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| 22 feb 2023 | 18:08

Sit-in di protesta all’ospedale di Arco contro la “riorganizzazione” della psichiatria. Degasperi: “Così si aggrava una situazione già in affanno per la carenza di personale”

Nel motivare la loro contrarietà alla riorganizzazione, Onda e gli altri promotori della manifestazione ritengono quanto meno necessario un confronto con il territorio, Degasperi: “La soluzione scelta da Segnana non è per nulla adeguata alla gravità di questi pazienti, che richiedono invece il supporto della struttura ospedaliera”

Sit-in di protesta all’ospedale di Arco contro la “riorganizzazione” della psichiatria
di Tiziano Grottolo

ARCO. Stamane fuori dall’ospedale di Arco è andato in scena un sit-in per protestare contro la “riorganizzazione” del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, voluta dall’assessora alla Salute Stefania Segnana. Più nel dettaglio la riorganizzazione voluta dalla Provincia punta ad avere 16 posti letto a Trento, 16 a Borgo Valsugana, 4 a Cles e 7 (dedicati agli adolescenti) più 8 ad Arco per un totale di 51 posti letto dedicati ai pazienti acuti.  

 

La decisione però non piace a tutti, inoltre va precisato che per quanto riguarda la chiusura della psichiatria residenziale del Padiglione Pandolfi dell’ex ospedale di Pergine Valsugana il servizio è stato trasferito in capo ai privati a cui è stato assegnato un budget da 700mila euro.

 

Al sit-in hanno partecipato anche alcuni volti noti della politica, fra cui il consigliere provinciale Filippo Degasperi, la sindaca di Drena Giovanna Chiarani, l’ex candidata sindaca di Rovereto Gloria Canestrini, Gabriele Galli e Alvaro Tavernini rispettivamente consiglieri comunali di Rovereto e Dro e le consigliere comunali arcensi (di opposizione) Chiara Parisi e Arianna Fiorio. Alla manifestazione erano presenti pure lo psichiatra Felice Ficco e l’ex presidente Apss Riva del Garda Lucio Matteotti.

 

La decisione della Provincia sarebbe motivata dalla volontà di sperimentare una “più moderna forma di cura” che, come già anticipato, prevede il trasferimento dei pazienti ospedalieri nel centro medico delle Palme che metterà a disposizione due strutture dedicate. “È evidente – attacca Degasperi – che la decisione aggrava una situazione già in affanno per la carenza di personale e non è per nulla adeguata alla gravità di questi pazienti, che richiedono invece il supporto della struttura ospedaliera. Inoltre si creano condizioni di promiscuità tra problematiche che al contrario meriterebbero seri trattamenti specifici”.

 

Nel motivare la loro contrarietà alla riorganizzazione, Onda e gli altri promotori della manifestazione ritengono quanto meno necessario un confronto con il territorio, oltre all’impegno per fare tutto il possibile per garantire sicurezza e margini di cura a questi pazienti che versano in condizioni di estrema fragilità. “Sarebbe utile promuovere perlomeno una fase transitoria e un serio progetto di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento per gli adolescenti – conclude Degasperi – così come richiesto anche dal Presidente della Fondazione città di Arco”.

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