"Inopportuno e sconveniente", Dallapiccola sull'auto blu a Soini: "E' stata comprata e girerà con i soldi dei contribuenti"
Ripristino dell'auto blu per il Consiglio provinciale, CasaAutonomia prende le distanze "da una scelta legittima ma politicamente inopportuna"

TRENTO. "Scelta legittima ma politicamente inopportuna". Queste le parole di Michele Dallapiccola. Il segretario politico di Casa Autonomia interviene dopo la decisione di Claudio Soini di ripristinare l'auto di servizio per il presidente del Consiglio provinciale. "Questa maggioranza pratica il populismo come stile di comunicazione e, peggio, di amministrazione. In più di un'occasione ha poi utilizzato la mistificazione dei contenuti per indurre gli elettori a una comprensione distorta degli atti. Un esempio è l’impostazione usata per promuovere la modifica della legge 9/18. È stato raccontato che grazie alla legge 'ammazza orsi' da poco approvata, d'ora in poi si potranno abbattere 8 orsi all'anno. In realtà la possibilità di farlo esisteva anche prima, M90 è stato recentemente abbattuto con la legge precedente. La modifica ha soltanto introdotto un, tutto teorico, limite massimo".
A ogni modo nelle scorse ore è stata approvata la "prova di selezione per esami riservata ai dipendenti del Consiglio della Provincia autonoma di Trento della categoria B, livello base, per la copertura della figura professionale di autista di rappresentanza, mediante mutamento di figura professionale ai sensi dell’articolo 4 dell’ordinamento professionale di data 20 aprile 2007" (Qui articolo).
Nella votazione in sede di ufficio di presidenza Paola Demagri (consigliera provinciale di Casa Autonomia e componente dell'Ufficio di presidenza del Consiglio provinciale) si è astenuta motivata dal non voler partecipare alla riattivazione di un servizio interno che era stato sospeso.
"Lo stile di questa maggioranza pervade organi che per ruolo istituzionale dovrebbero procedere super partes e con un’eleganza politica tutta propria", aggiunge Dallapiccola. "Invece, per avvicinarsi di più al popolo che lo ha eletto (e non) il presidente del Consiglio provinciale, ripristina un gadget che per un amministratore non è mai di poco conto: l’auto blu. La racconta bene, cerca di metterci impegno e stile. Salvo utilizzare gli organi di stampa istituzionali per cercare di giustificare una scelta tutta politica e in questo di stile invece non ce n’è affatto".
Il presidente del Consiglio provinciale è intervenuto, con una nota, per spiegare che "non si tratta di un'auto blu, comunemente intesa, ma dell'utilizzo di un mezzo appartenente al parco macchine della Provincia. Per ciò che riguarda l'autista non si tratta di una nuova assunzione ma dell'ampliamento, tramite selezione, dei compiti di personale già in servizio. Inoltre, la scelta è stata fatta in base a una valutazione di economicità rispetto al noleggio e al rimborso chilometrico per l'uso dell'auto privata. Si è puntato a ottimizzare le risorse necessarie per portare capillarmente la presenza dell'Assemblea legislativa sul territorio" (Qui articolo).
"Tutta questa vicenda sembrerebbe perfino reggere non fosse per un particolare", prosegue Dallapiccola. "Si racconta che il tutto è a costo zero. Ma per chi? Forse per l’ente Consiglio provinciale, non certo per i cittadini. L’auto che dice verrà utilizzata è comunque un veicolo in forza alla Provincia. Dunque è stata comprata e girerà con i soldi dei contribuenti". E spostarsi con il mezzo privato? "Sono previsti gli strumenti dei rimborsi chilometrici, documentati che mettono in chiara evidenza spese, luoghi visitati e attività svolta. Invece, questi elementi, non avranno mai un’evidenza così facilmente individuabile se praticati attraverso l'utilizzo di una auto blu. Un po' come succede in Consiglio o in Giunta regionale. Dove berline e autisti sono a disposizione come ai tempi della Regione. Anni in cui si faceva anche attività di rapporto amministrativo sul territorio e non certo prevalentemente di rappresentanza come invece accade oggi".
A intervenire era stato anche l'ex presidente del Consiglio provinciale, che nella scorsa legislatura aveva rinunciato all'auto di servizio e aveva spiegato che erano stati "risparmiati 12 milioni, risorse lasciate in capo alla Giunta provinciale e utilizzate a favore di politiche per i cittadini: la politica deve dare segnali", le parole di Walter Kaswalder.
"Osservo che per portare il saluto del tal Consiglio regionale o provinciale che sia uno non va certo a far tanta fatica da dover ricorrere a macchina e autista. Non a caso il presidente del Consiglio provinciale di prima dell’auto blu faceva a meno. E’ sicuramente legittimo farlo e l'autorità che decide ha il pieno sostegno della legge vigente. Dal punto di vista politico troviamo questa decisione estremamente inopportuna e sconveniente", conclude Dallapiccola.














