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| 11 gen 2023 | 11:09

Apss cede ai privati un servizio che vale 700.000 euro, sanitari trasferiti in altre strutture. Degasperi: “Il pubblico smantellato un pezzo alla volta”

L’Apss smobilita la psichiatria residenziale del Padiglione Pandolfi dell’ex ospedale di Pergine Valsugana per far posto alla Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Degasperi: “Si smantella con l’unica ragione di assegnare dei soldi ai privati per un servizio che era già coperto dall’Apss”

Apss cede ai privati un servizio che vale 700.000 euro, sanitari trasferiti in altre strutture
di Tiziano Grottolo

PERGINE VALSUGANA. “Servizio residenziale per persone psichiatriche per l’Alta Valsugana, nuovo soggetto gestore cercasi” si apre così il comunicato della Provincia per trovare una struttura (privata) in grado di gestire i pazienti attualmente ospitati nella psichiatria residenziale che si trova nel Padiglione Pandolfi dell’ex ospedale di Pergine Valsugana.

 

Nei giorni scorsi infatti, la Giunta leghista, su proposta dell’assessora alla salute Stefania Segnana, ha approvato i criteri per l’accreditamento e il convenzionamento di un nuovo soggetto gestore per le attività socio sanitaria residenziale nell’ambito della salute mentale nelle strutture psichiatriche terapeutiche riabilitative a carattere estensivo. “Questo provvedimento – spiegava Segnana – si è reso necessario al fine di poter disporre di parte delle stesse strutture nel territorio dell’Alta Valsugana per altre attività nell’ambito degli interventi previsti dal Pnrr”.

 

Eppure il consigliere provinciale Filippo Degasperi aveva già anticipato la notizia. Ma come faceva Degasperi a sapere? Di certo il consigliere di Onda non è in possesso di una sfera di cristallo, Degasperi è venuto a conoscenza del fatto perché ai sanitari attivi nel Padiglione Pandolfi era stato chiesto dove avrebbero voluto essere trasferiti. Ancora a Novembre il Dolomiti aveva chiesto spiegazioni all’Assessorato che però non aveva voluto commentare la vicenda.

 

Un mese dopo il bando è stato reso pubblico, anche se in molti pensano di sapere già che ad aggiudicarsi la convenzione sarà una struttura della zona. Le clausole sono così specifiche che ci sono pochi dubbi sulla realtà che potrà vincere l’appalto. L’azienda sanitaria ha spiegato che il nuovo soggetto che farà richiesta di accreditamento, “dovrà disporre di strutture rispondenti ai requisiti di cui al Regolamento in materia sanitaria con capacità ricettiva di 10 posti letto residenziali, contraddistinti in due case famiglia contigue, suddivise in nuclei di coabitazione, con stanze di massimo due letti. Le case famiglia dovranno trovare ubicazione nel Comune di Pergine o limitrofi e in ogni caso nell’ambito del distretto Est di Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, limitatamente all’ambito dell’Alta Valsugana”.

 

Nel frattempo nel Padiglione Pandolfi sarà trasferita la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (si trovava già a Pergine) che accoglie gli autori di reati affetti da disturbi psichici. “Capisco che ci siano i soldi del Pnrr da spendere – sottolinea Degasperi – ma questi traslochi da una struttura all’altra sono incomprensibili. Si smantella e smobilita con l’unica ragione di assegnare dei soldi ai privati per un servizio che era già coperto dall’Apss. Tutto ciò senza confrontarsi con nessuno e prendendo di mira pazienti più fragili che avrebbero bisogno di maggiori tutele”.

 

Il budget annuo stabilito da Apss per il nuovo soggetto che si farà carico dei pazienti della psichiatria residenziale è di 700.000 euro. La cifra è così alta perché per gestire questi pazienti servono figure professionali specializzate che dovranno comporre un’equipe multidisciplinare. Le domande però restano: perché appaltare un servizio a un privato che era già garantito dall’Apss? E perché spostare la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza per la quale recentemente erano stati svolti dei lavori di ammodernamento?

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