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La fuga-bis di M49, localizzato in Marzola. Gli animalisti: ''Ora lasciatelo libero, non venga abbattuto''. Le reazioni dei candidati sindaci di Trento

La notizia ormai rimbalza già a livello nazionale per la seconda fuga di Papillon dal Casteller. Questa volta è dotato di radiocollare. Ianeselli: ""Mi chiedo cosa chiederà Fugatti alla sua Giunta, dopo che per la seconda volta si è fatta scappare un orso già catturato". Carli: "Un autentico disastro di immagine e di sostanza per il Trentino", Degasperi: ''Adesso speriamo che questa maggioranza da operetta non cerchi di rivalersi su M49"

Di Luca Andreazza - 27 luglio 2020 - 12:38

TRENTO. Il segnale dal radiocollare è stato localizzato all'esterno del Casteller. Così si è scoperto che M49 è riuscito a scappare nuovamente. A poco più di un anno di distanza si è ripetuto più o meno il copione, questa volta però non ha scavalcato le recinzioni, ma l'ha divelta per crearsi una via di fuga (Qui articolo).

 

Rispetto alla prima evasione, questa volta è stato dotato di radiocollare e M49 è stato localizzato in Marzola, ormai rifugio della prima ora di Papillon. I forestali sono già in azione per monitorare e presidiare l'area. Resta da capire come l'amministrazione intende procedere adesso, una Provincia che sembra messa in profondo imbarazzo per la seconda volta (Qui articolo e foto). 

 

Nel frattempo la notizia della nuova fuga di M49 in pochi minuti è rimbalzata a livello nazionale, ripresa tutti i quotidiani. Immediato il commento del candidato sindaco Franco Ianeselli, "Fugatti chiedeva le dimissioni della Giunta Rossi perché 'non è nemmeno in grado di catturare un orso col radiocollare'. Mi chiedo cosa chiederà oggi alla sua Giunta, dopo che per la seconda volta si è fatta scappare un orso già catturato". Scende in campo anche Marcello Carli: "La sua fuga rappresenta un autentico disastro di immagine e di sostanza per il Trentino. L'intera gestione della questione orsi da parte delle ultime amministrazioni provinciali di ogni colore politico è stata ed è ancora, purtroppo, inefficiente, oscillante, priva di ogni criterio logico".

 

Arriva anche la presa di posizione di Filippo Degasperi: "Niente, ogni cosa che tocca il centrodestra finisce così. Un fallimento dietro l'altro e a farne le spese sempre il Trentino e i trentini. Adesso speriamo che questa maggioranza da operetta non cerchi di rivalersi su M49", "Come si fa a non essere dalla parte, almeno con il cuore di M49?", commenta l'ex sindaco e l'ex presidente della Provincia Albero Pacher

 

Arrivano anche le prime reazioni del mondo animalista per questa nuova azione del plantigrado. "Per la seconda volta in due anni - commenta Enrico Rizzi, segretario del partito animalista europeo - Fugatti si è fatto scappare il povero orso che aveva rinchiuso in un recinto. Tutto questo è la dimostrazione delle sue politiche miopi e incapaci, che puntano solo a punire la vita di esseri viventi, mortificando un intero ecosistema".

 

La prima fuga era avvenuta il 15 luglio dell'anno scorso. Da quel momento quasi un anno di inseguimenti, con Papillon che era riuscito a toccare tutti i territori circostanti (tutta la parte est del Trentino e poi Alto Adige e anche Veneto). Tutto per poter tornare a ''casa sua'' nella zona della Rendena, Giudicarie e Chiese. Poi il 28 aprile era stato ripreso. Il Casteller era stato potenziato e l'animale sterilizzato. La partita di M49 sembrava conclusa, ma oggi i piani sono cambiati, compreso la nuova via di fuga.

 

"Se Fugatti c’è, batta un colpo e si dimetta oggi stesso, il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti e i suoi cittadini non meritano di essere rappresentati da un soggetto che non sa gestire neanche un orso - aggiunge Rizzi - figuriamoci una provincia importante come quella di Trento. Al nostro amico orso il mio pensiero: hai vinto tu ancora una volta. Adesso, corri più lontano che puoi".

 

Anche la Lav si schiera a favore dell'orso. "Non ha mai fatto del male a nessuno, ma si è limitato solamente a procurarsi del cibo dove lo ha trovato a disposizione. Questa nuova fuga dimostra chiaramente l’incompatibilità della vita di un orso all’interno della struttura del Casteller, M49 è un lottatore per la libertà, è un animale selvatico che non può essere segregato in un recinto, e ora deve essere lasciato in pace. Ora Papillon costantemente monitorato con il radiocollare, si è quindi realizzata una delle misure alternative previste dal Pacobace per il suo caso, motivo in più per lasciarlo libero per sempre".

 

"E' la prova dell’incapacità dell’amministrazione provinciale di gestire la reintroduzione dell’orso in Trentino. Diffidiamo il presidente Fugatti dall’emanare una nuova ordinanza di abbattimento, così come ha fatto per l’orsa Jj4, abbattimento sospeso dal Tar", dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'Opia, che conclude: "Speriamo non costringa le associazioni a una nuova battaglia legale per la difesa della vita di un animale".

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