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Salvini si ''converte'' all'amore per l'orso del Trentino: dalla Lega che diceva ''basta'' e annunciava referendum ai cuoricini del leader

Dalle urla sotto i gazebo alle promesse da ''ghe pensi mi quando vinciamo'' ne è passata di acqua sotto i ponti. Da quando Fugatti e la Lega sono al governo l'azione più eclatante è stata farsi scappare due volte M49 dal Casteller, i danni da orso sono aumentati, gli esemplari pure e ora da Salvini arriva anche un atto di amore per ''questa bella coppia'' ripresa in Val Rendena

Di Luca Pianesi - 17 settembre 2021 - 18:37

TRENTO. Alla fine si è ''convertito'' anche il leader maximo, Matteo Salvini. ''Cercatori di funghi un po’ particolari - ha scritto sulla sua pagina Facebook mostrando un video pubblicato anche da il Dolomiti - ripresi pochi giorni fa vicino ad alcune malghe in Val Rendena, sopra Caderzone e Pinzolo. Buonanotte da questa bella coppia'', con tanto di cuoricino rosso. Insomma gli orsi per il segretario della Lega rappresentano quello che effettivamente sono per il Trentino: un straordinario spot positivo dall'altissimo valore promozionale in quanto simboli di una natura in qualche modo autentica, incontaminata, vera e di una biodiversità che dovrebbe essere ''marchio di fabbrica'' della Provincia di Trento.

 

 

E invece era proprio la Lega di Fugatti ad annunciare qualche anno fa banchetti a base di carne di orso, come accaduto a Imer nel 2011, a gridare nei gazebo ''basta grandi carnivori'' e ''giù le mani dai nostri pascoli'', a soffiare sul fuoco dello scontro tra gli allevatori e quella politica che stava cercando di gestire il progetto Life Ursus risorsa indiscutibile per il territorio ma con delle ovvie, problematiche, da affrontare e superare. Era la Lega dei referendum che non si possono fare, del ''ghe pensi mi una volta che vinciamo'' e i cui rappresentanti un giorno sì e l'altro pure caricavano sui social immagini di carcasse di animali selvatici predati nei boschi o di animali domestici lasciati senza difese dai loro pastori, con annesse scritte allarmistiche e terrorizzanti, quando si trattava del normale ciclo della natura. 

 

E' quella stessa Lega che, una volta eletta, si è resa conto che la realtà è ben diversa da quel che si urla sotto un gazebo. Con la gestione Fugatti nulla è cambiato, anzi le cose sono peggiorate: gli orsi e i lupi sono cresciuti di numero, i danni ad allevatori e agricoltori sono leggermente aumentati toccando nei suoi due anni di governo passati (2019 e 2020) il record di spesa per gli orsi. Nel 2020 il totale (tra tutti i grandi carnivori) è stato comunque di poco superiore a 200.000 euro, una cifra che a un ente pubblico non spende nemmeno per rifare un marciapiede (a titolo di esempio a Sardagna, nel 2019, 340 metri di marciapiede sono costati circa 390mila euro). 

 


 

Pochissimo si è fatto per la prevenzione, l'informazione è stata quasi azzerata (con l'assessora Zanotelli che solo in rare occasioni si è confrontata con le popolazioni che gravitano nelle aree di pertinenza con questi animali) e anche gli incontri-scontri tra orsi ed esseri umani si sono registrati, sporadici e rarissimi, come negli anni precedenti e con conseguenze, per i plantigradi, in alcuni casi considerate ai limiti del maltrattamento con la cattura e la prigionia nel Casteller.

 

Come se non bastasse, poi, c'è stata l'incredibile vicenda di M49 scappato due volte dal centro di detenzione cui Fugatti lo aveva costretto, con figuraccia internazionale del presidente leghista e della sua giunta e affossamento immediato della loro lotta senza quartiere ai grandi carnivori. Negli ultimi mesi, poi, le cose sono cambiate e anche negli atti di legge passati in consiglio si è tornati a leggere parole quali ''convivenza'' e ''gestione''. Oggi il timbro del leader Salvini pare il definitivo ''sotterramento'' di un'ascia di guerra molto agitata, in passato, ma poco utilizzata (se non, appunto, con degli atti poco onorevoli per il genere umano quali la cattura e la reclusione in stile ''zoo'' tardo Ottocento). Il cuoricino finale è tutto un programma: un programma elettorale ovviamente perché alla fine, purtroppo, tutto si riduce a quello: minacce e bacioni sempre e solo per un pugno di voti.

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