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Aggressione dell'orso ad Andalo. Fugatti: ''Potevamo abbatterlo o catturarlo''. Assente Zanotelli e risponde il dimissionario Masè

Rispetto alla vicenda Jj4, questa volta piazza Dante ha già preso un sospettato che si trova al Casteller. Ma la sensazione è quella di una Provincia a trazione leghista in materia grandi carnivori in forte difficoltà. L'assessora Giulia Zanotelli? Assente. Il tecnico che prende la parola? Il dirigente Romano Masè, che però si sarebbe dimesso dall'incarico dopo la fuga-bis di M49 ormai un mese fa

Di Luca Andreazza - 23 agosto 2020 - 20:26

TRENTO. I soliti ritornelli tra "Le nostre preoccupazioni sono reali" e "Da mesi diciamo che il numero di esemplari sul territorio è troppo elevato e ci sono quelli pericolosi", "Dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter gestire questo progetto" e "Ho informato il ministro Sergio Costa, non ho avuto modo di interloquire ma conosce quanto avvenuto". Queste le parole del presidente Maurizio Fugatti per riferire dell'aggressione dell'orso al carabiniere di 24 anni in zona Andalo (Qui articolo).

 

Rispetto a Jj4, questa volta piazza Dante ha già preso un sospettato che si trova al CastellerMa la sensazione è quella di una Provincia a trazione leghista in materia grandi carnivori se non allo sbando, quantomeno in forte, fortissima difficoltà. L'assessora Giulia Zanotelli? Assente alla conferenza stampa, nemmeno a fare presenza come nelle precedenti occasioni. E se si è un'assessora competente non è poco lasciare la sedia vuota. Il tecnico che prende la parola? Il dirigente Romano Masè, che però si sarebbe dimesso dall'incarico dopo la fuga-bis di M49 ormai un mese fa (Qui articolo). Evidente che qualcosa non sembra tornare.

 

Le attività di informazione sul territorio sono state praticamente cancellate, mentre l'assessora Zanotelli ha deciso di evitare fin dall'insediamento di presentare il Rapporto grandi carnivori. I rapporti diplomatici sembrano rasoterra, le rassicurazioni che le relazioni con il ministro Sergio Costa siano buone convincono poco. Le altre Regioni non vogliono prendere orsi trentini? Forse non è totalmente vero o forse sintomo di non riuscire a costruire percorsi e sinergie. Da qualunque parte si voglia guardare, la coperta è sempre corta.

E poi c'è il vuoto di idee, misure, proposte e interventi. Tanti "faremo", "approfondiremo", "vedremo", "chiederemo". Il futuro probabilmente sarà roseo, ma restano ormai quasi due anni di legislatura almeno zoppicante. "Orsi e lupi? Votateci che ci pensiamo noi, i problemi li risolviamo", più o meno questo lo slogan in campagna elettorale. Le medaglie (al contrario) vengono collezionate in successione: M49 è l'effige di questa Giunta, senza dimenticare le ronde anti-lupo finite in soffitta e la convocazione dei tavoli di Ordine pubblico e sicurezza a tema grandi carnivori. Una nota per gli appassionati: settimana prossima è previsto un altro vertice, come spiegato da Fugatti. 

 

Intanto si è parlato dell'operazione che ha portato alla probabile cattura di M57, probabile autore dell'aggressione del 24enne al lago di Andalo (Qui articolo). "Il caso rientra nel massimo grado di pericolo del piano Pacobace. C'erano due modi per agire - dice Fugatti - abbattimento o cattura per sedazione. Non è stata una scelta facile: ok salvaguardare la salute dell'orso ma non era prevedibile il suo comportamento al risveglio. Sono stati seguiti gli spostamenti del plantigrado e alle 4.45 sono stato informato della captivazione e del trasferimento al Casteller. Una gestione efficace e efficiente della prima linea nel corso di questa notte difficile".

 

Il dubbio tra cattura e uccisione probabilmente è stato giuridico: tutte le strade sembrano portare a M57, a mancano le conferme genetiche in tutte le sue parti. "Riteniamo che si tratti di M57 - commenta Masè - perché frequenta l'area da Spormaggiore a tutto l'altopiano: Cavedago, Fai, Andalo e Molveno. E' molto confidente, non ha paura dell'uomo e viene condizionamento dai rifiuti antropici. Un animale giovane di 2 anni e mezzo e il comportamento corrisponde a quello del dossier. La ricostruzione di quanto avvenuto è stata effettuata dai carabinieri, i contatti sono stati costanti in queste ore, ma domani arriva la relazione. Nei prossimi giorni avremo le analisi genetiche della Fondazione Mach sull'identità dell'orso catturato e quelle degli indumenti per tracciare il profilo dell'aggressore: solo in questo momento avremo le certezze e questo ha condizionato la decisione: la cattura è reversibile".

 

L'aggressione è avvenuta intorno alle 23 di sabato 23 agosto (Qui articolo). "L'esperienza degli operatori - prosegue Masè - ha permesso di gestire l'operazione nella massima sicurezza per il personale e per l'orso. Le distanze tra aggressione, fuga e cattura sono di poche centinaia di metri. Il plantigrado non ha avuto reazioni critiche al momento del risveglio al Casteller. E' stato liberato alle 7 di oggi e si trova tra la tana e l'area ristretta, dedicata in maniera specifica all'adattamento. La struttura è stata riparata dopo i danni apportati da M49".

 

E' il primo caso in Trentino di esemplare maschio che attacca l'essere umano, gli episodi precedenti hanno sempre avuto come protagoniste orse con cuccioli. "C'è qualche rischio nel periodo dell'amore, ma non abbiamo mai registrato segnalazioni - prosegue Masè - molto pochi anche i falsi attacchi. E' un periodo avanzato e non c'è nessun motivo che giustifica questo comportamentonon sembrano esserci cause scatenanti. Però se un plantigrado comincia a frequentare le vicinanze dei centri abitati e perdono timore per la presenza dell'uomo, possono scaturire comportamenti anomali e possono portare a qualche situazione di pericolo".

 

Un orso reso confidente in particolare dalla presenza dell'immondizia. "Negli ultimi anni tra la Paganella e la valle dei Laghi - evidenzia Masè - abbiamo allestito 100 siti con cassonetti anti-intrusione da orso. A questo si aggiunge l'informazione alla popolazione".

 

La chiusura sulla gestione degli orsi. "Questo episodio dimostra che le nostre preoccupazioni sono reali e ci sono altre situazioni che potrebbero diventare purtroppo problematiche. Da sei mesi diciamo che in Trentino ci sono troppi esemplari: tutti i nostri allarmi sono alla luce dei fatti. Non possiamo pensare di costruire tanti altri Casteller. Dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter gestire questo progetto perché la gente si sta esasperando. Si deve uscire dalle ideologie per portare avanti un piano sul quale il Trentino ha investito: gli animalisti non possono dire che è sempre colpa dell'uomo. E' poi anche una questione di ordine pubblico e sicurezza per dare continuità a questo progetto. Attenzione poi ai lupi, anche questi animali iniziano a diventare confidenti", conclude Fugatti.

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