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| 21 set 2025 | 13:31

Ospedale di Cles, laboratorio di analisi allo stremo: turni insostenibili, carenze di personale e riposi saltati. “La politica dia risposte concrete”

Il personale, secondo quanto riportato dall'esponente di Casa Autonomia, è sottoposto a turni in pronta disponibilità sempre più frequenti, con chiamate notturne e festive continue

di Redazione

CLES. Gravi difficoltà nella gestione dei riposi, turni sempre più frequenti ma anche continue chiamate notturne e festive. Una difficoltà nella gestione dei riposi non più sostenibile. E' una situazione drammatica quella descritta in una interrogazione presentata dalla consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, sul laboratorio di analisi dell'Ospedale di Cles.

 

Un ospedale non si regge soltanto sull’efficienza del pronto soccorso o sulla disponibilità di posti letto. A fare la differenza è il funzionamento complessivo della struttura, che dipende da una rete di servizi essenziali: radiologia, laboratorio analisi, ambulatori specialistici, ma anche cucina, lavanderia, amministrazione.

 

Ogni figura professionale contribuisce alla tenuta del sistema, e ogni carenza indebolisce l’intera catena.

 

Nel maggio 2024, attraverso un’interrogazione in Consiglio provinciale, è stata sollevata la questione delle gravi carenze del laboratorio analisi dell’Ospedale di Cles. In quell’occasione – ha spiegato Demagri - l’assessore Tonina aveva assicurato un intervento tempestivo: più personale, rispetto della turnistica, attivazione del turno di reperibilità, di notte e nei fine settimana. Ma da allora, la situazione non è migliorata. Anzi, è peggiorata”.

 

A inizio anno, spiega sempre Demari in una nota, la coordinatrice del laboratorio ha lasciato il servizio, anticipando la fine del proprio percorso lavorativo. “Una scelta che, con ogni probabilità, è maturata di fronte all’impossibilità di far fronte alle esigenze del reparto, in un contesto dove il sostegno promesso non è mai arrivato. Oggi, la figura che svolge le funzioni di coordinamento è costretta a coprire anche il ruolo di tecnico di laboratorio, in un contesto sempre più critico” continua la consigliera.

 

Il personale, secondo quanto riportato dall'esponente di Casa Autonomia, è sottoposto a turni in pronta disponibilità sempre più frequenti, con chiamate notturne e festive continue. Era stata richiesta la trasformazione della reperibilità in turno attivo, poiché il numero di chiamate da casa e le ore lavorate non sono più compatibili con un’organizzazione sostenibile.

 

“Persistono gravi difficoltà nella gestione dei riposi nel recupero delle ore e nella fruizione delle ferie. È stato chiesto aiuto a Trento, e attualmente due tecnici salgono a Cles per coprire alcuni turni, ma si tratta di una soluzione tampone, non strutturale. Le due unità aggiuntive promesse dall’assessore non sono mai state assunte” spiega ancora Paola Demagri che proprio per questo ha deciso di presentare una nuova interrogazione per chiedere alla Provincia quali siano i motivi che hanno portato a disattendere le decisioni politiche, perché l’ospedale di Cles non riceve la stessa attenzione riservata ad altre strutture, come il Santa Chiara e ancora perché, nonostante concorsi e graduatorie disponibili, non si procede a rinforzare un organico in evidente sofferenza?

 

È tempo che la politica ascolti, agisca e dia risposte concrete a chi ogni giorno garantisce la salute dei cittadini, spesso in condizioni sempre più difficili” conclude Demagri.   

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