Preoccupa il futuro della Microbiologia a Rovereto, Valduga: "Presidio centrale, un ridimensionamento rischia di rallentare i percorsi diagnostici e terapeutici"
Il consigliere provinciale di Campobase Francesco Valduga accende i riflettori sull'ipotesi di trasferire alcune attività di microbiologia da Rovereto a Trento: "La riorganizzazione sembra procedere senza un reale processo di condivisione con il personale della Microbiologia e con i reparti che dipendono da questo servizio"

ROVERETO. C'è preoccupazione sul futuro del servizio di microbiologia all'ospedale di Rovereto. Il consigliere provinciale di Campobase Francesco Valduga accende i riflettori sulla proposta di riorganizzazione del reparto con l'ipotetica previsione del trasferimento dalla città della Quercia a Trento di attività quali emocolture e urgenze.
"La Microbiologia non è un servizio accessorio, ma un presidio centrale per diagnosi tempestive, terapie mirate, contenimento delle infezioni ospedaliere e supporto ai reparti più delicati dell’ospedale", commenta Valduga. "Un suo ridimensionamento rischierebbe di rallentare i percorsi diagnostici e terapeutici, con ricadute dirette sulla qualità delle cure e sull’organizzazione dei reparti".
Nell’interrogazione l'ex sindaco di Rovereto e già candidato presidente del centrosinistra alle scorse provinciali chiede alla Giunta di chiarire i dettagli della proposta, il coinvolgimento del personale e dei reparti interessati, gli effetti sul funzionamento dell’ospedale e le conseguenze sul personale della Microbiologia di Rovereto.
"L’obiettivo è garantire che eventuali scelte organizzative non compromettano il ruolo dell’ospedale di Rovereto come punto di riferimento di tutto il sistema sanitario provinciale", aggiunge Valduga. "La riorganizzazione su base dipartimentale, non rappresenta un elemento negativo in sé, infatti è comprensibile la logica di integrazione dei servizi, quando si parla di un unico dipartimento e di una unica azienda sanitaria. Tuttavia, nel caso specifico, paiono emergere criticità rilevanti".
La Microbiologia non è un servizio “accessorio”, prosegue Valduga, ma un presidio centrale per la qualità e l’efficienza dell’attività clinica: significa garantire diagnosi tempestive, indirizzare le terapie antibiotiche, contenere le infezioni ospedaliere, supportare la gestione di casi complessi. "E' un servizio che lavora in stretta collaborazione, con le unità operative di geriatria, cardiologia, anestesia, rianimazione, medicina interna, oncologia, pediatria e con tutte le chirurgie, nonché con il pronto soccorso, collaborazione che si fonda proprio sulla possibilità di avere risposte rapide e sicure dal laboratorio".
La riduzione delle attività di Microbiologia a Rovereto, "rischia di compromettere in modo diretto la funzionalità dei reparti, correndo il rischio di aumentare tempi di diagnosi e intrapresa di percorsi terapeutici, introducendo anche ulteriori problemi dal punto di vista logistico (tema del trasporto quotidiano del materiale). Risulta inoltre che recentemente, nell'ambito della continua innovazione tecnologica, si era pensato addirittura ad un potenziamento delle possibilità diagnostiche (previsto un sequenziatore anche a Rovereto), che sarebbe in controtendenza rispetto alla nuova ipotizzata riorganizzazione e anche rispetto alle opportunità di crescita professionale per il personale e alle prospettive di sviluppo per l’ospedale".
C'è preoccupazione perché "la riorganizzazione sembra procedere senza un reale processo di condivisione con il personale della Microbiologia e con i reparti che dipendono da questo servizio. C'è quindi il rischio che una scelta di natura organizzativa e gestionale possa avere effetti molto concreti e negativi sul ruolo stesso dell’ospedale di Rovereto, già oggi chiamato a confrontarsi con criticità quali la pressione sul pronto soccorso e la necessità di mantenere standard elevati per definire il suo ruolo di hub all’interno del sistema sanitario provinciale".
Il consigliere provinciale di Campobase chiede in cosa consista nel dettaglio la proposta di riorganizzazione della Microbiologia di Rovereto e quali attività verrebbero trasferite a Trento; come e in quale misura tale proposta sia stata condivisa con il personale del servizio, ma soprattutto nel dettaglio con i reparti direttamente coinvolti e quali conseguenze si prevedono per il personale nella città della Quercia, in termini di carichi di lavoro, prospettive di crescita professionale.
E quali ricadute avrebbe la riorganizzazione sul funzionamento dei reparti che necessitano di un supporto rapido da parte della Microbiologia; se la Provincia non ritenga necessario dotare la Microbiologia di Rovereto di nuovi strumenti tecnologici adeguati, per garantire autonomia diagnostica e valorizzare il ruolo dell’ospedale e come piazza Dante intenda assicurare che l’ospedale di Rovereto mantenga un ruolo di hub nel sistema sanitario provinciale, senza vederne progressivamente eroso il peso a causa di scelte organizzative che ne ridimensionano i servizi fondamentali.












