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“I servizi dell’ospedale di Malcesine restino pubblici”: 185 chilometri a piedi per consegnare a Zaia 4000 firme

Nemmeno la pioggia è riuscita a fermare il comitato e le forze politiche che lo scorso giovedì sono partite a piedi e percorreranno la distanza che separa Malcesine da Venezia per incontrare il presidente della regione Veneto e consegnargli le firme contro il depotenziamento della struttura 

Di Tiziano Grottolo - 26 October 2019 - 17:38

MALCESINE. Dopo il corteo di barche e i voli con il parapendio non si arresta la mobilitazione per chiedere che l’ospedale di Malcesine non venga ulteriormente depotenziato e che vengano ripristinati i servizi chiusi fino ad oggi.

 

La storia si ripete e colpisce trasversalmente tutta la penisola, da nord a sud, molto spesso infatti le strutture sanitarie medie e piccole vengono fortemente depotenziate, e talvolta chiusi del tutto, a vantaggio di strutture più grandi, concentrate nelle città maggiori, ma anche molto più distanti dai cittadini.

 

In questo senso l’ospedale di Malcesine non fa eccezione e nonostante sia uno dei punti di riferimento per i vari comuni veneti che si affacciano sul lago accogliendo, oltre i residenti, centinaia di turisti negli ultimi anni ha subito un inesorabile declino.

 

Nel 2016 venne chiuso il reparto di ortopedia, fiore all’occhiello della struttura, mentre nel febbraio di quest'anno sono stati momentaneamente sospesi 20 posti letto per mancanza di personale. Infine si parla dell’esternalizzazione del servizio di urgenza ed emergenza territoriale.

 

“Con l’esternalizzazione del servizio che riguarda le ambulanze e il punto di primo intervento – spiega Aurora Floridia consigliera comunale di Malcesine, eletta nella lista Vivere Malcesine – ci troviamo di fronte a un bivio”. Il comitato e le forze politiche che si battono per il mantenimento del presidio sanitario temono che questa sia solo l’anticamera prima della chiusura definitiva dell’ospedale.

 

Tutto ciò non è comunque servito a scoraggiare queste persone che hanno lanciato una petizione che in pochi mesi ha raccolto 4000 sottoscrizioni che adesso il comitato vuole consegnare direttamente nelle mani del presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

 

Per farlo però ha scelto un metodo originale: percorrere a piedi l’intera distanza che separa Malcesine da Venezia, dove si trova la sede del Consiglio regionale, 185 chilometri suddivisi in otto tappe. Giusto in tempo per prendere parte al consiglio regionale previsto per 4 novembre.

 

 

Così una cinquantina di persone, con una folta rappresentanza di consiglieri comunali e personale sanitario impiegato nella struttura di Malcesine, giovedì scorso si sono incamminate per la prima tappa di questo lungo viaggio che da Malcesine è arrivata fino a Garda.

 

Di qui, il giorno seguente, si è partiti alla volta di Bussolengo mentre quest’oggi i manifestanti sono ripartiti verso San Martino Buon Albergo. Stamane però hanno ricevuto una sorpresa, il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi si è presentato in segno di solidarietà e per manifestare la vicinanza della sua amministrazione all’iniziativa, infatti anche la struttura sanitaria del suo comune soffre gli stessi problemi.

 

Chiunque può unirsi a una o più tappe della camminata che toccherà alcuni punti nevralgici della sanità pubblica veneta in serie difficoltà a seguito delle scelte politiche degli ultimi venti anni, che hanno modificato lo scenario della sanità regionale” fanno sapere dal comitato.

 

“Vogliamo consegnare personalmente al Presidente della Regione Zaia e al suo consiglio le quasi quattromila firme raccolte sul territorio gardesano – afferma Florida – affinché vengano mantenuti pubblici il servizio dell’ambulanza e il punto di primo intervento dell’Ospedale, ma anche affinché l’Ospedale stesso abbia il giusto rilancio che merita, visto il vasto e difficile territorio dell’Alto Garda, in cui ogni anno si registrano milioni di presenze turistiche”.

 

Nel frattempo Pietro Girardi, direttore generale dell’Ulss, ha annunciato che presto arriverà nuovo personale, tre operatori sanitari avrebbero infatti accettato di trasferirsi a Malcesine. A stretto giro si terranno anche una serie di incontri fra Ulss, dipendenti e amministratori per cercare le soluzioni migliori per la struttura altogardesana.

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