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| 16 mag 2023 | 16:06

''Indecente strumentalizzazione dalla politica dell'Alto Adige sui grandi carnivori'', la Lav dopo la conferma che non è stato l'orso a danneggiare l'auto

A intervenire la Lav dopo che le analisi hanno confermato che non è stato un orso a danneggiare l'auto: "La riduzione dell’orso a mero spauracchio per intimorire e confondere la popolazione rasenta il ridicolo e non è più accettabile, mentre emergono chiarissime le gravi responsabilità del mondo politico"

Indecente strumentalizzazione dalla politica dell'Alto Adige sui grandi carnivori''

BOLZANO. "Un'indecente strumentalizzazione dalla politica che vuole seguire la Provincia di Trento sugli orsi e lupi". A dirlo la Lav - Lega Anti vivisezione sul caso del presunto danneggiamento da parte di un plantigrado di un'auto in Alto Adige mentre in queste ore le analisi hanno escluso l'episodio sia opera di un orso. "Sfruttano le legittime preoccupazioni dei cittadini, senza però aver fatto ciò che è stato firmato nel Pacobace per informazione e prevenzione".

 

Aveva destato scalpore e preoccupazione fotografia di un’automobile a Fiè allo Sciliar che, venne detto, era stata danneggiata da un orso. Gli uffici caccia pesca della Provincia di Bolzano hanno confermato che non si è trattato di un plantigrado. A stabilirlo le analisi genetiche condotte dalla Fondazione Mach su alcuni campioni di pelo prelevati dalla forestale (Qui articolo). 

 

"In quell’occasione - prosegue la Lav - il sindaco di Fiè e alcuni consiglieri provinciali, pur in assenza di qualsiasi prova, avevano colto l’occasione per lanciarsi in sproloqui gratuiti contro la presenza dell’orso, ovviamente sempre portando argomentazioni fondate su presupposti ideologici in odore di campagna elettorale per le prossime elezioni provinciali che si terranno a ottobre. Ma come affermato dalla stessa Provincia di Bolzano, le analisi del Dna hanno smentito la sbrigativa, gratuita incriminazione di un plantigrado per il danneggiamento dell'auto parcheggiata al maso Oberberglerhof a Novale di Fiè, avvenuto la scorsa settimana".  

La notizia ha fatto il giro dei media e in poche ore ha provocato il più classico degli effetti psicosi con reazioni politiche e allarmi nella zona.

 

"Un vero e proprio caso di allarme sociale generato ad arte da una politica incapace di favorire la convivenza pacifica con gli orsi - aggiunge l'associazione animalista - disinteressandosi di qualunque ricostruzione fattuale delle vicende prese in considerazione e che non ha attuato gli impegni presi con la firma dell’accordo Pacobace per la gestione degli orsi sull’arco alpino. Questo dimostra l’inesistenza di un’emergenza orsi, ma corrobora la tesi sostenuta da Lav: le istituzioni sono ostinatamente in cerca di un capro espiatorio per discolparsi della pressoché assoluta inesistenza di iniziative per educare e informare le comunità da loro amministrate. Non garantiscono così ai propri cittadini e ai turisti una convivenza sicura e tranquilla con i plantigradi".

 

Non erano mancati anche i dubbi sul fatto che i danneggiamenti fossero riconducibili a qualche plantigrado. "Penso sia stato un cane o più cani non è possibile sia stato un orso. Avevamo la stalla aperta con dentro le mucche e nessuno ha sentito niente, né i miei genitori né mio fratello", aveva dichiarato uno dei figli del proprietario di maso Oberberglerhof di Novale di Fiè ai microfoni di Alto Adige Tv (Qui articolo).

 

"Cosa avremmo letto se un orso si fosse effettivamente introdotto in quella stalla? Cosa si sarebbe inventato il sindaco di Fiè e i suoi consiglieri provinciali pur di attrarre consensi elettorali? Lasciare serenamente una stalla aperta in un ambiente popolato anche da un solo orso è l’ennesima riprova della totale, ed estremamente pericolosa, ignoranza in cui sono lasciati gli abitanti dalle autorità che invece hanno il dovere di attuare ogni misura preposta ad assicurare l’incolumità dei propri cittadini, in primis educandoli a evitare tutti i comportamenti che possono attrarre un orso vicino agli insediamenti umani, custodendo per esempio gli animali allevati all’interno di strutture a prova di orso". 

 

Prevenzione, informazione e formazione sono le direttrici indicate dall'associazione animalista. "La riduzione dell’orso a mero spauracchio per intimorire e confondere la popolazione rasenta il ridicolo e non è più accettabile, mentre emergono chiarissime le gravi responsabilità del mondo politico che non è ancora in grado di educare i cittadini perché adottino comportamenti adeguati nelle zone di presenza dell’orso. Si legge infatti che la stalla adiacente alla zona dov’era parcheggiata l’auto danneggiata, era stata lasciata aperta, creando così una situazione ottimale per attrarre eventuali orsi presenti in zona. Solo la corretta informazione dei cittadini che vivono in zone frequentate dagli orsi può prevenire eventuali incidenti sono i comportamenti umani a determinare le reazioni degli orsi, ma è evidente che è compito della politica trasmettere tali informazioni nel rispetto del rigore scientifico, evitando speculazioni elettorali", conclude la Lav.

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