A Luserna salta la giunta comunale, ''ma il rischio chiusura dei piccoli comuni è sempre più evidente. Manca il personale. Serve una strategia condivisa''
La Fp Cgil ricollega quanto accaduto a Luserna ieri a un problema generalizzato in tutte le amministrazioni comunali. Mancano i segretari e il personale, il carico di lavoro è enorme e tramutare le 'promesse elettorali' in provvedimenti sempre più difficile. Dall'assessora Zanotelli, però, non arrivano segnali di interesse: ''Non ha ancora trovato il tempo di incontrarci''

LUSERNA. "Il rischio di chiusura dei piccoli comuni è sempre più evidente, il caso Luserna poi assume carattere di particolare gravità per le conseguenze sulle nostre minoranze linguistiche: si apra al più presto un tavolo di lavoro e di confronto con i soggetti aventi titolo, a partire da chi rappresenta dipendenti e segretari comunali, lo diciamo in particolare all'assessora Zanotelli che non ha ancora trovato il tempo di incontrarci". Luigi Diaspro, Masha Mottes e Mirko Vicari della Fp Cgil del Trentino intervengono così dopo quanto accaduto ieri: la Provincia di Trento ha nominato l'ex consigliere provinciale Nerio Giovanazzi alla guida di Luserna. poiché la Giunta comunale è decaduta per "inadempimenti contabili". L'amministrazione sorretta dal sindaco Gianni Nicolussi Zaiga non è riuscita a trovare una strada per risolvere una questione che si trascinava da tempo e si è arrivati a questa decisione.
Una decisione che però, per il sindacato, ha radici ben piantate nei problemi che tutti i comuni del Trentino stanno vivendo a diversi livelli, legati alla mancanza di personale. ''Nei piccoli comuni, se c’è carenza di segretari e personale - spiegano - o il personale è inesperto. E' già complicato assicurare l'ordinario, figurarsi rendere attuabili iniziative di segno avanzato sul territorio in base ad input politici dell'amministrazione eletta, come ci è capitato di sentire da amministratori che lamentavano l'impossibilità, per colpa del personale poco collaborativo, di dare seguito a quanto promesso in campagna elettorale. I piccoli comuni hanno gli stessi adempimenti dei grandi comuni, e questo è già tantissimo, con dipendenti che ricoprono ruoli unici e spesso non possono o non si sentono di fare le due settimane di ferie estive (come da previsione contrattuale) perché sanno che non c’è nessuno a sostituirli''.
Il problema è di quelli importanti ma dall'assessora Zanotelli (che nella scorsa legislatura si è occupata tra le altre cose di grandi carnivori con i risultati ben noti a tutti) tutto tace. "Possiamo proseguire tranquillamente nel dibattito fusioni sì o fusioni no, sottolineando come questa discussione debba essere politica e non forzata dall'esterno - proseguono Luigi Diaspro, Masha Mottes e Mirko Vicari - sta di fatto che ad oggi, malgrado le grida di allarme di amministratori e della stessa Fp Cgil per la grave situazione in cui versa il personale del settore, in particolare dei piccoli comuni, delle difficoltà di reclutamento per la poca attrattività di ruoli e responsabilità non adeguatamente retribuiti, i comuni rischiano la chiusura e non vediamo avviato un percorso di analisi e, soprattutto, di condivisione con le rappresentanze del personale stesso, e questo è altrettanto grave".
''Declinare queste difficoltà come fatto esclusivamente organizzativo, come fa il presidente Gianmoena ma anche amministrazioni comunali, o ritenerle di competenza eminentemente politica omettendo di considerare la voce e le ragioni di chi da anni segue queste tematiche lanciando da tempo l'allarme per la salvaguardia dei servizi, in rappresentanza di cittadini e migliaia di lavoratori, esprime una carenza di visione fortemente preoccupante - conclude la Fp Cgil -. Il personale che abbandona questo settore lascia certo per ragioni di tipo economico ma anche per assenza di risposte sul versante della conciliazione e della flessibilità, per le responsabilità notevolmente aumentate per le innovazioni tecnologiche e amministrativo contabile a fronte delle quali non vi è corrispondenza retributiva e spesso neppure formazione adeguata''.


















