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Trento
06 maggio | 21:39

Declassamento del lupo, ok in Parlamento, Failoni: "Sarà possibile intervenire con strumenti oggi non accessibili: controllo diretto o inserimento tra le specie cacciabili"

Il via libera è arrivato dalla Camera dei deputati e dalla Commissione agricoltura del Senato. Il voto formale è previsto giovedì 8 maggio in Europa

TRENTO. Parere positivo alla proposta di risoluzione europea per modificare la direttiva Habitat e declassare la protezione del lupo. Il via libera è arrivato dalla Camera dei deputati e dalla Commissione agricoltura del Senato. Il voto formale è previsto giovedì 8 maggio al parlamento europeo. 

 

Il lupo passerebbe così da specie strettamente protetta a specie protetta. Un parere accolto favorevolmente anche dalla Provincia di Trento.

 

"Un passaggio che consentirà agli Stati membri di gestire in maniera più flessibile le popolazioni di lupo - commenta l'assessore Roberto Failoni - rispondendo alle esigenze di sicurezza e tutela delle attività sociali ed economiche nei territori di montagna".

 

La Provincia di Trento con l'Alto Adige era intervenuta con l’assessore Failoni in audizione alla XIV CommissionePolitiche dell’Unione europea” della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame di questa proposta. In quella sede, l’esponente della Giunta si era fatto portavoce delle istanze dei territori, evidenziando "la necessità di strumenti normativi più flessibili e adeguati alla specificità del Trentino".

 

Nei mesi scorsi Ispra ha definito una quota massima di prelievi, su base regionale (e provinciale per Trento e Bolzano), secondo i dati del censimento nazionale del 2021, che stimava la presenza di circa 3.300 lupi in Italia. La quota ammessa di prelievi in deroga è tra il 3 e il 5%, dunque tra 100 e 160 lupi, una soglia estremamente prudenziale, con ripartizioni locali basate sulle effettive consistenze territoriali.

 

Per chiarire: nel 2025 il Trentino potrà prelevare 3-5 esemplari, l’Alto Adige 1-2, il Piemonte 10-17, l’Emilia-Romagna 9-15, la Toscana 13-22 e così via. In ogni caso si tratta di prelievi mirati, riguardanti esclusivamente animali pericolosi, confidenti o particolarmente dannosi.

 

"La sicurezza delle persone, la salvaguardia dell’agricoltura, della zootecnia e del turismo sono priorità assolute per il nostro territorio. Da tempo siamo al lavoro affinché si arrivi ad una soluzione che tuteli le attività economiche e impedisca lo spopolamento delle nostre aree montane, favorendo al contempo la coesistenza con la fauna selvatica. Con l’attesa nuova classificazione, sarà possibile intervenire anche tramite strumenti oggi non accessibili, come il controllo diretto della popolazione o, se previsto, l’inserimento tra le specie cacciabili. La proposta di modifica della direttiva Habitat rappresenta dunque un passo importante nella giusta direzione: l’auspicio è che anche il voto finale del Parlamento europeo confermi questa linea", conclude Failoni.

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