Abbattere due lupi in Lessinia, il Tribunale dà ragione a Fugatti e respinge il ricorso delle associazioni animaliste
La Provincia chiarisce: ''La vicenda è legata alle numerose predazioni avvenute a Malga Boldera, considerata - come scrive il giudice - un esempio dal punto di vista della prevenzione degli attacchi. Le protezioni non hanno comunque impedito le incursioni dei lupi: gli ultimi due gravi episodi risalgono all’11 e al 13 agosto''

TRENTO. “Accogliamo con soddisfazione il pronunciamento del Tribunale di giustizia amministrativa. Viene riconosciuta la correttezza e la serietà del provvedimento adottato e più in generale l’impostazione sostenuta dall’Amministrazione provinciale. E’ anche un segnale di fiducia per le popolazioni di montagna, che arriva dopo anni di continue battaglie legali che hanno di fatto impedito di mettere in atto misure efficaci a tutela degli allevatori e dei loro animali”. Questo il commento del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti a pochi minuti dalla decisione del Tribunale regionale di giustizia amministrativa che ha respinto le richieste di annullamento del decreto emesso dallo stesso Fugatti per dare il via libera all'abbattimento di due lupi in Lessinia.
Il Trga ha chiuso, quindi, alle richieste di alcune associazioni animaliste che chiedevano di annullare il decreto. Tra le motivazioni che adducevano vi erano carenze nei sistemi di ''difesa'' di Malga Boldera e il fatto che lo stesso Ispra aveva fissato per il Trentino come quota massima di abbattimenti i 3-5 lupi e che con i due della Lissinia si andrebbe oltre. “A inizio anno in Trentino ben quattro lupi sono stati uccisi con il veleno - spiegavano le associazioni - quindi se Fugatti dovesse procedere con l’uccisione di ulteriori due lupi, violerebbe il limite massimo annuale di 3-5 lupi che sarebbe possibile rimuovere secondo il protocollo di Ispra per non incidere negativamente sullo stato di conservazione della popolazione”.
Eppure questi numeri, come spiegato dal responsabile Ispra Genovesi a il Dolomiti, non sono così tassativi come si pensava (QUI ARTICOLO). ''La vicenda - chiarisce la Provincia - è legata alle numerose predazioni avvenute a Malga Boldera, considerata - come scrive il giudice - un esempio dal punto di vista della prevenzione degli attacchi. Le protezioni non hanno comunque impedito le incursioni dei lupi: gli ultimi due gravi episodi risalgono all’11 e al 13 agosto. Di qui il decreto di prelievo di due esemplari suffragato dal parere positivo di Ispra, in linea con quanto previsto dalla Legge provinciale 9 del 2018''.
Dunque via libera all'abbattimento con la consapevolezza che già due anni fa vi era stato un decreto simile ma i lupi avevano sconfinato in Veneto con buona pace di forestali e politici, salvandosi (senza saperlo) la vita.












