Abbattimento di due lupi, Rossi: "La mia legge consente di prendere decisioni concrete, Fugatti non ha voluto ascoltare per 5 anni"
Il Tar ha respinto i ricorsi delle associazioni animaliste per sospendere l'abbattimento di due lupi. L'ex presidente Rossi: "La mia legge del 2018 è corretta e si sarebbe potuta applicare anche per l'orsa Jj4 con anticipo"

TRENTO. "La mia legge del 2018 consente di prendere decisioni concrete". A dirlo Ugo Rossi. L'ex presidente della Provincia interviene per commentare la decisione del Tar di non sospendere il decreto che dispone l'abbattimento di due lupi sui Monti Lessini (Qui articolo). "I giudici amministrativi confermano quanto dico da 5 anni, che la norma è corretta e che Fugatti non ha voluto ascoltare".
Negli scorsi giorni il presidente Maurizio Fugatti ha firmato un decreto per la rimozione di due esemplari nella zona di Malga Boldera (Sega di Ala), nel versante trentino dei Monti Lessini. E la Provincia ha recentemente ricevuto il parere positivo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) per l’abbattimento di due lupi, responsabili delle predazioni all'interno del recinto elettrificato.
Sintetizzando, le condizioni obbligatorie per un decreto di abbattimento sono tre: in primo luogo il danno grave, che in Trentino è dato dal fatto che in un alpeggio sono stati uccisi 16 bovini e 2 asini nel giro di due mesi; poi serve uno “stato di conservazione favorevole” per la specie. La terza condizione riguarda la necessaria protezione delle mandrie e delle greggi. I giudici amministrativi hanno riconosciuto la legittimità della decisione presa da piazza Dante in quanto la rimozione di due esemplari non compromette l'integrità della specie.
"E questo è anche il caso dell'orsa Jj4 - prosegue Rossi - si sarebbe potuti intervenire in anticipo ma Fugatti ha completamente, forse volutamente, dimenticato la legge. E ancora oggi nella sezione lupo del sito dei grandi carnivori non c'è alcuna menzione".
L'ex governatore evidenzia inoltre la correttezza del metodo. "E' la dimostrazione che se le azioni sono portate avanti senza proclami ma applicando la legge esistente si può provare a gestire il problema e si ottiene anche il giusto conforto dalle decisioni della giustizia amministrativa che come si vede ha confermato un principio fondamentale: abbattere alcuni esemplari pericolosi non compromette la conservazione della specie. E questo principio dovrebbe essere apprezzato anche dalle associazioni animaliste se davvero hanno a cuore le specie animali", conclude Rossi.


















