Rossi e dall'ex assessore Michele Dallapiccola. Una misura che equipara in sostanza il presidente della Provincia di Trento a un ministro quando si tratta di intervenire nella gestione dei grandi carnivori. Una norma che aveva superato anche lo scoglio della Corte costituzionale.
La Provincia avrebbe previsto una serie di emendamenti per poter intervenire in modo più tempestivo sugli orsi ritenuti problematici (Qui articolo). Modifiche che potenzialmente avrebbero rimesso in discussione il percorso con il rischio di impugnative, soprattutto sull'ipotesi di bypassare Ispra. Non è successo, anche perché il governo ha richiesto alcune modifiche, un compito rimandato alla prossimo esecutivo in piazza Dante.
Insomma, si è preso tempo e intanto si prova a spendere il non ricorso del governo Meloni come un successo. Le ipotesi, ha spiegato Fugatti, sono quelle di inserire a legge la rimozione un massimo di 8 orsi all'anno, massimo 2 o 3 femmine riproduttive (ma nel caso si proceda su un terzo esemplare il rischio estinzione diventa alto) per tre anni. Un piano di gestione che dovrebbe potare a una stabilizzazione, anche nel lungo periodo, sul fronte della pressione dei grandi carnivori e dare risposte anche in termini di sicurezza pubblica (Qui articolo). Le analisi sono contenute nel rapporto di Ispra, "La popolazione di orsi del Trentino: analisi demografica a supporto della valutazione delle possibili opzioni gestionali", realizzato su indicazione del ministero e pubblicato in esclusiva nelle sue conclusioni da Il Dolomiti (Qui articolo). La base di partenza è il piano Pacobace.
E numeri lontani dai 70 esemplari da rimuovere. Nel corso di un a tratti confuso punto stampa, il presidente e l'assessora Giulia Zanotelli, hanno spiegato che con ordinanza per pericolo imminente si può procedere senza parere Ispra, con decreto invece ci deve essere un parere di Ispra, seppur non vincolante. Niente di nuovo sul fronte occidentale. Già si può procedere così, un iter rafforzato proprio dalla legge del 2018 e pienamente operativa dall'anno successivo.
Le linee guida delle direttive, la legge 2018 e il piano Pacobace definiscono, infatti, già l'iter procedurale e gli interventi possibili nella gestione di un esemplare confidente. Dal ricorso alle azioni di dissuasioni alle campagne di formazione e informazione, si può arrivare alla possibilità di abbattere un animale, se ritenuto pericoloso.
Se il pericolo non è imminente, si firma il decreto con parere non vincolante di Ispra, come nell'ultimo caso di F36 disposto da Fugatti. Se invece si considera un orso pericoloso, magari con valutazione di pericolo imminente, si procedere con ordinanza, senza parere Ispra, forti dell'articolo 52 dello Statuto di Autonomia, come avvenuto con Kj2 nella misura pubblicata da Rossi nel 2017 e quindi senza la "protezione" della legge dell'anno successivo, costruita sull'esperienza amministrativa della Giunta di centrosinistra.

"E' un'ennesima presa in giro - commenta l'ex governatore Ugo Rossi - Fugatti esulta perché il governo non ha impugnato la legge ma subito dice che ci sono alcuni correttivi da fare e che le dovrà fare la prossima Giunta provinciale. Significa che la legge non viene usata fino a quando non sarà modificata: nessun punto fermo e nessun risultato".
L'inserimento dell'articolo 52 per superare il parere Ispra appare superfluo. "E' sempre stato così. Nella mia ordinanza del 2017 con cui si è disposto l'abbattimento di Kj2 non è stato chiesto un parare a Ispra perché in caso di urgenza e di pericolo si agisce sulla base dei poteri previsti dalla Statuto di Autonomia. Il governo non ha impugnato la norma perché questa possibilità è già in vigore", conclude Rossi.














