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| 01 mar 2023 | 16:52

“Riorganizzazione” della psichiatria, il servizio sarà “esternalizzato”. Degasperi: “Le persone non sono pacchi da spostare a piacimento”

Degasperi contro la “riorganizzazione” della psichiatria: “Ancora una volta si è deciso di affidare ai privati un servizio che era svolto dal pubblico”. La replica di Segnana: “Le tempistiche per la concretizzazione di queste decisioni sono state compresse per via delle scadenze imposte dai finanziamenti delle progettualità previste dal Pnrr”

“Riorganizzazione” della psichiatria, il servizio sarà “esternalizzato”
di Tiziano Grottolo

PERGINE VALSUGANA. Da tempo si sono accesi i riflettori sul Servizio psichiatrico, lo stesso che la Provincia ha deciso di “riorganizzare”. Nei giorni scorsi si è tenuto anche un sit-in per protestare contro la riorganizzazione in corso ad Arco ma che ha recentemente interessato anche le strutture di Pergine-Valsugana. Alla manifestazione era presente anche il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, che sullo stesso tema ha depositato anche un’interrogazione.

 

“L’iniziativa – precisa l’assessora alla Salute Stefania Segnana – rientra in un progetto di ripensamento complessivo dell’offerta del circuito estensivo, al quale afferisce la Comunità I Larici’, l’unica gestita direttamente da Apss, che accoglie oggi 10 pazienti”. I restanti pazienti del polo estensivo (36 su un totale di 46) sono in parte ospiti delle strutture gestite dai Camilliani (Maso San Pietro e Maso Tre Castagni, 30 pazienti) e in parte sono ospiti della struttura gestita dalla Cooperativa Codess (Villa San Pietro di Arco 6 pazienti).

 

La Commissione per la residenzialità estensiva ha presentato un progetto per una diversa sistemazione di 10 ospiti presenti nel circuito estensivo da molti anni (dai 5 ai 35 anni) e con profili non compatibili per l’inserimento in Rsa, con l’ipotesi di un trasferimento in due piccoli nuclei di coabitazione. L’obiettivo sarebbe quello di offrire a questi pazienti una qualità di vita più consona alle loro esigenze, a bassa soglia di stimolazione e con convivenze quanto più possibile assimilabili alla dimensione “casa”. Inoltre per evitare operazioni “traumatiche” si è scelto di affidarne la gestione a un privato sociale accreditato.

 

Secondo l’assessora dunque non ci sarebbe stata nessuna chiusura ma una “semplicemente la trasformazione di posti letto presenti in Comunità di medie dimensioni in posti letto inseriti in gruppi famiglia di piccola dimensione, dove realizzare nuclei di cohousing accompagnato. La scelta di ‘esternalizzare’ il servizio è stata presa in ragione della minore intensità di presidio richiesto per la tipologia di utenza alla luce del nuovo modello organizzativo”.

 

Dal canto suo Degasperi sottolinea che tutto ciò non va nell’interesse degli ospiti: “Le persone non sono pacchi, inoltre ancora una volta si è deciso di affidare ai privati un servizio che era svolto dal pubblico”. Rispetto al destino futuro dei dodici attuali operatori dei Larici dovrebbero essere ricollocati ma non si sa ancora dove. Per il momento gli stessi avranno il compito prioritario di “accompagnare” il passaggio dei pazienti coinvolti negli spostamenti necessari per dare attuazione delle due nuove case famiglia.

 

“Le tempistiche per la concretizzazione di queste decisioni sono state compresse per via delle scadenze imposte dai finanziamenti delle progettualità previste dal Pnrr – spiega Segnana – che coinvolgono anche gli spazi attualmente occupati dalla struttura dei Larici e che devono essere resi disponibili in tempi stretti”.

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