Orsi e lupi, "Bisogna modificare la direttiva Habitat, la norma deve tornare antropocentrica", il leghista Panza: "La caccia? Può essere soluzione"
L'europarlamentare leghista a Trento per lanciare il partito di Salvini e l'assessora Zanotelli in vista delle elezioni provinciali: "Non si vuole aprire subito alla caccia, ma bisogna intervenire per un futuro delle vallate alpine e serve affrontare il tema. Entro l'anno la legge sulla montagna sarà affrontata dal Consiglio dei ministri"

TRENTO. "La direttiva Habitat è del 1992, gli obiettivi sono precisi e definiti, anche condivisibili, ma sono passati 30 anni e si rende necessario rivedere alcuni aspetti". A dirlo Alessandro Panza, l'europarlamentare si trova in queste ore a Trento per supportare la campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni provinciali di domenica 22 ottobre. E si è parlato di grandi carnivori. Intenti che si sono stati spiegati alla presenza di Giulia Zanotelli, assessora uscente all'agricoltura, foreste, caccia e pesca con introduzione del tavolo di Gianni Festini Brosa.
"In questi mesi l'europarlamentare - commenta l'assessora Zanotelli - si spende molto sulle tematiche di mia competenza, il tema dei grandi carnivori in particolare parte dalla direttiva Habitat, una norma datata perché c'è stata una forte espansione del lupo. Si lavora a livello nazionale per modificare le norme, siamo in contatto soprattutto con Euregio e i territori dell'arco alpino per trovare accordi transfrontalieri. Poi le ultime novità le abbiamo presentate recentemente con il presidente Maurizio Fugatti".
Il riferimento è alla legge trentina non impugnata dal governo Meloni. La norma non viene contestata ma richiede delle modifiche. Sostanzialmente operativamente cambia poco o nulla, mentre gli aggiustamenti ricadranno sulla prossima Giunta provinciale. "Gli impatti della direttiva Habitat hanno ripercussioni sullo sviluppo delle aree montane. Un provvedimento che ha sbagliato approccio perché mette la conservazione ambientale al centro, dimenticando però la presenza delle comunità.
L'impegno in Europa è quello di abbassare il grado di protezione del lupo perché "la presenza è ormai endemica, questo animale non ha predatori e si è distribuito senza controllo. Basti pensare che il Piemonte da solo ha quasi la metà del lupi presenti in Italia, anche per una serie di coincidenze sfortunate dal punto di vista geografico con grandi carnivori che arrivano da Svizzera e Francia".
Qualcosa, spiega l'europarlamentare, è cambiato nella sensibilità europea, "in modo impercettibile e non soddisfacente", prosegue Panza. "Questo per il sacrificio di Dolly che ha avuto due sfortune nella vita: essere il pony di Ursula von der Leyen e finire in pasto di un lupo. Da allora sembra ci sia la volontà di intervenire in modo più puntuale. Da allora si è iniziato a parlare in modo più concreto della presenza di questi grandi carnivori, anche se ci sono reticenze nel portare avanti il discorso per una maggioranza di socialisti e verdi".
Un'altra difficoltà è che i lavori per modificare gli allegati alla norma si sono svolgono in Commissione. "La risoluzione che abbiamo presentato una richiesta non perentoria di revisione della direttiva Habitat ma c'è il grosso limite che si ragiona a livello di legislazione di secondo grado, quindi con i funzionari e si bypassa la volontà politica della maggioranza in parlamento.
Si passa poi al Trentino. "La direttiva Habitat qui è estremamente restrittiva e siamo in fase di stesura della legge della montagna che intendiamo discutere in Consiglio del ministri entro la fine dell'anno. E insistiamo in un punto anche sui grandi carnivori perché l'approccio deve rimettere al centro le popolazioni per dare più dignità agli allevatori e più sicurezza agli abitanti. Il presidente Fugatti e l'assessora Zanotelli hanno spiegato in maniera dettagliata la situazione dell'orso e in passato non è stata data un'impronta politica. Gli obiettivi di tutelare e di salvare le specie ma anche le attività devono convivere con questo problema. Per questo serve un approccio omogeneo a tutti i livelli governativi".
Si guarda anche oltre confine. "La Slovenia - evidenzia Panza - ha disposto l'abbattimento di 250 orsi mentre qui non si riesce a rimuovere un esemplare pericoloso". Resta che Lubiana conta sul territorio un migliaio di plantigradi contro una stima tra i 120 e i 150 orsi in Trentino. E che nel caso di Jj4 non si è provveduto a cambiare il radiocollare guasto da quasi un anno e, pur ritenendo l'esemplare pericoloso, non si è intervenuti con ordinanza o decreto. Non si è dato seguito alle ipotesi in campo con Ispra, come la sterilizzazione, e a fronte di una campagna elettorale nel 2018 incentrata, anche, sul soffiare sulle paure per orsi e lupi poi non sembrano esserci stati risultati con una gestione particolarmente difficoltosa.
"L'appello agli ambientalisti è di poter intervenire dove sia necessario. Nessuno vuole lo sterminio di orsi e lupi, ma si vogliono vivere le vallate, la montagna o andar a funghi con il cane senza la preoccupazione di un'aggressione da parte di lupi e orsi. Non c'è ancora stato un attacco dei lupi ma prevenire è meglio che curare. Lavoriamo con Ispra per intervenire in modo più snello".
Non si esclude in futuro il ricorso a una selezione. "Non un libera tutti ma un piano con enti locali, cacciatori e forestali per ottenere risultati sulla base della gestione numerica degli ungulati. Non si vuole aprire subito alla caccia, ma bisogna intervenire per un futuro delle vallate alpine e serve affrontare il tema". Un ultimo passaggio sulla legge per la montagna per "intervenire sulla scarsità di servizi a livello sanitario e scolastico". E la collaborazione con Fratelli d'Italia è buona. "Ci sono sensibilità e sfaccettature diverse, non c'è una ricetta unica ma l'obiettivo è comune. I ministri Francesco Lollobrigida e Gilberto Pichetto Fratin sono molo coinvolti e lavorano con il ministro Roberto Calderoli per una sintesi e una soluzione ottimale", conclude Panza.














