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Ordinanza di Fugatti per i bidoni anti-orso sulla Paganella, meglio tardi che mai ma è solo un primo piccolo passo per la convivenza

Il provvedimento, ovviamente, non basta, perché non è solo l'organico ad attirare gli animali essendoci odori di cibo e rimasugli di liquidi e pietanze anche negli altri tipi di rifiuti. Inoltre deve riguardare anche altri comuni ed andava fatto prima per evitare che gli orsi si avvicinassero in questo periodo dell'anno e si abituassero a frequentare le aree antropizzate. Purtroppo, però, pare che questa amministrazione sia poco interessata ad affrontare il tema della convivenza ma preferisca arrivare al ''problema'' per tamponarlo con interventi a spot. Si spera questo sia un primo, piccolo, passo nella giusta direzione

Di Luca Pianesi - 18 June 2021 - 13:47

TRENTO. Meglio tardi che mai: alla fine anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, si è convinto che qualcosa si debba fare per aiutare le comunità montane e i plantigradi ad evitare di entrare in conflitto ed ha firmato in queste ore un’ordinanza per la collocazione urgente di campane metalliche anti-orso.

 

Il provvedimento riguarda i bidoni della raccolta della frazione organica del rifiuto solido urbano e i Comuni di Cavedago, Fai della Paganella, Andalo e Molveno. Un piccolo, minuscolo, passo per evitare che gli orsi si avvicinino ai centri abitati certi di trovare del cibo a facile portata e sempre nello stesso luogo. Un piccolo, minuscolo, passo per dare più sicurezza agli abitanti di queste zone che troppe volte si sono ritrovati i plantigradi sotto casa proprio attirati dai rifiuti.

 

 

 

Il provvedimento che va esteso anche ad altri comuni (qui sopra il caso di due settimane fa avvenuto a Vigo di Ton per esempio), ovviamente, non basta, perché non è solo l'organico ad attirare gli animali essendoci odori di cibo e rimasugli di liquidi e pietanze anche negli altri tipi di rifiuti, quindi la speranza è che la stessa cosa venga fatta con tutti i bidoni della spazzatura. era un'ovvio provvedimento da prendere in inverno per evitare che gli orsi si avvicinassero in questo periodo dell'anno e si abituassero a frequentare le aree antropizzate.

 

Purtroppo, però, pare che questa amministrazione sia poco interessata ad affrontare il tema della convivenza tra uomo e animale ma preferisca arrivare al ''problema'' per poi tamponarlo con interventi a spot (si pensi alle catture) che nulla hanno di strutturale. La speranza è che sia solo, come detto, un piccolo, minuscolo passo, verso la direzione della prevenzione. 

 

Nel provvedimento si dispone che l’Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale-Asia provveda nel più breve tempo possibile, nei Comuni indicati, coinvolgendo le amministrazioni locali e il Servizio faunistico provinciale, alla sostituzione di tutti i cassonetti per l’organico da 120 litri con le grandi campane metalliche da oltre 3000 litri di capienza, risultanti molto più efficienti in funzione di incursioni anti orso. Un’azione che rientra nell’ambito del proprio programma di sostituzione già in atto nei territori di competenza.
 

''L’ordinanza - scrive la Provincia - tiene in considerazione il fatto che tra maggio e giugno 2021 si sono registrati nuovamente (dopo le incursioni operate dall’orso denominato M57 nel 2020, poi rimosso) diversi episodi problematici di frequentazione dei centri abitati da parte di orsi attratti in loco dalla disponibilità di rifiuti, da attribuirsi in particolare, ma non in via esclusiva, all’esemplare di orso M62. Viene inoltre considerato che è probabile che nel territorio in questione si verifichino ulteriori prossime incursioni di plantigradi ai cassonetti dei rifiuti posti negli abitati e che nel periodo estivo i comuni di Cavedago, Andalo, Molveno e Fai della Paganella vanno incontro a una massiccia presenza turistica, pernottante o di giornata, e che ciò pone non poche difficoltà oggettive nel mantenere i rifiuti fuori dalla portata degli orsi''.

 

Va chiarito che non c'è niente di problematico in un orso (o in un qualsiasi altro tipo di animale) che esce dal bosco perché vengono lasciati sulla strada bidoni pieni di cibo (per noi rifiuti per loro succulenti manicaretti). Problematiche, semmai, sono le amministrazioni che ancora, dopo anni di evidenze, non si sono adoperate per risolvere questa semplice questione, prima causa di avvicinamento dei selvatici ai centri abitati. 

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