Il Comune intende vendere gli ambulatori e "sfratta" il coro "Le Millenote" per far spazio ai medici. L'appello dell'associazione: "Aiutateci, rischiamo la chiusura"
Dubbi e incertezze che vengono sollevati anche dalle opposizioni di Tesero, il consigliere Alan Barbolini: "Un'amministrazione deve fare certamente delle scelte, anche difficili, ma solo dopo aver attentamente valutato e soppesato costi e benefici ma soprattutto gli impatti delle decisioni. Un modus operandi che non avviene in questi anni di gestione"

TESERO. Il Comune ha in previsione una serie di vendite del patrimonio immobiliare degli edifici sulla piazza e questo preoccupa le associazioni ma anche la popolazione. Una partita che riguarda, per esempio, la sede della Cassa rurale e degli ambulatori dei medici di base con questi ultimi che verrebbero spostati alle scuole elementari. A far spazio però l'associazione coro "Le Millenote", che dovrebbero così trascolare e cambiare location operativa con tutte le difficoltà del caso. Dubbi e incertezze che vengono sollevati anche dalle opposizioni di Tesero.
"C'è molta preoccupazione perché le associazioni temono di non poter più svolgere le attività con l'attuale qualità", commenta Alan Barbolini, l'ex candidato sindaco per la lista "Crescere uniti", che all'epoca da assessore ai lavori pubblici era stato promotore della ristrutturazione delle scuole elementari e aveva seguito passo a passo il posizionamento dei vari tasselli per sistemare, con soddisfazione, le diverse realtà nelle attuali sedi. "Invece il servizio sanitario è essenziale, in particolare per le persone anziane, che sono sempre più numerose in Trentino. L'invecchiamento della popolazione richiede un aumento dell'impegno e non una riduzione".
Nelle scorse ore il coro "Le Millenote" ha lanciato un grido d'allarme sui social. Una realtà che da 12 anni ha la sede alle scuole elementari in un "ambiente accogliente e idoneo - dice Barbolini - spostare l'attività potrebbe avere gravi ripercussioni sull'esistenza stessa dell'associazione".

Una situazione che l'associazione definisce incredibile e incresciosa. "L'amministrazione comunale vuole sbatterci fuori dalla nostra sede", spiega il coro sui social network. "Questi spazi ci sono stati affidati 12 anni fa con il trasferimento della scuola musicale in quella che era la nostra sede precedente, cioè l'ex caseificio. E' stata la scelta perfetta, il posto ideale per un'associazione che lavora con bambini e ragazzi, per la sicurezza del piazzale e la scuola proprio lì. Un posto per i bambini dentro una struttura dedicata ai bambini".
In questi anni "la sede è stata fucina di grandi idee, progetti e realizzazioni. Abbiamo creato spettacoli e concerti con entusiasmo e impegno ricevendo un grande riconoscimento da parte di un pubblico sempre entusiasta e crescente", dice "Le Millenote". "Tirando le somme possiamo affermare in tutta sicurezza di fare un'attività costante e di ottimo livello all'interno del nostro paese al pari delle altre associazioni culturali. E allora perché? Da alcuni anni l'amministrazione sta pensando di vendere alcuni immobili del Comune che sono in piazza: la ex cassa rurale, la ex casa Brigadoi e perfino la casa medici. Evidentemente erogare servizi, che dovrebbe essere il compito dei Comuni non è poi così importante, visto che si vendono proprio gli edifici preposti da anni per questo scopo, oltretutto ristrutturati recentemente".

A oggi ci sarebbe l'ipotesi di trasferimento ma non ci sarebbe la certezza della nuova sede. "Non c'è un'accurata progettazione per trovare un posto degno a questo fondamentale servizio e nemmeno all'ufficio postale", prosegue l'associazione. "Adesso, con l'acqua alla gola per l'impellenza di vendere, stanno cercando la solita soluzione-tampone, che ormai è diventata una costante. Ecco che hanno pensato alla nostra sede. Con il supporto tacito e condiscendente dell'assessore alla cultura, prima ancora di parlare con noi, si sono mossi autonomamente per trovare la classica toppa e hanno chiesto e ottenuto la disponibilità della scuola musicale a ospitarci per le prove nel loro auditorium, ovviamente da accordare in anticipo, ovviamente adattandoci a orari e giornate in cui a loro non serve e ancora ovviamente senza nessuno spazio disponibile per riporre il nostro materiale, strumenti, archivio, costumi e così via. Praticamente dopo 25 anni di attività a servizio del nostro paese, con centinaia di bambini che sono passati tra le nostre file, senza nessun rispetto o vergogna, ci buttano sulla strada".
L'ipotesi sul tavolo è di spostare alle scuole elementari gli ambulatori dei medici di famiglia. "L'amministrazione sta cercando di far passare l'idea che gli ambulatori sono più importanti e che il nostro è un capriccio. La realtà è che gli ambulatori medici e anche la posta hanno già una sede, dignitosa e perfetta, in piazza e vicino alla farmacia e che l'amministrazione non ha diritto di togliere o peggiorare i servizi del Comune". Da qui l'appello alla popolazione del coro "Le Millenote" di supportare l'associazione.
Una vicenda seguita da vicino anche dalle opposizioni. Negli scorsi mesi le minoranze consiliari hanno manifestato più di qualche perplessità sul riordino viabilistico della piazza, ma anche sulle partite immobiliari (Qui articolo). Criticità che vengono messe evidenziate alla luce delle preoccupazioni delle associazioni. Non convince anche la possibile scelta di spostare i medici di base.
"In un paese con caratteristiche come quelle di Tesero la collocazione di un ambulatorio nelle vicinanze di una farmacia è un requisito importante e assolutamente da non sottovalutare per i pazienti, soprattutto per quelli con problemi o difficoltà di deambulazione: una soluzione facile e comoda".
Non solo, "la mancanza di medici o il trasferimento degli stessi in un altro paese a causa di proposte logistiche alternative poco adeguate, oltre che a creare pesanti e irreparabili disagi ai pazienti, può portare anche alla chiusura di una farmacia (Tra l’altro già attualmente i pazienti di Tesero chiedono di ritirare i farmaci a Ziano perché i parcheggi sono più comodi rispetto all'attuale piazza Cesare Battisti)", evidenzia Barbolini. "Se i medici dovessero lasciare Tesero, anche la farmacia potrebbe essere legittimata, o costretta a spostare l’attività in altro paese".
La speranza delle opposizioni è che si possa aprire un tavolo di confronto "per garantire i servizi e trovare soluzioni che possano soddisfare la comunità, così come quelle realtà che operano con dedizione. Un'amministrazione deve fare certamente delle scelte, anche difficili, ma solo dopo aver attentamente valutato e soppesato costi e benefici ma soprattutto gli impatti delle decisioni. Un modus operandi che non c'è in questi anni di gestione", conclude Barbolini.














