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M49-Papillon, Fugatti spiega (di nuovo) la fuga: ''Si trova nella parte alta della Marzola. Ogni 15 minuti abbiamo il segnale del radiocollare''

Una notizia che è rimbalzata a livello nazionale, mentre la Cnn si è portata in Trentino per approfondire la vicenda, il Telegraph ha già realizzato un servizio: la brutta figura sembra di proporzione internazionale. "Si trova nella parte alta della Marzola, una zona difficilmente accessibile e quindi siamo tranquilli, ma si prevede di informare la popolazione". Avvisati i sindaci. Nelle prossime ore sopralluogo di Ispra

Di Luca Andreazza - 27 luglio 2020 - 18:24

TRENTO. "E' stato immediatamente dato mandato di fare tutte le verifiche del caso su quanto accaduto. Per fortuna M49 è radiocollarato e ogni 15’ l’apparecchio segnala la sua presenza". Queste le parole di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia, costretto a spiegare (ancora una volta) la fuga di M49 dal Casteller. Una notizia che è rimbalzata a livello nazionale, mentre la Cnn si è portata in Trentino per approfondire questa vicenda, il Telegraph ha già realizzato un servizio (Qui articolo del quotidiano britannico).

 

Insomma, la brutta figura appare già di proporzioni internazionali, senza dimenticare la tensione altissima per l'ordine di abbattimento che pende su Jj4, un provvedimento sospeso dal Tar di Trento per i ricorsi delle associazioni animaliste. Ma in questo momento il tema è ritornato M49: sono leggermente cambiate le modalità rispetto all'ultima evasione ma il plantigrado è riuscito a fare centro ancora una volta. "Sono in corso tutte le verifiche del caso - spiega il presidente - sembra opera diretta dell'animale ma non si esclude nulla sulla fuga". 

 

L'orso nel corso della notte tra domenica 26 e lunedì 27 luglio è riuscito a superare la barriera elettrica e, raggiunta l’ultima recinzione, ha divelto la rete elettrosaldata: M49 ha piegato l’inferriata di 12 millimetri fino a ricavare un’apertura sufficiente per scivolare all’esterno e da lì a dirigersi verso la Marzola. "Si trova nella parte alta della montagna - spiegano i tecnici - una zona difficilmente accessibile e quindi siamo tranquilli, ma si prevede di informare la popolazione. Le squadre sono operative h24, la batteria del collare dura due anni, ma la speranza è quella di prenderlo prima". 

 

Nonostante tutto sia avvenuto fuori dal campo coperto dalle telecamere, il personale di guardia del recinto si è accorto che il segnale del radiocollare partiva dall'esterno della struttura. Sono state immediatamente disposte le procedure per ricostruire i movimenti dell’animale e per localizzarlo: i forestali sono già in azione per monitorare e presidiare la zona.

 

"Rispetto all'altra volta (il radiocollare era stato tolto una volta rilasciato il plantigrado) - evidenzia Fugatti - M49 è radicollarato e ogni 15' minuti il sistema segnala la presenza". Il presidente ha, poi, informato i sindaci di Trento, Pergine e Altopiano della Vigolana, ha telefonato al ministro per l’ambiente e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

 

"L'ordinanza emanata il 1 luglio 2019 sulla base della legge provinciale 9/2018 - dice il presidente - è ancora valida e prevede la cattura per captivazione dell’orso problematico. A meno che si rendano necessarie misure ulteriori per fatti gravi sopravvenuti".

Il ministro Sergio Costa ha nuovamente chiarito la sua posizione: "Papillon ha il radiocollare e quindi rintracciabile e monitorabile facilmente: non ha mai fatto male a nessuno, solo danni materiali facilmente rimborsabili. Chiediamo che non venga rinchiuso e assolutamente non abbattuto: deve vivere" (Qui articolo). Questo mentre il mondo animalista si è già espresso per lasciar libero l'orso (Qui articolo).

 

"Il ministro ha le proprie idee che rispettiamo. Abbiamo già chiesto due volte - evidenzia il presidente - un intervento a Roma per trovare un luogo dove poter inserire M49. Non possiamo muoverci in autonomia in quanto servono rapporti istituzionali tra ministeri. C'è comunque attenzione su questa tematica da parte di Costa". 

 

Si cerca di rilanciare le interlocuzioni necessarie per individuare altre aree idonee, fuori provincia o all’estero, per ospitare adeguatamente l’orso in questione. "Un passo utile - commenta Fugatti - anche in considerazione dell’oggettivo sovraffollamento di plantigradi nel territorio trentino".

 

La prima fuga era avvenuta il 15 luglio dell'anno scorso. La Giunta leghista era pronta a festeggiare la cattura dell'orso più ricercato del Trentino (era stato record-bear di predazioni ma non ha mai minacciato l'uomo). Poi, nel giro di poche ore, l'incredibile: M49 era riuscito a scavalcare le recinzioni elettrificate per scappare tra i boschi della Marzola. 

 

Da quel momento un anno di inseguimenti, con Papillon che era riuscito a toccare tutti i territori circostanti (tutta la parte est del Trentino e poi Alto Adige e anche Veneto). Tutto per poter tornare a ''casa sua'' nella zona della Rendena, Giudicarie e Chiese. Poi il 28 aprile era stato ripreso. Il Casteller era stato potenziato e l'animale sterilizzato. La partita di M49 sembrava conclusa e invece è arrivato il colpo di scena. 

 

Nelle prossime ore sono attesi a Trento i tecnici di Ispra per un sopralluogo, l’istituto che ha certificato la recinzione divelta questa notte da M49, ma che ha verificato i protocolli e la salute dell'animale. Il rilascio sarebbe avvenuto in maniera graduale. "L'obiettivo è la cattura e se venisse catturato a breve, il posto sicuro in attesa di nuove soluzione è dentro il Casteller", conclude Fugatti.

 

 

 

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