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| 08 nov 2020 | 21:49

Zanotelli: “L’abbattimento? Strumento funzionale per rimuovere gli orsi problematici”. La Giunta pensa anche alla realizzazione di un nuovo Casteller

La Giunta valuta l’ipotesi di realizzare una nuova struttura per rinchiudere gli orsi catturati: “Potrebbe essere attigua all’area faunistica del Casteller”. Ma se certe soluzioni sono “impegnative in termini di costi” per rimuovere gli esemplari problematici “è necessario prendere in considerazione sin da subito anche l’abbattimento”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. “In relazione alla gestione dell’orso in Trentino la Giunta provinciale intende proseguire con tutte le attività messe in campo per garantire che la presenza del plantigrado sia compatibile con le attività umane presenti sul territorio”, parola dell’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli. Eppure in questi due anni la Provincia, anziché investire in prevenzione (articoli QUI e QUI), ha preferito intraprendere una crociata contro i grandi carnivori portando il Trentino alla ribalta delle cronache internazionali, ma non per via dei risultati ottenuti.

 

Anzi, sono state le stesse decisioni della Giunta a provocare parte dei problemi, che sono andati ad aggiungersi a quelli che esistevano già prima. Solo per citare un paio di esempi, per ben due volte M49-Papillon è fuggito dal Casteller trovando rifugio nel Lagorai dove ha predato alcuni capi di bestiame (in un territorio che non aveva mai dovuto preoccuparsi per la presenza di orsi). In secondo luogo la smania di mettere sotto chiave alcuni esemplari confidenti ha messo sotto pressione il recinto del Casteller (vicende che hanno portato all’intervento dei carabinieri e a delle denunce) costringendo la Provincia a sborsare delle somme per adeguare lo spazio.

 

Come spiega l’assessora, attualmente, all’interno della proprietà di Mattarello è in corso di realizzazione un’area recintata di dimensioni ridotte per la custodia solo temporanea di grandi carnivori che consenta anche di alleggerire il recinto principale. Uno spazio cioè, dedicato a quegli esemplari che in un secondo momento potranno essere rimessi in libertà.

 

“Allo stesso fine – prosegue Zanotelli – è allo studio la realizzazione di un’ulteriore area faunistica attigua a quella esistente che consenta, anche a regime, di ospitare un certo numero di orsi, comunque limitato, in condizioni consone e garantendo al contempo gli spazi necessari alla riabilitazione di eventuali soggetti da ospitare temporaneamente”. Nel frattempo la Provincia sarebbe in contatto con alcune realtà europee per cercare una sistemazione “ancora più confortevole” per gli esemplari custoditi in Trentino.

 

D’altro canto trovare delle soluzioni strutturali comporta dei costi con investimenti che la Giunta non pare intenzionata a sostenere, così la via comoda è quella del fucile: “Queste soluzioni sono molto impegnative in termini di costi – commenta Zanotelli – e non costituiscono una soluzione nel lungo periodo. In questo senso è necessario prendere in considerazione sin da subito anche l’abbattimento quale strumento funzionale alla rimozione di esemplari problematici o pericolosi”.

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