Contenuto sponsorizzato
Trento
08 settembre | 13:37

Abbattimento lupi in Lessina, Dallapiccola a Fugatti: ''Decreto tiene perché la malga è stata attrezzata sotto la Giunta Rossi. In Valsugana cosa intendono fare?''

L'ex assessore e attuale segretario politico di Casa Autonomia, Michele Dallapiccola: "Il decreto di Fugatti sugli esemplari della Lessinia regge perché le azioni e le basi giuridiche sono state impostate da noi già dal 2018. Invece di 'liberalizzare' la caccia a beccacce e fringuelli perché non si attivano anche in Valsugana, zona particolarmente colpita dai lupi?"

TRENTO. "Le ragioni giuridiche alla base del decreto della rimozione dei due lupi sono merito delle nostre decisioni". Queste le parole di Michele Dallapiccola, ex assessore e segretario politico di Casa Autonomia. "Già da molti anni infatti sono stati attivati tutti gli strumenti necessari per difendere il comparto, anche azioni sperimentali".

 

Negli scorsi giorni il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato il decreto per rimettere nel mirino i due lupi della Lessinia con il parere positivo di Ispra (Qui articolo).

 

Non solo, il documento ha anche resistito ai ricorsi delle associazioni animaliste e ambientaliste: il Tar ha dato ragione a piazza Dante (Qui articolo). Una pronuncia accolta con soddisfazione: "Viene riconosciuta la correttezza e la serietà del provvedimento adottato e più in generale l’impostazione sostenuta dall’Amministrazione provinciale", il commento di Fugatti. "E’ anche un segnale di fiducia per le popolazioni di montagna, che arriva dopo anni di continue battaglie legali che hanno di fatto impedito di mettere in atto misure efficaci a tutela degli allevatori e dei loro animali".

 

E così arriva il commento di Dallapiccola. "E' doverosa una precisazione. Il presidente della provincia annuncia tronfio che è stato riconosciuto il percorso di serietà. Nonostante gli annunci però in 7 anni hanno preso decisioni a scapito del mondo zootecnico", evidenzia l'ex assessore. "Le ragioni giuridiche del provvedimento poggiano sulle basi create dal centrosinistra".

 

Il riferimento va proprio a Malga Boldera. "Non ci sono stati problemi sollevati da Ispra perché già da molti anni sono stati attivati tutti quegli elementi di difesa, anche sperimentale, che proprio il sistema ambientalista chiede di mettere in atto prima di passare agli abbattimenti". Una zona in difficoltà per le incursioni dei lupi: lì erano state registrate tre predazioni di altrettanti vitelli in appena 10 giorni di alpeggio, così era arrivata luce verde alla sperimentazione e la Provincia, allora guidata da Ugo Rossi, nel 2018 aveva posizionato quattro recinzioni elettrificate e fisse.

 

Una mossa che aveva funzionato fino all'azzeramento dei problemi. Fino all'anno scorso quando sono state registrate alcune predazioni. Da lì si era arrivati a un decreto di rimozione dei due lupi che gravitano nella zona. Non si è riuscito a procedere perché i due esemplari non sono stati più avvistati e poi era intervenuto il Consiglio di Stato per bloccare le procedure. A distanza di qualche mese una nuova puntata sulla vicenda con la pubblicazione del nuovo provvedimento.

 

"L'installazione dei recinti ha portato poi a scrivere e approvare una legge provinciale, sempre nel 2018, che è il fondamento giuridico che permette di rimuove gli orsi prima e adesso i lupi". E il segretario politico di Casa Autonomia lancia un messaggio sulla Valsugana.

 

"In questo momento particolarmente vessata da una numerosissima serie di predazioni dal lupo. Qui la politica ha tenuto tutto addormentato e promette abbattimenti facili, senza mai provvedere davvero a costruire quegli elementi di difesa per proteggere il bestiame. Azioni che preparano giuridicamente la strada alle rimozioni. Invece la Provincia ha pensato di permettere gli abbattimenti di beccacce e fringuelli per il proprio divertimento domenicale ma anche agli aumenti retroattivi del proprio reddito da politica".

 

Una politica che per Casa Autonomia disattende gli annunci. All'inizio le persone hanno dato fiducia a questa politica ma si spera che almeno qualcuno si renda contro della beffa. Aumentare le difese con recinti e cani da guardiania, oltre a salvaguardare il bestiame, è un'azione necessaria per poi procedere con gli eventuali decreti di rimozione e ottenere il nulla osta anche da Ispra con l'obiettivo di salvaguardare le attività zootecniche e migliorare la coesistenza. Invece che ai pastori si è pensato fino a oggi ai capanni per i cacciatori", conclude Dallapiccola.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 aprile | 12:42
Momenti di follia nella giornata di ieri, sabato 25 aprile, in un supermercato situato nell'abitato di Levico Terme, in via Claudia [...]
Cronaca
| 26 aprile | 12:21
A prendere fuoco è stato il mixer dell'impianto audio situato all'interno dell'edificio religioso situato in via San Marco, nella frazione di [...]
Cronaca
| 26 aprile | 11:51
La segnalazione è arrivata nella notte ai carabinieri della stazione di Vobarno da parte di alcuni automobilisti in transito lungo la SPBS37 nel [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato