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Orsi e lupi alla Protezione civile (e a Fugatti). Rossi: ''Dirigenti esposti al pubblico ludibrio per responsabilità politiche''. Ghezzi: ''La Giunta non dice la verità''

La vicenda è legata alle fughe di M49 dal Casteller. Ghezzi: "Un ennesimo teatrino della Giunta provinciale che non dice tutta la verità". La delibera approvata in commissione con i voti della maggioranza e 4 ''No'' delle minoranze

Di Luca Andreazza - 15 settembre 2020 - 12:49

TRENTO. "Un ennesimo teatrino della Giunta provinciale che non dice tutta la verità", queste le parole di Paolo Ghezzi, consigliere provinciale in quota Futura, al termine della prima commissione, mentre l'ex governatore Ugo Rossi aggiunge: "Questa delibera è la ciliegina sulla torta di una gestione disastrosa in materia grandi carnivori e mirata solo al consenso. Gestione che ha esposto i dirigenti al pubblico ludibrio per responsabilità che sono politiche: dimostra la totale incompetenza di chi si sta occupando di orsi e lupi". Il tema è quello del provvedimento che trasferisce a Raffaele De Col, protezione civile, le competenze sui grandi carnivori fino a qualche mese fa in mano a Romano Masè (Qui articolo).

 

La vicenda è piuttosto nota e legata alle fughe di M49 dal Casteller. Nonostante fosse chiara l'assenza di colpe per i fallimenti politici della Provincia nella gestione di orsi e lupi, il dirigente del Servizio foreste e fauna aveva pagato per tutti con le dimissioni: "'Una decisione irrevocabile e ferma. È sicuramente una scelta difficile che va anzitutto rispettata", aveva commentato il presidente Maurizio Fugatti (Qui articolo).

 

A un mese di distanza, c'è poi stata l'aggressione di M57 sulla Paganella: assente l'assessora Giulia Zanotelli, interventi affidati al governatore e al dimissionario Masè a riferire degli eventi. E la sensazione di una Provincia a trazione leghista in materia grandi carnivori se non allo sbandoquantomeno in fortefortissima difficoltà (Qui articolo).

 

Successivamente un altro cambio di direzione: Masè resta tra i professionisti più apprezzati in materia, evidentemente difficile prevedere una completa sostituzione sarebbe stato difficile e così ecco una specie di rimpasto di competenze: la gestione orso e lupo che passa a De Col e alla Protezione civile (la competenza da è assessore è in capo a Fugatti che in questo modo prende sempre più in capo a sé stesso la materia, che di fatto sta già gestendo nel vuoto assoluto anche solo di presenza dell'assessora Zanotelli), mentre a le altre tematiche, legate alle foreste, continuano a rimanere di competenza dell'assessorato all'agricoltura, foreste, caccia e pesca con il dirigente dimissionario.

 

Passaggio di ruoli che però non sembra così chiaro. "Non si capisce la ratio di questo provvedimento - evidenzia Ghezzi - che non può ridursi alle persone o alla vicenda di M49. Il vice presidente Mario Tonina alla domanda sul perché di questa decisione, prima ha risposto che a Masè è stata confermata la fiducia. Poi senza mai motivare tecnicamente o politicamente la decisione, si è arrampicato sugli specchi e ha annunciato che Fugatti rivedrà le competenze dei due dirigenti generali, riaggiustando le relative funzioni. A quindi aggiunto che con l'orso e con il lupo non si può andare avanti così". 

 

Duro il Patt. "Ho votato contro questo provvedimento non per sfiducia nei nuovi incaricati ma perché questa decisione dimostra l’inadeguatezza della gestione politica di questo governo provinciale. Questa  riorganizzazione - commenta Rossi - è figlia di un modo di gestire le competenze dell’Autonomia basato sulla pura ricerca di consenso mediatico, come dimostrano le ordinanze emesse tutte cassate dal Tar".

 

L'ex governatore ripercorre le tappe nella gestione di orsi e lupi. "Una decisione - prosegue l'ex governatore - figlia di un modo di agire che viene da lontano, quello cioè in cui si sbeffeggiava la struttura tecnica della Provincia, quali Masè e suoi funzionari, gridando in Aula che raccontavano frottole e barzellette sui grandi carnivori. Oggi dopo aver utilizzato le competenze di questa struttura tecnica, la si scarica nei fatti".

 

La delibera, che assegna le competenze di agricoltura, foreste e difesa nel suolo al Dipartimento della Protezione civile a partire dall'1 ottobre, ha ricevuto il "" compatto della maggioranza e 4 "No" delle minoranze. Una data, ha precisato inoltre il vice presidente dell'esecutivo, che potrà essere anticipata.

 

A quel punto Tonina ha ricordato che le dimissioni del dirigente generale sono state respinte dalla Giunta, che ha così confermato la fiducia per il lavoro svolto alle dipendenze della Pat. "Tant’è vero - aggiunge - che sono state riviste le competenze, ma è rimasto a capo del dipartimento agricoltura. Sono solo state in parte riviste le competenze". 

"E' grave che Fugatti non usi le competenze dell’Autonomia: la legge provinciale è stata dimenticata e messa in un cassetto. Questo a causa di incompetenza e mancanza di coraggio, il presidente si appella sempre a decisioni altrui. Giusto collaborare con lo Stato - aggiunge Rossi - ma la norma che prevede la possibilità per la Provincia di applicare direttamente la direttiva europea e anche le deroghe. Invece di limitarsi ai comizi e a rimandare la palla a Roma, deve assumersi la responsabilità. Esprimo infine solidarietà e vicinanza a Masè".

 

Nel dibattito sono intervenuti anche Movimento 5 stelle e Partito democratico. "Le fughe dell’orso sono un vero e proprio carosello. Questa scelta è illogica - dice Alex Marini - si affida a un dipartimento che nulla ha a che fare con la gestione di questo tipo di fauna. Non c’è, inoltre, un disegno e non c’è un rapporto chiaro con lo Stato che, peraltro, ha dimostrato limiti evidenti su questo problema", mentre Giorgio Tonini prosegue: "Non si capiscono le ragioni di questa riorganizzazione e non si comprende come la gestione dei grandi carnivori potrà migliorare. La norma è chiara e la Corte Costituzionale ha riconosciuto alla Pat un’autonomia quasi di livello statuale".

 

E se da Vanessa Masè (La Civica), presidente della prima commissione, è arrivato l’appoggio totale alle scelte della Giunta ("Ha dimostrato di saper affrontare il problema con equilibrio"), c'è l'intervento di Ghezzi: "I rapporti col ministro non sono certo stati favorevoli alla soluzione dei problemi. Del resto anche nello Stato c’è chi ammette che i problemi sono gravi e vanno affrontati. Ma va trovata una soluzione condivisa altrimenti il progetto morirà da solo, mentre il rischio di un abbandono dell’agricoltura di montagna è evidente. Non si può che votare contro questa delibera per palese opacità e carenza di motivazione. Una Giunta che non rispetta le minoranze e non riesce mai a dire tutta la verità. Né sul lupo, né sull'orso, né sui suoi dirigenti", conclude il consigliere di Futura.

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