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Su Rai 3 (quasi) solo critiche al Trentino per la gestione degli orsi, Fugatti mima una telefonata con Ispra e domanda: “M57 è quello che abbiamo spedito in Ungheria?”

La gestione trentina degli orsi è finita sotto accusa sulla tv nazionale da Fugatti che mima fantomatiche telefonate con Ispra alle alcune della Provincia su trasferimenti e cattività al Casteller. Parla anche l’ex veterinario Da Guelmi: “Se i bidoni anti-orso fossero stati messi all’inizio degli anni Duemila probabilmente M57 sarebbe ancora libero”

Di Tiziano Grottolo - 10 gennaio 2022 - 15:26

TRENTO. Nei giorni scorsi è andata in onda una puntata di “Mi manda Rai Tre”, condotta da Federico Ruffo, quasi interamente dedicata alla convivenza fra uomini e animali selvatici. Grandi protagonisti gli orsi trentini. La trasmissione ha ripercorso la vicenda di M49-Papillon, il plantigrado fuggito per ben due volte dal Centro faunistico del Casteller dove si trova tutt’ora recluso, e del progetto Life Ursus voluto per tutelare la popolazione di orsi bruni.

 

Fra gli esperti intervistati anche Alessandro De Guelmi, l’ex veterinario della Pat (ora in pensione) che per cinque anni è stato responsabile della sedazione degli orsi durante le operazioni di cattura in provincia di Trento, che fra le altre cose ha osservato: “Se i bidoni anti-orso fossero stati messi all’inizio degli anni Duemila probabilmente M57 sarebbe ancora libero”. La scarsa presenza (anche se su questo punto la Provincia sta cercando di migliorare) di bidoni anti-orso sul territorio viene rimarcata più volte durante la trasmissione.

 

Sotto accusa anche la cattura di M57, l’orso che aveva aggredito un carabinieri ad Andalo. Sul tema è stato sentito anche il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che di fronte alle telecamere di Rai 3 ha domandato: “M57 è quello che abbiamo spedito in Ungheria? Ok benissimo”. Poi mimando una telefonata: “Secondo lei io dovevo chiamare l’Ispra e dire scusi c’è un orso che ha appena aggredito una persona che la stiamo portando all’ospedale, non so se vivrà perché questa era la situazione, posso catturarlo? La sentenza non l’ho neanche letta so di aver tutelato l’incolumità pubblica”. In tutto questo ai telespettatori è stato ricordato il banchetto a base di carne d’orso (per la verità mai consumato per via dell’intervento dei carabinieri del Nas) promosso dalla Lega trentina nel 2011.

 

Durante la puntata poi, viene riportata la circostanza per la quale il militare aggredito da M57 avrebbe contatto l’azienda che produce il giubbotto che indossava al momento dell’incontro con l’orso per ringraziarla, tanto che dopo una campagna social al carabiniere è stato spedito un nuovo piumino. “Nessun tipo di abbigliamento può salvare da una zampata dell’orso – il commento dell’ex veterinario De Guelmi – l’orso ha dei muscoli veramente micidiali e unghie affilatissime, perciò nel momento in cui vuole colpire non esistono abbigliamenti che possono difendere da un’unghiata”.

 

In evidenza anche la sentenza del Consiglio di Stato che chiedeva di valutare la liberazione con radiocollare di M57 e il tristemente famoso rapporto dei carabinieri del Cites che certificava le dure condizioni nelle quali versavano i tre orsi in quel momento reclusi al Casteller. All’ex veterinario De Guelmi viene chiesto un parere sulla struttura: “Un selvatico è un animale che dal mio punto di vista è incompatibile a essere rinchiuso in qualsiasi recinto per quanto grande possa essere. Costringerlo sotto psicofarmaci penso sia una crudeltà enorme. Credo sia meno crudele concedergli una morte dignitosa nel suo ambiente selvatico invece che ridurli a uno stato di schiavitù all’interno di queste gabbie”.

 

Dal canto suo Piero Genovesi, responsabile coordinamento fauna selvatica di Ispra, ha ribadito l’importanza della prevenzione in materia di gestione dei grandi carnivori, spiegando al contempo che M57, anche per via della cattività al Casteller, potrebbe aver sviluppato dei comportamenti e delle abitudini che se reinserito in natura avrebbero potuto rivelarsi pericolosi per le persone.

 

Infine è intervenuto anche Giovanni Giovannini, responsabile del servizio foreste e fauna della Provincia di Trento, che in riferimento ai trasferimenti degli orsi trentini all’estero ha detto: “Confermo che in entrambe le situazioni abbiamo fatto una verifica ed entrambe sono sicuramente delle situazioni migliorative. Tra l’altro sono due aree con una lunga esperienza nella gestione degli orsi”. Su questa affermazione Paola Canonico dell’assemblea Antispecista ha dissentito denunciando quelle che sono state definite “le bugie” della Provincia di Trento. Ad ogni modo la puntata, al netto di alcune imprecisioni, ha avuto il pregio di approfondire un tema complesso come quello della convivenza ma di certo non ha fatto una buona pubblicità al Trentino e alla Giunta leghista che lo governa.

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