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| 08 feb 2022 | 05:01

Orsi “problematici”, la Provincia di Trento: “Basta catture, i prossimi esemplari saranno abbattuti”. Nel mirino anche Jj4: “Necessario rimuoverla”

L’assessora leghista Zanotelli chiude alle nuove catture degli orsi ma precisa: “Non è prevista la collocazione di altri esemplari nella struttura del Casteller ai fini della loro captivazione permanente, eventuali ulteriori esemplari che mettano a rischio la sicurezza pubblica saranno abbattuti”. Il futuro di Jj4 resta appeso alle sentenze dei tribunali ma per la Provincia andrebbe rimossa

di Tiziano Grottolo

TRENTO. La nuova gestione “leghista” degli orsi trentini è finita ben presto nel mirino delle associazioni ambientaliste e al centro di molte polemiche. L’impressione è quella che i plantigradi siano utilizzati più come strumento di propaganda o trofei da esibire anziché come animali da gestire all’interno di un habitat che comunque è antropizzato.

 

Da quando la Giunta Fugatti è entrata in carica sono stati diversi gli episodi che hanno coinvolto degli orsi. Emblematica la vicenda di M49-Papillon con lo scontro con il Ministero dell’Ambiente e le successive fughe dell’orso dal centro faunistico del Casteller che hanno messo in imbarazzo la politica trentina. Senza dimenticare il tristemente famoso rapporto dei carabinieri del Cites che certificava le dure condizioni nelle quali versavano i tre orsi in quel momento reclusi al Casteller.

 

Come è noto nell’ultimo periodo sono stati due gli esemplari catturati: M49 e M57, trasferiti nell’area faunistica del Casteller che già ospitava l’orsa Dj3. Quest’ultima lo scorso 26 aprile è stata trasferita nell’area faunistica della Foresta Nera, gestita dalla Fondazione per Orsi di Worbis. Successivamente anche M57 è stato trasferito in un’altra area faunistica, questa volta a Veresegyhàzi in Ungheria. Struttura che si autodefinisce Fattoria degli Orsi”. Al momento quindi nella struttura trentina rimane il solo M49. “Anche per quell’esemplare non è esclusa in futuro la ricollocazione in aree diverse”, afferma l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, rispondendo a un’interrogazione presentata da Michele Dallapiccola del Patt.

 

A prescindere da ciò – prosegue Zanotelli – si coglie l’occasione per ribadire quanto già reso noto da tempo, vale a dire che non è prevista la collocazione di altri esemplari nella struttura del Casteller ai fini della loro captivazione permanente. Eventuali ulteriori esemplari che mettano a rischio la sicurezza pubblica saranno rimossi mediante abbattimento”.

 

Non solo, perché nel mirino resta anche l’orsa Jj4. L’esemplare è la stessa che il 22 giugno 2020 aveva aggredito due cacciatori sul monte Peller e, poche settimane più tardi, aveva simulato un attacco a due forestali che erano sulle sue tracce. Da sottolineare come in entrambe le occasioni l’orsa fosse accompagnata dai suoi cuccioli. Sull’esemplare pendevano sia un’ordinanza di abbattimento che una per la cattura, entrambe sospese dal Tar.

 

Attualmente l’orsa viene monitorata attraverso un radiocollare ma il suo futuro potrebbe essere segnato. Rispondendo a un’interrogazione, questa volta presentata da Lucia Coppola di Europa Verde, l’assessora fa sapere che “l’Amministrazione provinciale ha sempre ribadito e ribadisce tutt’ora la necessità di rimuovere dall’ambiente l’orsa denominata JJ4”.

 

A giocare a sfavore di Jj4 c’è anche il parere dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), arrivato su richiesta della Pat, dove si mette nero su bianco che “l’orsa dovrebbe essere abbattuta il più velocemente possibile”. Benché gli esperti riconoscano che date le circostanze l’esemplare non abbia reagito in modo insolito ritengono che non rimuoverla, o ritardarne la rimozione, probabilmente favorirebbe la convinzione tra le persone che la Provincia sia più preoccupata per gli orsi anziché dell’incolumità delle persone. Va detto però che il parere in questione risale all’estate 2020, cioè oltre un anno e mezzo fa.

 

Al contrario Alessandro De Guelmi, ex veterinario della Pat (ora in pensione) che per cinque anni è stato responsabile della sedazione degli orsi durante le operazioni di cattura in provincia di Trento riteneva che Jj4 dovesse avere una seconda possibilità. “Negli anni – spiegava De Guelmi – JJ4 è stata un animale fantasma come del resto devono essere gli orsi. Potrebbe aver agito così perché colta di sorpresa mentre si trovava nel bosco con i cuccioli, questa è l’unica cosa che i plantigradi non voglio, per evitare gli incontri spesso è sufficiente fare rumore rendendo nota la propria presenza”.

 

Per il momento dunque il futuro di Jj4 resta appeso alle sentenze dei tribunali. “In base alla normativa vigente e al Piano d’Azione Nazionale (Pacobace) – conclude Zanotelli – questo non è il primo orso e non sarà nemmeno l’ultimo per il quale è necessaria l’adozione di misure gestionali come quella adottata dal presidente della Provincia. Ciò, fatta salva la necessità di dare applicazione alle decisioni assunte in proposito dalla magistratura, che attualmente inibiscono tale rimozione”.

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