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Fuga-bis di M49, il dirigente Masè paga per tutti e si dimette. Fugatti: ''Gesto che va rispettato''

All'indomani della fuga del plantigrado dal Casteller, molto duro Alotti che aveva chiesto le dimissioni del dirigente o dell'assessore Zanotelli. Alla fine il dirigente pagherebbe per tutti. L'ex assessore Dallapiccola: "Professionista leale e competente, se la politica non indica le direzioni, difficile portare avanti una gestione importante"

Di Luca Andreazza - 28 luglio 2020 - 13:05

TRENTO. Terremoto nel Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo della Provincia di Trento: Romano Masè lascia l'incarico. Il dirigente e responsabile del Corpo forestale paga per tutti la fuga-bis di M49 dal Casteller. Profondo senso delle istituzioni, attaccamento alla nostra terra, consapevolezza della delicatezza della situazione. Queste le motivazioni che l'hanno portato a rassegnare le dimissioni. 

 

“Questa vicenda è imbarazzante, l'assessora Giulia Zanotelli o il dirigente responsabile di foreste e fauna trentine Romano Masè facciano un passo indietro e si dimettano”. Questa la presa di posizione di Walter Alotti, segretario della Uil, all'indomani della nuova evasione del plantigrado. 

 

L'orso si trovava da fine aprile rinchiuso al Casteller, ma è riuscito a superare la recinzione elettrificata per aprirsi poi un varco e scappare in direzione Marzola (Qui articolo). Una pessima figura di livello internazionale, tanto che la Cnn si è portata in Trentino per documentare la vicenda e il Telegraph è stato tra i primi quotidiani a realizzare un servizio (Qui articolo).

 

"Il discredito reputazionale dell'amministrazione, del Corpo forestale provinciale e di tutti i trentini - spiega Alotti - conseguente all'imbarazzante vicenda di M49 evaso due volte, esige un atto formale di assunzione di responsabilità da parte della Giunta provinciale messa pesantemente in discussione". 

 

Sulla questione dell'assunzione di responsabilità per la gestione dell'orso e sulla fiducia ai tecnici, già ieri pomeriggio Fugatti, a margine della conferenza stampa, aveva spiegato che “siamo davanti a casi eccezionali e ovviamente la Giunta valuterà nei prossimi giorni come si sono svolti questi casi nella loro essenza".

 

A pagare per tutti potrebbe essere Romano Masè. "Sarebbe un grandissimo rammarico - dice l'ex assessore Michele Dallapiccola - un colpo terribile per il settore. Stimo molto il professionista e sono certo che il dirigente ha fatto tutto il possibile per interpretare il ruolo e per gestire questa situazione. I problemi di gestione derivano dalle indicazioni della politica che ha cercato di coniugare alla scienza. Un amministrativo capace e leale all'esecutivo di qualunque colore. Se non c'è una direzione chiara da parte del governo provinciale, difficile riuscire a indirizzare le azioni. E' grazie alla sua professionalità che in campo agricolo si è cresciuti molto. E' un grande problema a pochi mesi dalla trattativa per arrivare ai fondi del Psr" (Qui articolo).

 

Una decisione, quella di Masè, irrevocabile e ferma. "E' sicuramente una scelta difficile - commenta Fugatti - che va anzitutto rispettata, perché l'impegno e la dedizione di un professionista qual è il dottor Masè, merita rispetto accanto al ringraziamento per quanto fatto. Ma è anche, vorrei aggiungere, una scelta che va apprezzata perché denota un profondo senso di lealtà nei confronti delle istituzioni".

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