M57 trasferito in una “fattoria per orsi”, Coppola: “In Ungheria sarà sfruttato come animale da baraccone”
Ecco la “Fattoria degli Orsi” la struttura scelta dalla Pat per il trasferimento di M57. Coppola: “La Provincia ha preferito liberarsi dei due orsi mandandoli in uno zoo, negando loro la dignità di animali che devono essere protetti e tutelati”

TRENTO. “Benvenuti alla Fattoria degli Orsi a Veresegyház, un posto unico nell’Europa centrale”, è questa la descrizione che si trova sul sito della struttura che ospiterà M57, l’orso trentino recentemente trasferito in Ungheria. Quello che è noto anche come “santuario degli orsi” altro non è che una struttura recintata dove diversi esemplari convivono all’interno dello stesso spazio, situato poco a nord di Budapest.
Qui i visitatori, che pagando un surplus possono dare un cucchiaio di miele agli orsi, hanno la possibilità di vedere lupi, procioni e coati. Il numero di specie, spiegano i gestori, cambia sempre perché la struttura accetta animali tutto il Paese da altri zoo e anche dall’estero. All’interno dell’area, si legge sempre sul sito della Fattoria degli Orsi, ci sono 12 grotte, 2 laghetti che forniscono acqua fresca per bere, pescare e giocare, e una parte boschiva con alberi per arrampicarsi, nascondersi e riposare.
Il trasferimento di M57 viene duramente contestato dalle associazioni animaliste e da alcuni consiglieri dell’opposizione, fra cui Lucia Coppola: “La Provincia ha preferito liberarsi dei due orsi mandandoli in uno zoo, dove saranno sfruttati come animali da baraccone, negando loro la dignità di animali che devono essere protetti e tutelati”.
Dal canto suo la Provincia di Trento ci tiene a precisare che “l’idoneità dell’area ungherese è stata verificata preventivamente dalle autorità Cites ungheresi e italiane”. Di certo la nuova casa di M57 è destinata a far discutere, con il trasferimento di questo plantigrado M49-Papillon rimane l’unico esemplare rinchiuso all’interno dell’area faunistica del Casteller.













