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Ordinanza per doppia cattura dei plantigradi, Dallapiccola: ''La Lega non sa che orsi pigliare. E si prendano accordi con la Slovenia per trovare 'casa' a M49''

Il presidente Fugatti ha firmato un'ordinanza per catturare altri due orsi. L'ex assessore: "La Lega gestisce i grandi carnivori in maniera eccessivamente populista e poco scientifica/amministrativa. E almeno in questo momento ignora completamente il problema del lupo. Una gestione deficitaria e senza visione"

Di Luca Andreazza - 28 agosto 2020 - 12:52

TRENTO. "Possiamo comprendere il sentimento dell'esecutivo provinciale in queste ore. Abbiamo vissuto tante grosse difficoltà politiche quando si sono verificate dal 2014 le prime aggressioni dell'orso all'uomo", queste le parole dell'ex assessore Michele Dallapiccola che aggiunge: "Danni, allevatori esasperati e popolazione preoccupata. Ma la Lega di governo ha fatto poco o nulla, non può avere il nostro sostegno politico. Ora che non può più incolpare noi, si limita a scaricare le responsabilità su Roma. Ma si è fatta eleggere promettendo che avrebbe risolto ogni problema. Per esempio M49 potrebbe essere rientrare in un'operazione congiunta con la Slovenia".

 

Il presidente Maurizio Fugatti intanto ha firmato un'ordinanza per catturare altri due orsi, ritenuti confidenti, che gravitano in zona Andalo e Dimaro Folgarida. In questo momento nel Casteller sono già rinchiusi M57 e Dj3 e al massimo possono essere ospitati tre esemplari: il governatore, però, non sembra interessato ai fatti e resta agganciato ad azioni a spot, purtroppo, prive di costrutto e i provvedimenti sembrano venir presi in modo piuttosto superficiale. Tanto che ci sono movimento proprio per far spazio: Dj3 verrà spostata a Spormaggiore (Qui articolo). Intanto c'è M49, mentre gli altri due plantigradi non sono ancora stati identificati (Qui articolo).

 

"La Provincia possiede strumenti amministrativi fortissimi - prosegue Dallapiccola - l’Autonomia, il Pacobace e la legge 9/2018. Chi governa, ha l’obbligo di trattare col governo, esattamente come avevamo iniziato a fare noi. La Lega gestisce i grandi carnivori in maniera eccessivamente populista e poco scientifica/amministrativa. E almeno in questo momento ignora completamente il problema del lupo".

 

Intanto le vicende di M49, che si è pure liberato dal radiocollare, e di Jj4 su cui pende un ordine di abbattimento (sospeso dal Tar) sembrano passare in secondo piano. "La Lega interviene solo quando accadono, purtroppo, gli incidenti. Va tutta la nostra solidarietà al giovane carabiniere aggredito - evidenzia il consigliere provinciale del Patt - ma c'è una questione che appare evidente: non era stato reso sufficientemente consapevole del pericolo di vagare di notte in silenzio e se le forze dell'ordine non ricevono adeguata formazione di comportamento nelle zone dei plantigradi è un problema anche per la cittadinanza. Ci sono poi gli annunci roboanti ma complicati da realizzare, spesso e puntualmente ritrattati. Le azioni previste per M49 e Jj4 sono state barattate per un non meglio precisato studio scientifico".

 

Il rischio? "Chissà quando arriverà questo studio e potrebbe pure emergere che in Trentino c'è spazio per molti orsi e lupi. Intanto - dice Dallapiccola - alcuni plantigradi si spingono fino ai centri abitati. Succede da sempre, non ci si abitua e non è giusto doverlo fare. Ma servono soluzioni più ampie e complessive della cattura e reclusione dell’incauto orso di turno. Rimosso il quale, tra l’altro per territorialità di specie, ci sara posto per un altro esemplare".

 

Nel frattempo Fugatti dice che ci sono 30 plantigradi di troppo. "Non si possono costruire 30 gabbie. Qualcuno impugnerebbe questo striminzito e ottuso provvedimento. E il ministro - dice Dallapiccola - pure colpevolmente assente, non si spenderà certo per aiutare il Trentino. Il territorio sarà ancora una volta lasciato sempre più soli a risolvere un problema con i governi nazionale e peggio provinciale che non sapranno davvero più che 'orsi pigliare'. Insomma, non si possono ammassare questi animali in un recinto e sperare che qualcuno se li porti via".

 

Il Patt avrebbe una proposta per risolvere almeno la vicenda M49. "E' un orso simbolo e non si può abbattere. Non si possono prevedere recinti all'interno dei parchi faunistici - continua l'ex assessore -  un modello che si riferisce alla grandeur imperialista anglosassone vecchio di secoli: sarebbe inoltre l'immagine del fallimento della gestione di una montagna dove vivono uomini e animali. Questo plantigrado rappresenta un caso unico e come tale può essere trattato. Si potrebbero prendere accordi con la Slovenia per uno scambio: Papillon per un cucciolo. Il Trentino potrebbe risolvere una criticità, mentre un piccolo non ha l'indole di un plantigrado maturo e ormai confidente. Un altro problema è che geneticamente la specie si appiattisce e anche questo crea problemi. Un nuovo esemplare potrebbe almeno in parte rimediare anche a questo".

 

Intanto la strada è quella del Pacobace. "Il contributo per aggiornare il piano deve essere costruttivo, scientifico e politicamente coraggioso. Il controllo della specie deve essere rispettoso e ragionato. Invece la Giunta leghista procede a vista senza una visione o un'idea. E' necessario riprendere intanto gli incontri mirati, campagne informative e divulgative, cartelli, recinzione e aumento della vigilanza forestale: la prevenzione resta l'arma migliore. La Provincia dovrebbe studiare e prepararsi invece di affidarsi a populismo e slogan. E' un fatto inevitabile perché ci sono molte più persone sensibili al benessere dell'orso e le ultime ordinanze potrebbero essere impugnate", conclude Dallapiccola.

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